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Il satellite Sentinel-3A ci porta sui cieli del Mare di Okhotsk, nella regione più orientale della Russia, con una acquisizione effettuata il 15 febbraio scorso in cui - da una vista a volo d’uccello-  le nuvole sembrano mescolarsi con ghiaccio e neve (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Nell'ultimo numero del 2016 di GEOmedia si affronta il tema della gestione dei rischi naturali e per l'ambiente con l'uso degli strumenti GIS e del telerilevamento. Argomenti attuali che trovano nella urgente necessità di gestire insfrastrutture geografiche e di dati che ancora hanno bisogno di essere uniformate ed omogenizzate sul territorio nazionale. Queste necessità sono anche riprese nell'editoriale de Direttore, nel quale si stimola il confronto per sulla importanza sia di prevenire che di individuare un riferimento istituzionale unico di indirizzo e controllo dell'attuazione delle indicazioni regolamentari.

Pubblicato in BIM CAD GIS

L'ultimo evento sismico occorso ha messo in luce la criticità della non omogeneità della cartografia sul territorio nazionale, infatti il sisma si è verificato in una zona al confine di quattro regioni, alcune delle quali molto carenti sotto il profilo della dotazione cartografica. Per questo motivo abbiamo chiesto una testimonianza per contribuire a risolvere questo problema, realizzando un numero speciale di GEOmedia. Questo numero 5 del 2016 è dedicato al gravoso problema della cartografia per l’emergenza, così come si è presentato ancora in occasione del terremoto del Centro Italia del 24 Agosto 2016. Tutti gli interventi ricevuti hanno il fine di contribuire a migliorare la situazione dell'infrastruttura di dati territoriali digitali per le emergenze, facendo tesoro delle esperienze passate.

Pubblicato in Dati geografici
Il satellite Sentinel-2A ci conduce al di sopra dei territori nord-orientali dell’Iran, la seconda nazione del Medio Oriente per estensione territoriale (guardala/scaricala in alta risoluzione).

La gran parte del territorio dell’Iran è classificata come terraferma arida o semi-arida e la sua metà circa è costituita da pascoli, terreni aridi e montagne.

Al centro dell’immagine ed in alto a sinistra sono visibili conoidi alluvionali. Queste formazioni vengono create quando fiumi e torrenti raggiungono le pianure e si espandono a ventaglio. Costituiscono il segno distintivo del deflusso delle acque provenienti dalle montagne, laddove il suolo eroso – con il contributo delle piogge- viene trasportato dai crinali montuosi verso i territori a valle.

In alto a sinistra, simili a pennellate in un dipinto, appaiono evidenti in tonalità di grigio e bianco concentrazioni stagionali di acqua e di vari minerali salini.

Attraversando l'immagine sono riconoscibili molti terreni agricoli, evidenti in una regione così arida e montuosa con differenti tipologie di formazioni rocciose.

Sulla estrema destra è visibile la città di Bajestan, circondata da molti terreni agricoli. Si tratta di una città con una popolazione di circa 11000 abitanti: zafferano e melograno sono i prodotti più importanti dell’area, le cui coltivazioni in vari appezzamenti agricoli sono visibili sulla sinistra.

Le sfumature di rosso mostrano la sensibilità dello strumento multispettrale che si trova a bordo di Sentinel-2A alle differenti concentrazioni di clorofilla, misure che forniscono informazioni fondamentali sulla salute della vegetazione.

Varie città ed insediamenti sono mostrati in grigio all’interno dell’area.

Questa immagine in falsi-colori – disponibile anche all’interno di Earth from Space video programme – è stata acquisita da Sentinel-2A il 22 febbraio 2016. Sentinel-2A è il primo della coppia di satelliti che costituiscono la missione Sentinel-2 nell’ambito del programma europeo Copernicus: trasporta un sensore ad alta risoluzione ed ampia traccia al suolo (wide swath) che dispone di 13 bande spettrali, in grado di ricavare nuove informazioni sui territori e le aree vegetali.


