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 I sismometri Nanometrics per l’Einstein Telescope

I sismometri Nanometrics per l’Einstein Telescope

L’Einstein Telescope (ET) sarà il più sensibile e grande telescopio per onde gravitazionali mai realizzato. Una delle aree papabili per la sua costruzione è in Sardegna; l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha scelto i sismometri e digitalizzatori Nanometrics per caratterizzare il sito e verificare la sua adeguatezza all’enorme progetto. Ci sono due siti candidati ad ospitare il rivelatore: Sos Enattos in Sardegna e Terziet ai confini tra Germania, Olanda e Belgio.

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TERREmoti e MAREmoti. Come conoscerli e ridurre i rischi

TERREmoti e MAREmoti. Come conoscerli e ridurre i rischi

Dal 4 giugno, il libro Terremoti e MaremotiCome conoscerli e ridurre i rischi, edito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sarà disponibile sul sito web dell’INGV e sul blog INGVterremoti. Completamente rinnovato nei contenuti e nella grafica, il testo ha visto la sua prima edizione nel 2008. Oggi, i ricercatori dell’INGV hanno voluto riprogettare il messaggio divulgativo inserendo informazioni originali, frutto dell’elaborazione scientifica sui terremoti e sui maremoti di quest’ultimo decennio. 

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Scansioni 3D sott’acqua?

Scansioni 3D sott’acqua?

I laser scanner hanno bisogno di visibilità per funzionare. Molto ridotta, a volte addirittura nulla sott'acqua. Come fare per rilevare in 3D e in alta definizione? BlueView BV5000 di Teledyne Marine è uno scanner multibeam 3D piccolissimo tanto da poter essere montato su un treppiede per rilevamenti sotto la superficie dell’acqua, come avviene normalmente con i laser scanner terrestri.

Scoperta nei fondali marini dello Stretto di Messina la faglia che provocò il terremoto del 1908

Scoperta nei fondali marini dello Stretto di Messina la faglia che provocò il terremoto del 1908

Scoperta nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria la faglia che più di 100 anni fa provocò la più grave catastrofe sismica d’Europa, il terremoto di Messina-Reggio di Calabria del 28 dicembre 1908. Un nuovo studio condotto sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla sismo-tettonica dell’area - frutto di una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Catania (Giovanni Barreca e Carmelo Monaco), il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciencesdell’Università di Kiel in Germania (Felix Gross e Sebastian Krastel) e l’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Luciano Scarfì e Marco Aloisi) - svela, per la prima volta, l’ubicazione e le caratteristiche geometriche della possibile faglia da cui si originò il devastante sisma.

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Giornata internazionale del Mar Mediterraneo

L'8 luglio si celebra la giornata internazionale del mar Mediterraneo, un’occasione per aumentare la consapevolezza sullo stato di salute del Mare Nostrum e sui pericoli che lo minacciano.

Secondo l'ISPRA sono oltre 240 le specie aliene identificate nel nostro mare, di cui il 68% ormai stabile lungo le nostre coste. Sui fondali italiani si deposita più del 70% dei rifiuti marini, dei quali il 77% è plastica. Sulle spiagge, con una media di 400 rifiuti ogni 100 metri, la situazione non è migliore. Nel Mediterraneo più del 63% di tartarughe marine ha ingerito plastica. Ma le azioni per la sostenibilità stanno dando i loro frutti: gli stock ittici, pur rimanendo sovrasfruttati, in 6 anni passano dall'85% al 75%.

NEAMTHM18, online il primo modello di pericolosità da tsunami per il Mar Mediterraneo, l’Atlantico Nord-orientale e i mari connessi

NEAMTHM18, online il primo modello di pericolosità da tsunami per il Mar Mediterraneo, l’Atlantico Nord-orientale e i mari connessi

Realizzato il primo modello di pericolosità per tsunami generati da terremoti nell’area NEAM frutto di un progetto europeo coordinato dall’INGV. Per quantificare l’esposizione al rischio tsunami che grava sulle coste del Mediterraneo, negli ultimi anni un team internazionale di ricercatori ha realizzato il primo Modello di pericolosità da tsunami generati da terremoti per l’intera area NEAM (Oceano Atlantico nord-orientale, Mar Mediterraneo e mari connessi fino al Mar Nero), denominato NEAMTHM18 (NEAM Tsunami Hazard Model 2018).

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