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Sul portale informativo della NASA si possono reperire delle notizie riguardanti lo studio dei fulmini della Terra. Infatti, la NASA insieme al NOAA, sta cercando di creare un archivio di dati enorme che tratterà i cambiamenti climatici del passato e del futuro. Questa sarà una operazione particolarmente complessa, a causa della mole di dati che si riceveranno a Terra. Di seguito riportiamo alcune informazioni riguardanti i satelliti e le strumentazioni che si occupano di questo tipo di studi.

Pubblicato in Terra e Spazio

L’Emilia-Romagna vince in Europa la sfida della ricerca e dei Big Data. Bologna è infatti stata scelta per ospitare il Data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF): la decisione è stata presa dal Council del ECMWF, riunitosi a Reading, in Inghilterra, attuale sede del Centro. Da qui a giugno verranno definiti gli aspetti tecnici legati al cosiddetto ‘accordo di sede’, che ratificherà l’arrivo a Bologna della nuova struttura.

Pubblicato in Scienze della Terra

Nell’immagine satellitare che pubblichiamo questa settimana osserviamo il panorama vulcanico dell’isola più grande dell’arcipelago delle Hawaii, ripresa da Sentinel-2A  (guardala/scaricala in alta risoluzione).

WaterView è una startup fondata nel 2015, inserita nell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, che sviluppa servizi per la raccolta e l’analisi di Big Data in ambito meteorologico. La società è specializzata nell’ideazione di sistemi intelligenti per il monitoraggio di fenomeni atmosferici e parametri ambientali.

Pubblicato in Dati geografici

Nell’acquisizione satellitare che pubblichiamo questa settimana Sentinel-2A ci conduce sopra il nordovest della Cina, nei pressi del confine con il Kazakhstan ed il Kyrgyzstan, con una immagine in falsi colori (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Quello che colpisce in questo momento in cui tra l'altro si sta vivendo una allerta meteo "rossa" in Liguria è la completa mancanza di strumenti che consentano di prevedere dove e come si possono manifestare episodi di sovraccarico idrico dovuti ad effetti meteorologici. La conoscenza dell'andamento altimetrico del territorio è la base per qualsiasi piano di azione che possa evitare di diramare allerta in ogni zona il che significa annullare l'azione.

Pubblicato in Scienze della Terra
L’immagine satellitare di questa settimana è stata ottenuta da Sentinel-2A il 23 maggio scorso e mostra l’isola di Tongatapu contornata delle sue più piccole isole limitrofe, tutte facenti parte dell’arcipelago del Regno di Tonga, nell’Oceano Pacifico meridionale (guardala/scaricala in alta risoluzione).

La popolazione di Tonga è distribuita su 36 delle complessive 169 isole, ma circa il 70% di essa vive nell’isola principale. La capitale, Nuku’alofa, sorge sulla costa settentrionale dell’isola, lungo la laguna di Fanga’uta. Le mangrovie della laguna costituiscono una importante fonte alimentare per pesci ed uccelli.

L’isola – costruita sul calcare – ha un terreno reso fertile dovuto alla cenere prodotta dai vulcani vicini e si può osservare come gli appezzamenti agricoli coprano gran parte del suo territorio. Le coltivazioni comprendono tuberi quali patate dolci e manioca, come pure noci di cocco, banane e piantagioni di caffè.

A nord dell’isola possiamo notare molte barriere coralline. Sebbene non fosse parte dei suoi originali obiettivi di missione, gli scienziati hanno utilizzato Sentinel-2A per monitorare i coralli e rilevare la loro decolorazione, conseguenza dell’innalzamento della temperatura dell’acqua.

La decolorazione avviene quando le alghe che vivono nei tessuti del corallo – responsabili della cattura dell’energia solare, essenziale per la sopravvivenza del corallo – vengono espulse a causa delle più alte temperature.

Il corallo sbiancato può morire, con effetti conseguenti sull’ecosistema della barriera e – quindi – sulla pesca, sul turismo regionale e sulla protezione della costa.