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Iranian painting


The Sentinel-2A satellite takes us over to northeastern Iran, the second largest country in the Middle East (view/download in Hi-Res).

A dryland area, most of Iran’s territory is classified as arid and semi-arid, about half of which is characterised by rangeland, barren land and mountains.

Visible in the centre of the image and at top left are alluvial fans. These are formed when streams or rivers hit plains and spread out. They represent the distinct pattern of water runoff from the mountains, where the eroded soil, with the help of rain, is carried from the mountain slopes to lower lands.

At top left, resembling brush strokes in a painting, seasonal accumulation of water and various salt minerals is evident in greys and whites.

Scattered throughout the image are many agricultural plots, distinct in such an arid and mountainous region, which also features various rocky formations.

At the far right, the city of Bajestan is visible, with many agricultural fields around it. It is a city with a population of some 11 000, with saffron and pomegranate its most important products, grown in the various plots on the left.

The shades of red indicate how sensitive the multispectral instrument on Sentinel-2A is to differences in chlorophyll content, providing key information on vegetation health.

Various towns or settlements are represented in greys throughout the image.

This false-colour image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 22 February 2016. The satellite is the first in the two-satellite Sentinel-2 mission for Europe’s Copernicus programme, carrying a wide-swath high-resolution instrument with 13 spectral bands, for a new perspective on our land and vegetation.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Dipinto iraniano". Traduzione: Gianluca Pititto)


 

L’immagine satellitare di questa settimana è stata ottenuta da Sentinel-2A il 23 maggio scorso e mostra l’isola di Tongatapu contornata delle sue più piccole isole limitrofe, tutte facenti parte dell’arcipelago del Regno di Tonga, nell’Oceano Pacifico meridionale (guardala/scaricala in alta risoluzione).

La popolazione di Tonga è distribuita su 36 delle complessive 169 isole, ma circa il 70% di essa vive nell’isola principale. La capitale, Nuku’alofa, sorge sulla costa settentrionale dell’isola, lungo la laguna di Fanga’uta. Le mangrovie della laguna costituiscono una importante fonte alimentare per pesci ed uccelli.

L’isola – costruita sul calcare – ha un terreno reso fertile dovuto alla cenere prodotta dai vulcani vicini e si può osservare come gli appezzamenti agricoli coprano gran parte del suo territorio. Le coltivazioni comprendono tuberi quali patate dolci e manioca, come pure noci di cocco, banane e piantagioni di caffè.

A nord dell’isola possiamo notare molte barriere coralline. Sebbene non fosse parte dei suoi originali obiettivi di missione, gli scienziati hanno utilizzato Sentinel-2A per monitorare i coralli e rilevare la loro decolorazione, conseguenza dell’innalzamento della temperatura dell’acqua.

La decolorazione avviene quando le alghe che vivono nei tessuti del corallo – responsabili della cattura dell’energia solare, essenziale per la sopravvivenza del corallo – vengono espulse a causa delle più alte temperature.

Il corallo sbiancato può morire, con effetti conseguenti sull’ecosistema della barriera e – quindi – sulla pesca, sul turismo regionale e sulla protezione della costa.

Il recente fenomeno meteorologico chiamato El Niño ha determinato un incremento della decolorazione dei coralli su scala mondiale e gli scienziati stanno trovando grande utilità nell’impiego delle rilevazioni di Sentinel-2 netta attività di monitoraggio di questo fenomeno su una scala che interessa le barriere nella loro interezza.

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Tonga


The island of Tongatapu and the nearby smaller islands – all part of the Kingdom of Tonga archipelago in the southern Pacific Ocean – are pictured in this Sentinel-2A image from 23 May (view/download in Hi-Res).

Tonga’s population is spread across 36 of Tonga’s 169 islands, but about 70% live on this main island. The capital, Nuku?alofa, sits on the island’s north coast and along the Fanga’uta Lagoon. The lagoon’s mangroves provide an important breeding ground for fish and birds.

