Fotogrammetria sempre più da vicino

Fotogrammetria sempre più da vicino

Fino a pochi anni fa sarebbe stato anche soltanto auspicabile che la Fotogrammetria ritrovasse lo slancio attuale ed uno share così intenso da prestarsi a spots pubblicitari trasmessi dagli altoparlanti di un supermercato, in uno dei quali è ora fatto cenno easy way all’offerta di Masters universitari comprensivi di corsi di pilotaggio droni ‘per effettuare rilievi topografici’.

Da qualche tempo un rinnovato interesse per il rilievo e la conoscenza del territorio si diffonde a causa dell’abbassamento improvviso dei costi delle riprese aeree e forse mosso dall’attrazione del nuovo vettore alla portata di tutti. Di seguito solo alcune considerazioni sul costo globale del rilievo topografico e fotogrammetrico.

Il rilievo fotogrammetrico per la realizzazione di cartografia ha costi infinitamente più bassi del rilievo topografico diretto e proprio per questo la topografia a terra è oggi utilizzata solo per rilievi di dettaglio, integrazioni, ricognizioni o appoggio del processo fotogrammetrico. Il costo della presa incide normalmente fino ad un 20% dell’intero processo di produzione cartografica ed il risparmio che l’utilizzo dei sistemi SAPR/droni porterebbe non è poi così forte una volta considerato l’incremento tariffario della restituzione, soprattutto dovuto al maggior numero di fotogrammi che ne derivano, rispetto alle camere classiche aviotrasportate a parità di superficie rilevata ed al tempo richiesto in applicazione per costruzione dei tipi e sviluppo grafico. Ciononostante la facilità d’uso del sistema ed il relativo basso costo iniziale alla portata d’investimento dei topografi stanno interessando sempre più nuovi utenti all’utilizzo della visualizzazione di modelli tridimensionali, che già dai primi anni Cinquanta del secolo scorso era la scoperta avanguardistica di questa tecnologia. La musealità della Terra ne era esaltata per la prima volta raggiunta nella restituzione fotogrammetrica, che l’operatore, seduto allo strumento, osservava dagli oculari, veri e propri rivelatori - non solo un gioco di parole - di un modello del terreno tridimensionale, generato dai due fotogrammi stereoscopici montati sul restitutore. Oggi l’effetto del 3D generato dai modelli assemblati dai vari sistemi ‘software’ attrae centinaia di nuovi utenti, che si stanno avvicinando in questo modo al concreto mondo del rilievo fotogrammetrico e della geomatica in genere. Ciò che si mostra tuttora carente è la solidità dei fondamenti di base indispensabili per sfruttare appieno le capacità fotogrammetriche di questi sistemi ed evitare di incorrere in errori dimensionali tipici dei sistemi 3D non fotogrammetrici.

GEOmedia uscirà da questo numero in una veste rinnovata con alcune piccole novità inserite nella versione cartacea e in quella digitale, quest’ultima sempre più ipermediale dal momento che, anche in copertina, sarà presente una mappa di lettura con ‘link’ diretti agli articoli o a contenuti informativi espansi sul sito ‘web’, come un ‘magazine’. Anche all’interno le sorprese non mancano, gli abbonati alla versione digitale potranno esplorare gli articoli e vedere ove il simbolo della freccia del ‘mouse’ cambierà grafica per puntare a contenuti non limitati dalla carta ed in teoria collegabili all’intero universo del ‘web’.

 

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