Il recente fenomeno meteorologico chiamato El Niño ha determinato un incremento della decolorazione dei coralli su scala mondiale e gli scienziati stanno trovando grande utilità nell’impiego delle rilevazioni di Sentinel-2 netta attività di monitoraggio di questo fenomeno su una scala che interessa le barriere nella loro interezza.

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Tonga


The island of Tongatapu and the nearby smaller islands – all part of the Kingdom of Tonga archipelago in the southern Pacific Ocean – are pictured in this Sentinel-2A image from 23 May (view/download in Hi-Res).

Tonga’s population is spread across 36 of Tonga’s 169 islands, but about 70% live on this main island. The capital, Nuku?alofa, sits on the island’s north coast and along the Fanga’uta Lagoon. The lagoon’s mangroves provide an important breeding ground for fish and birds.

Built on limestone, the island has fertile soil of volcanic ash from neighbouring volcanoes, and we can see how agricultural structures cover most of the island. Crops include root crops such as sweet potato and cassava, as well as coconuts, bananas and coffee beans.

North of the island we can see many coral reefs. Although not part of its original mission objectives, scientists are experimenting with Sentinel-2 to monitor corals and detect coral bleaching – a consequence of higher water temperatures.

Bleaching happens when algae living in the corals’ tissues, which capture the Sun’s energy and are essential to coral survival, are expelled owing to the higher temperature.

The whitening coral may die, with subsequent effects on the reef ecosystem, and thus fisheries, regional tourism and coastal protection.

The recent El Niño weather phenomenon has caused increased bleaching across the world’s corals, and scientists are finding Sentinel-2’s coverage helpful in monitoring this at reef-wide scales.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Tonga". Traduzione: Gianluca Pititto)



Il satellite Sentinel-2A ci porta con questa immagine in Alaska sud-orientale, sopra il ghiacciaio Malaspina (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Nel corso degli ultimi 12.5 milioni di anni il clima e la topografia di questa regione sono stati particolarmente favorevoli per la formazione di ghiacciai. Durante l’Era Glaciale questa regione è stata ricoperta da un vasto strato di ghiaccio. Con l’aumento delle temperature ebbe successivamente inizio un periodo interglaciale.

I rilievi montuosi costieri ed il clima marittimo dell’area forniscono un contesto perfetto per la glaciazione: alcuni dei ghiacciai più lunghi e spettacolari al mondo si trovano proprio in questa regione.

Malaspina è un ghiacciaio pedemontano, termine utilizzato per indicare che il ghiaccio fluisce da una ripida valle e si riversa in una piana sottostante. E’ il più grande di questo genere, con un’area di circa 3900 kmq.

In questa immagine a falsi-colori, il rosso indica aree coperte da vegetazione, mentre il rosa mostra aree rocciose. Le linee rosa ondulate, attorno alla metà inferiore del ghiacciaio, sono dovute a roccia, terreno e detriti che sono stati depositati dal ghiacciaio e che sono detti morene.

I dati satellitari nostrano che l’elevazione di Malaspina si è ridotta negli ultimi decenni e la conseguente perdita di ghiaccio ha fornito un contributo significativo all’innalzamento del livello del Mare.

Questa immagine, che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme, è stata acquisita in data 8 marzo 2016. La bassa elevazione del Sole durante questa stagione alle alte latitudini dell’Alaska risulta evidente dalla proiezione verso nord delle ombre della catena montuosa Elias.

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Malaspina Glacier

The Sentinel-2A satellite takes us over southeastern Alaska to the Malaspina Glacier (view/download it in Hi-Res).

The climate and topography of this area over the last 12.5 million years have been favourable for glaciers. During the Ice Age, a vast ice sheet covered this spot. When temperatures rose, an interglacial period began.

The coastal mountains and the maritime climate of this area provide the perfect setting for glaciation: some of the world’s longest and most spectacular glaciers are found here.

Malaspina is a piedmont glacier – meaning that ice flows down a steep valley and spills out onto a relatively flat plain. It is the largest of its kind, with an area of about 3900 sq km.

In this false-colour image, red depicts vegetated areas while purple shows rock. The wavy purple lines around the lower half of the glacier are rock, soil and other debris that have been deposited by the glacier – called moraines.