Built on limestone, the island has fertile soil of volcanic ash from neighbouring volcanoes, and we can see how agricultural structures cover most of the island. Crops include root crops such as sweet potato and cassava, as well as coconuts, bananas and coffee beans.

North of the island we can see many coral reefs. Although not part of its original mission objectives, scientists are experimenting with Sentinel-2 to monitor corals and detect coral bleaching – a consequence of higher water temperatures.

Bleaching happens when algae living in the corals’ tissues, which capture the Sun’s energy and are essential to coral survival, are expelled owing to the higher temperature.

The whitening coral may die, with subsequent effects on the reef ecosystem, and thus fisheries, regional tourism and coastal protection.

The recent El Niño weather phenomenon has caused increased bleaching across the world’s corals, and scientists are finding Sentinel-2’s coverage helpful in monitoring this at reef-wide scales.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Tonga". Traduzione: Gianluca Pititto)



L’immagine satellitare che offriamo questa settimana ai nostri lettori è stata ottenuta da Sentinel-2A e porta l’osservatore al di sopra della regione più orientale delle Sundarbans in Bangladesh, con una vista in colori naturali (guardala/scaricala in alta risoluzione).

L’area complessiva delle Sundarbans è una regione che comprende il sud del Bangladesh ed una piccola parte dello stato indiano del Bengala occidentale: ha una estensione di circa 10 000 kmq ed è formata da mangrovie e foreste paludose.

In questa immagine la regione delle Sundarbans appare come aree di colore verde scuro, mentre le zone adiacenti appaiono di colori più chiari, sono densamente popolate e dominate da paesaggi agricoli.

Sundarbans è la più grande singola foresta mareale al mondo costituita da mangrovie alofite. Normalmente, le piante hanno bisogno di acqua dolce per sopravvivere, ma queste foreste di mangrovie possono anche prosperare in acqua salina.

Quest’area si trova nella Baia del Bengala, la baia più grande al mondo. Un certo numero di grandi fiumi – tra cui il Gange, i suoi tributari e vari altri corsi d’acqua- si riversano tutti in quest’area, formando il delta del Gange-Brahmaputra.

Le forze erosive del mare e del vento presenti lungo la costa modellano continuamente il paesaggio, grazie anche agli elevati quantitativi di limo ed altri sedimenti, depositati negli innumerevoli estuari visibili nell’acqua. Si può distinguere attraverso l’immagine la rete di questi estuari, di fiumi mareali e torrenti - incrociati da numerosi canali- che racchiudono paludose isole piatte e boschive ed anche appezzamenti agricoli.

Gran parte del delta è formato da terreni alluvionali costituiti da sedimenti molto fini, che si depositano sul fondo mentre la corrente del fiume scorre lentamente nell’estuario. Questi terreni posseggono grandi quantità di minerali e di sostanze nutrienti, molto utili all’agricoltura.

Queste fertili pianure alluvionali ospitano piantagioni di juta, tè e riso – le più importanti coltivazioni che crescono nel delta del Gange – che appaiono come macchie più chiare sulle aree di terreno, nella parte destra dell’immagine. Altra importante attività è la pesca, che è anche una fondamentale risorsa di alimentazione per gran parte degli abitanti delle varie città, che possiamo riconoscere lungo le aree più chiare.

Il Parco Nazionale delle Sundarbans, istituito nel 1984 e designato dall’UNESCO come Sito Patrimonio dell’Umanità, è una regione focale all’interno della Riserva della Tigre del Bengala. La Tigre del Bengala, ormai quasi estinta, è l’animale nazionale del Bangladesh ed è considerata la seconda tigre al mondo per dimensioni.

Questa immagine – che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme – è stata acquisita da Sentinel-2A il 18 marzo 2016.

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Sundarbans web


The Sentinel-2A satellite takes us over the very eastern part of the Sundarbans in Bangladesh, in this natural-colour image (view/download in Hi-Res).

