Incendi boschivi e geomatica

Carabinieri Forestali e Geomatica

I numeri parlano chiaro e a fine giugno i focolai di incendio boschivo sono stati 675 con 900 ettari di bosco andati in fumo. Un decimo dell’andamento normale negli scorsi anni.

Le recenti piogge hanno alleviato il fenomeno ma contemporaneamente portano ad un aumento del rischio in quanto la vegetazione è più folta, con aumento della biomassa che costituisce il carburante principale degli incendi boschivi aumentando la velocità di propagazione delle fiamme.

E’ quanto riporta il generale Marco Di Fonzo, comandante del Nucleo informativo antincendio boschivo del Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari dei carabinieri, ad Adnkronos : ''Al 30 giugno, nelle Regioni a statuto ordinario, dove noi siamo presenti, abbiamo registrato e censito 675 incendi boschivi per una superficie stimata complessiva di circa 900 ettari. Solitamente in questo periodo siamo intorno ai duemila eventi e superficie intorno ai 10-12mila ettari''.

''Il motivo è che abbiamo avuto più precipitazioni che hanno fatto sì che si interrompesse il ciclo di siccità che solitamente si aveva in questo periodo. C'è però da fare una considerazione di carattere generale: se da un lato le piogge hanno contenuto l'insorgenza del fenomeno, perché hanno mantenuto umido il sovrasuolo boschivo, dall'altro hanno fatto crescere la biomassa presente al suolo in maniera molto più significativa rispetto agli anni passati. Quindi quando prende fuoco le fiamme passano immediatamente in chioma e in presenza di brezze l'incendio può viaggiare anche a 20-30 km orari''. Il rischio pertanto non solo non cala, ma potrebbe aumentare.

Per la prevenzione si attivò con la legge quadro in materia di incendi boschivi n. 353/2000 il Catasto Incendi che ha introdotto un vincolo quindicennale per le zone boschive ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco che non potranno avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. Per l’apposizione dei vincoli la legge stabilisce che i Comuni provvedano al censimento, tramite apposito catasto, dei soprassuoli già percorsi dal fuoco potendosi avvalere dei rilievi effettuati dall'Arma dei Carabinieri - Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare.

Ciò nonostante gli incendi continuano, come si può vedere nel recente geoportale degli incendi boschivi, questo perché sono molteplici le cause a cui vengono attribuiti,  ''variano da Regione a Regione,  - continua il generale Marco Di Fonzo - da provincia a provincia, fino ad avere una connotazione di carattere comunale: ci sono aree maggiormente interessate da incendi boschivi che nascono per dolo e altre per colpa, imperizia, imprudenza, negligenza e scarso senso civico''. I casi possono essere ''lavori stradali, ripulitura degli incolti, bruciature delle biomasse dopo aver fatto le potature, risentimenti contro la pubblica amministrazione o persone che sono affette da patologie come i piromani, anche se in Italia questo è un fenomeno marginale''.

''Poi ci sono gli incidenti causati da persone che vanno a fare i picnic all'aperto e non usano le aree attrezzate, non si curano di spegnere la brace dopo che l'hanno utilizzata o la lasciano fumante - aggiunge - una brezza notturna potrebbe rinfocolare quel braciere e da lì far partire un incendio''. Quindi, spiega, ''la situazione è molto articolata, bisogna conoscere il territorio anche dal punto di vista socio-economico per poter contrastare il fenomeno in maniera efficace, quindi conoscere gli usi e le consuetudini e far partecipare la popolazione sui comportamenti più idonei''.

Le tecnologie di indagine e monitoraggio utilizzate sono molteplici, a partire dalle tecniche di georeferenziazione accurata del perimetro degli incendi, che si avvale di competenze professionali specifiche, che hanno dato vita alla più grande rete di analisti specialisti (Niab) degli incendi boschivi. Si tratta di specialisti che intervengono a fiamme spente, che interpretano i segni e svolgono a ritroso il cammino delle fiamme, comprendendo il percorso degli incendi boschivi e sfruttando le opportunità offerte dagli assetti satellitari, in particolar modo il satellite radar Sentinel 2 e il PuG SAT 120. Il monitoraggio preventivo ha cambiato totalmente il modo di operare nella protezione ambientale grazie al potenziamento degli assetti satellitari. Droni e satelliti saranno sempre più importanti per combattere gli incendi boschivi.

La geomatica, nelle sue varie declinazioni, svolge un ruolo fondamentale. Il Corpo Forestale ha anche un grande valore aggiunto per il settore del classico Telerilevamento, o Remote Sensing, che ha bisogno di quella che comunemente gli specialisti chiamano la “verità a terra”, una prova cioè che confermi le analisi predittive tele-rilevate dai sensori (si veda a proposito il recente articolo di G. Papitto sulle Foreste Urbane).

Ed in questo il Corpo dispone forse della più grande risorsa di controllo, verifica e potenziamento del tele-rilevato, costituita dai suoi operatori che percorrono continuamente i luoghi individuati dai satelliti e verificano con i droni, lidar e altri mezzi geomatici quanto ci dice il satellite o l’immagine aerea in genere.

Questa grande azione di verifica a terra potrebbe portare ad un grande contributo nella ricerca scientifica associata al Telerilevamento in genere, perché il Corpo Forestale dei Carabinieri è forse l’unica istituzione che dispone di un così alto numero di operatori, i carabinieri forestali, che utilizzano si le tecnologie in ufficio, ma poi escono e si calano tutti i giorni nella realtà “a terra”.

Potenziare le competenze geomatiche di tutti gli operatori coinvolti in queste attività di difesa forestale, porterebbe vantaggio non solo alle foreste e al territorio, ma a tutta la comunità scientifica nazionale che potrebbe avere i famosi “riscontri a terra” indispensabili per calibrare i rilevamenti di intere costellazioni di satelliti come i Copernicus o i nuovi che sono arrivati e stanno arrivando.

Conclude Marco Di Fonzo nell’intervista ad Adnkronos: ''Sono convinto che oltre alla prevenzione che facciamo e all'attività di polizia amministrativa con le sanzioni che sono previste, sia solo attraverso un comportamento condiviso di protezione dell'ambiente e del territorio da parte di tutti noi che questo fenomeno si può contenere. Per noi è importante che il bosco non bruci al di là dell'individuazione degli autori''.

 

 

 

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