Satellite data show that the elevation of Malaspina has dropped over the past decades, and this ice loss has made a significant contribution to sea-level rise.

This image, also featured on the Earth from Space video programme, was acquired on 8 March 2016. The low Sun level at Alaska’s high latitudes during this season is evident by the shadows cast north by the Elias Mountains.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Malaspina Glacier". Traduzione: Gianluca Pititto)

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/kk8p3

 

L’immagine che offriamo questa settimana ai nostri lettori mostra varie nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in una acquisizione a falsi-colori ottenuta lo scorso 10 Maggio dal satellite Sentinel-3A (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Possiamo osservare parti della Grecia, della Turchia e della Libia e si evidenziano le loro peculiari differenze maggiormente rilevanti. Al centro dell’immagine si riconosce l’isola greca di Creta, dominata da aspre montagne che emergono dal mare.

Il paesaggio di Creta ospita centinaia di specie di uccelli migratori ed alcuni animali selvaggi di piccola taglia. E’ caratterizzato da sistemi montuosi che raggiungono circa i 2400 m, a cui si aggiungono porti naturali, pianure costiere e la tipica macchia mediterranea.

A nord-ovest di Creta è visibile una grande porzione della Grecia continentale, che mostra vegetazione densa assieme a paesaggio agricolo, mentre al di sotto del manto nuvoloso è riconoscibile una piccola parte del ‘tallone e punta’ dell’Italia.

In alto a destra è visibile parte della Turchia sud-occidentale, con uno scenario misto di paesaggi agricoli e regioni montuose dove prevalgono suolo nudo e roccioso.

In fondo all’immagine è visibile l’arido deserto della Libia, con il plateau sahariano che costituisce i nove decimi del paese, rendendo questa regione un vero e proprio mare di sabbia.

Sentinel-3A è stato lanciato lo scorso 16 febbraio. Il satellite trasporta 4 strumenti che lavorano in modo coordinato e che rendono questa missione la più complessa della serie Sentinel. Il sensore denominato Ocean and Land Colour Instrument offre un nuovo sguardo sulla Terra, monitorando l’ecosistema oceanico, supportando l’agricoltura e la gestione dei raccolti e fornendo stime delle coperture nuvolose e degli aerosol atmosferici: tutte attività che portano benefici molto significativi alla società umana.

Questa immagine è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme.


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Mediterranean Wonders

Various countries in the Mediterranean Sea were captured last 10 May by the Sentinel-3A satellite, in this false-colour image (view/download it in Hi-Res).

Parts of Greece, Turkey and Libya are featured, showing their distinct relief differences. In the middle of the image is the Greek island of Crete, dominated by harsh mountains rising out of the sea.

Home to hundreds of migratory bird species and some small wild animals, the landscape of Crete is characterised by mountain ranges reaching some 2400 m, along with natural harbours, coastal plains and the typical Mediterranean scrub.

Northwest of Crete is a large part of Greece’s mainland, showing dense vegetation and agricultural landscape, while under the clouds a small part of Italy’s ‘heel and tip’ are visible.

At top right, parts of southwestern Turkey are distinct, indicating a mixture of agricultural landscape and mountainous regions, where bare soil and rock formations prevail.

At the bottom of the image, Libya’s arid desert is evident, with the Saharan plateau comprising some nine-tenths of the country, making it truly a sea of sand.

Launched last 16 February, Sentinel-3A carries four instruments working together, making it the most complex of all the Sentinel missions. Its Ocean and Land Colour Instrument offers a new eye on Earth, monitoring ocean ecosystems, supporting crop management and agriculture, and providing estimates of atmospheric aerosol and clouds – all of which will bring significant benefits to society.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Mediterranean Wonders". Traduzione: Gianluca Pititto)

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

Il Consorzio LaMMa, Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile, famoso per i suoi modelli meteo utilizzati da una grande varietà di utenti anche per la navigazione nel Mar Mediterraneo, ha rilasciato la piattaforma Open Data LaMMA che consente di scaricare i dati e le informazioni prodotte e gestite dal Consorzio. Tra queste spiccano quelle relative ai dati meteo, quelli geospaziali e altri per un totale di circa 220 dataset. 
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