A region comprising southern Bangladesh and a small part of the Indian state of west Bengal, the whole area of the Sundarbans incorporates some 10 000 sq km, consisting of mangrove and swamp forests.

The region of the Sundarbans appears in dark shades of green in this image, while the adjacent areas in brighter colours are densely populated and dominated by agriculture.

Sundarbans is the world’s largest single chunk of tidal halophytic mangrove forest. Generally, fresh water is required for plants, but these mangrove forests can also thrive in saline water.

This area lies on the Bay of Bengal, the world’s largest bay. A number of large rivers – including the Ganges, its tributaries and various other rivers, all flow into its waters, forming the Ganges–Brahmaputra Delta.

The erosional forces of the sea and wind along the coast continuously mould the landscape, together with the huge amounts of silt and other sediments, deposited in the countless estuaries, visible in the water. Distinct throughout the image, the network of these estuaries, tidal rivers and creeks, criss-crossed by numerous channels, enclose flat, densely forested, marshy islands and agricultural plots.

Most of the delta is composed of alluvial soils made up of fine sediment that settles to the bottom as river currents slow in the estuary. The soil has large amounts of minerals and nutrients, ideal for agriculture.

These fertile floodplains host jute, tea and rice – the major crops grown in the Ganges Delta, visible as brighter patches on the land areas in the right part of the image. Fishing is also an important activity, and a major source of food for many of the inhabitants of the various towns, which we can see along the brighter areas.

The Sundarbans National Park, established in 1984 and a designated UNESCO World Heritage Site, is a core region within the Bengal Tiger Reserve. The almost extinct Bengal tiger is the national animal of Bangladesh and is considered the second largest tiger in the world.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 18 March 2016.

(Fonte: ESA - Image of the week: "Sundarbans web". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

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L’immagine che offriamo questa settimana ai nostri lettori mostra varie nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in una acquisizione a falsi-colori ottenuta lo scorso 10 Maggio dal satellite Sentinel-3A (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Possiamo osservare parti della Grecia, della Turchia e della Libia e si evidenziano le loro peculiari differenze maggiormente rilevanti. Al centro dell’immagine si riconosce l’isola greca di Creta, dominata da aspre montagne che emergono dal mare.

Il paesaggio di Creta ospita centinaia di specie di uccelli migratori ed alcuni animali selvaggi di piccola taglia. E’ caratterizzato da sistemi montuosi che raggiungono circa i 2400 m, a cui si aggiungono porti naturali, pianure costiere e la tipica macchia mediterranea.

A nord-ovest di Creta è visibile una grande porzione della Grecia continentale, che mostra vegetazione densa assieme a paesaggio agricolo, mentre al di sotto del manto nuvoloso è riconoscibile una piccola parte del ‘tallone e punta’ dell’Italia.

In alto a destra è visibile parte della Turchia sud-occidentale, con uno scenario misto di paesaggi agricoli e regioni montuose dove prevalgono suolo nudo e roccioso.

In fondo all’immagine è visibile l’arido deserto della Libia, con il plateau sahariano che costituisce i nove decimi del paese, rendendo questa regione un vero e proprio mare di sabbia.

Sentinel-3A è stato lanciato lo scorso 16 febbraio. Il satellite trasporta 4 strumenti che lavorano in modo coordinato e che rendono questa missione la più complessa della serie Sentinel. Il sensore denominato Ocean and Land Colour Instrument offre un nuovo sguardo sulla Terra, monitorando l’ecosistema oceanico, supportando l’agricoltura e la gestione dei raccolti e fornendo stime delle coperture nuvolose e degli aerosol atmosferici: tutte attività che portano benefici molto significativi alla società umana.

Questa immagine è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme.


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Mediterranean Wonders

Various countries in the Mediterranean Sea were captured last 10 May by the Sentinel-3A satellite, in this false-colour image (view/download it in Hi-Res).

