Iride: la nuova costellazione di satelliti per l'Osservazione della Terra

Iride: la nuova costellazione di satelliti per l'Osservazione della Terra

Uno dei più importanti progetti recenti a livello europeo di Osservazione della Terra è la costellazione satellitare Iride, il cui sviluppo, iniziato nel 2022, adesso entra nella nuova fase realizzativa, con 47 aziende italiane che saranno impegnate nella realizzazione.

Lo scorso 12 aprile in ESRIN si è svolta la conferenza in cui sono stati forniti i prossimi passi del programma Iride da Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di osservazione della Terra dell’Esa e capo dell'Esrin, Roberto Formaro, direttore dei Programmi dell’Agenzia spaziale italiana e Guido Levrini programme manager di Iride per l'Esa.

Dettagli tecnici della costellazione

La costellazione, che sarà composta da 69 apparati di cui il primo raggiungerà l'orbita nel 2025, sfrutterà più tecniche osservative e disporrà di satelliti allo stato dell’arte e al servizio sia delle istituzioni che delle startup e realtà industriali nazionali. Al completamento, previsto entro la metà del 2026, Iride permetterà una rivisitazione giornaliera di ogni località italiana, con una distanza di campionamento al suolo dell’ordine di due metri. Insieme con altri sistemi spaziali nazionali ed europei, servirà le Amministrazioni Pubbliche, a partire dalla Protezione Civile, per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Considerata una “costellazione di costellazioni”, Iride è un sistema end-to-end costituito da satelliti nell'orbita bassa (Upstream Segment), dall'infrastruttura operativa a terra (Downstream Segment) e dai servizi destinati alla Pubblica Amministrazione (Service Segment). Basata su una serie di tecnologie e strumenti di rilevamento diversi, la costellazione sarà unica nel suo genere.

I suoi dati saranno a disposizione gratuita e verranno conservati in modo permanente in un’infrastruttura di archiviazione di ultima generazione. Iride disporrà di radar ad apertura sintetica, sensori di tipo iperspettrale e infrarosso, payload ottici con risoluzioni di due o tre metri, in alcuni casi anche inferiori al metro. Spazierà dall’osservazione delle coste al monitoraggio dell'atmosfera, dalla qualità delle acque e del sistema idrico ai movimenti del terreno e delle grandi infrastrutture. Sono tutte capacità traducibili in servizi di sicurezza, di prevenzione e gestione delle emergenze, oppure in applicazioni a supporto dell’agricoltura, alla gestione del patrimonio boschivo e molte altre. 

La peculiarità di Iride è di essere una costellazione costituita da dozzine di satelliti di dimensioni ridotte rispetto a quelle degli apparati principali che l'Italia ha sviluppato, come Cosmo-SkyMed i suoi satelliti non saranno tutti identici, ma di taglie diverse: si partirà da quelli più piccoli, intorno ai 25 chilogrammi, e si arriverà ai più grossi, nell'ordine dei 350 chili. Questo perché ospiteranno sensori e strumenti di natura e complessità diverse, quindi anche di peso differente.

Le aziende italiane

Il comparto industriale italiano partecipa al progetto con oltre 47 aziende, che costruiranno il sistema e offriranno servizi agli utenti. È significativa anche l’adesione di oltre dieci amministrazioni, che rappresentano il 23% circa della superficie italiana, il 37% della popolazione e il 33% del Pil nazionale: saranno loro a beneficiare dei dati che Iride metterà a disposizione. Gli accordi siglati - era necessario che tutti i contratti venissero aggiudicati entro il 31 marzo - permettono già di definire Iride la collaborazione di un all star team nazionale: a quanto ufficializzato finora, dei 34 satelliti commissionati (gli altri 35 sono opzionali) la realizzazione dei primi 22, con un finanziamento complessivo di 68 milioni di euro, è stata affidata lo scorso dicembre alla torinese Argotec (dieci apparati con un’opzione di altri quindici) e a Ohb Italia (dodici satelliti più eventuali altri quindici), chiamate anche a gestirne il Flight Operation Segment, cioè la gestione in orbita. Per soddisfare la commessa, Argotec guiderà un gruppo industriale composto da Officina Stellare e Rhea System. Entro il novembre del 2024, dovrà fornire i primi dieci satelliti multispettrali ad alta risoluzione.

Lo stesso tipo di apparati che consegnerà Ohb Italia, alla testa di un team costituito da Optec, Telespazio e Aresys. Sei satelliti con tecnologia Sar (radar ad apertura sintetica) e un satellite ottico saranno invece realizzati da Thales Alenia Space, joint venture fra Thales (67%) e Leonardo (33%). Frutto di due accordi, il primo per un valore di 112 milioni di euro e il secondo di 30 milioni, l’affidamento prevede anche un’opzione per la costruzione di altri quattro satelliti Sar (per 75 milioni) e di un ottico (per 19 milioni). Entrambi i gruppi di satelliti sfrutteranno la piattaforma modulare NIMBUS (New Italian Micro Bus) di circa 170 chilogrammi, un prodotto di Thales Alenia Space ad elevate prestazioni, realizzato per costellazioni ad alta rivisita ed elevata capacità produttiva. 

Con una gara da 25 milioni di euro, la fornitura del cosiddetto Payload Data Ground Segment (o Pdgs) della costellazione è stata affidata alla pugliese Exprivia. Per tre anni l’azienda, alla testa del gruppo composto da Telespazio, Planetek Italia, Serco Italia e Aresys, gestirà la piattaforma in grado di raccogliere i dati dei 34 satelliti ed elaborarli per lo studio dei fenomeni naturali climatici e del territorio. Un comunicato di Exprivia specifica che “sarà possibile fornire alle agenzie governative strumenti utili nei processi decisionali legati al monitoraggio dei fenomeni naturali (climatici e del territorio) o, ad esempio, alla gestione degli scenari di crisi e del traffico marittimo.

Le due assegnazioni più recenti, rese note il 6 e l'11 aprile, sono invece quelle andate a D-Orbit e a Sitael. Con una commessa da 26 milioni di euro, D-Orbit, l'azienda specializzata in logistica spaziale con sede a Fino Mornasco, dovrà costruire un satellite in grado di fornire immagini ad alta risoluzione, che sfrutti tecnologia a microonde, per la rilevazione anche di notte o in presenza di nuvole. L'accordo, che coinvolge per lo sviluppo del sensore anche Metasensing, include un’opzione da 24 milioni per un ulteriore satellite.

 

 Fonte: (European Space Agency)


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