Parts of Greece, Turkey and Libya are featured, showing their distinct relief differences. In the middle of the image is the Greek island of Crete, dominated by harsh mountains rising out of the sea.

Home to hundreds of migratory bird species and some small wild animals, the landscape of Crete is characterised by mountain ranges reaching some 2400 m, along with natural harbours, coastal plains and the typical Mediterranean scrub.

Northwest of Crete is a large part of Greece’s mainland, showing dense vegetation and agricultural landscape, while under the clouds a small part of Italy’s ‘heel and tip’ are visible.

At top right, parts of southwestern Turkey are distinct, indicating a mixture of agricultural landscape and mountainous regions, where bare soil and rock formations prevail.

At the bottom of the image, Libya’s arid desert is evident, with the Saharan plateau comprising some nine-tenths of the country, making it truly a sea of sand.

Launched last 16 February, Sentinel-3A carries four instruments working together, making it the most complex of all the Sentinel missions. Its Ocean and Land Colour Instrument offers a new eye on Earth, monitoring ocean ecosystems, supporting crop management and agriculture, and providing estimates of atmospheric aerosol and clouds – all of which will bring significant benefits to society.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Mediterranean Wonders". Traduzione: Gianluca Pititto)

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L’immagine che proponiamo questa settimana ai nostri lettori ci porta al di sopra del Regno Unito: è stata acquisita lo scorso 9 maggio dal satellite recentemente lanciato Sentinel-3A ed è del tipo a falsi-colori (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Il Regno Unito (UK) è una nazione che sorge su un’isola del nord-ovest dell’Europa ed è costituito da Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord.

Nella parte centrale ed un po’ in alto nell’immagine possiamo riconoscere alcune scie di velivoli aerei: il vapore acqueo condensa attorno a piccole particelle presenti negli scarichi degli aerei, dando origine in tal modo a cristalli di ghiaccio.

Il risultato è la formazione nel cielo di una scia di condensazione allungata di aspetto simile ad una nuvola, presenza chiaramente individuabile nel centro dell’immagine.

Risulta anche evidente in alto a destra una copertura nevosa sul sud della Norvegia. In basso a destra è chiaramente visibile parte dell’Olanda, con l’inconfondibile lago Markermeer di 700 kmq di superficie.

Nel sud del Mare del Nord/Canale d’Inghilterra si può notare una fioritura di alghe, che appaiono di tonalità blu chiaro e verde. Al contempo, più vicino alla costa possiamo osservare sedimenti di color marrone in prossimità degli sbocchi sul mare di fiumi e ruscelli.

Sulla estremità del Regno Unito le Highlands scozzesi appaiono di colore marrone chiaro, in corrispondenza di suolo nudo e formazioni rocciose, con appena un po’ di vegetazione. Il resto dell’isola, così come la parte visibile dell’Irlanda, appare molto verde, a causa della folta vegetazione.

Il sensore di Sentinel-3A denominato 'Ocean and Land Colour Instrument' consente di fatto un nuovo sguardo sulla Terra, in grado di monitorare gli ecosistemi degli oceani, di supportare la gestione delle coltivazioni e dell’agricoltura e di fornire previsioni di aerosol e coperture nuvolose in atmosfera: tutte attività che portano rilevanti benefici alla società, accrescendo l’informazione disponibile ai responsabili delle decisioni.

L’immagine è anche disponibile all’interno dell’ Earth from Space video programme.

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United Kingdom

The recently launched Sentinel-3A satellite takes us over the United Kingdom, in this false-colour image acquired on 9 May (image view/download it in Hi-Res).

Made up of England, Scotland, Wales and Northern Ireland, the UK is an island nation in northwestern Europe.

At the top centre of the image, we can see aircraft contrails – water vapour condenses around the small particles in the aircraft exhaust to form ice crystals.

The result is the formation of an elongated cloud-like condensation trail in the sky, unmistakable in the centre of the image.

At top right, some snow cover in southern Norway is still evident. At bottom right, part of the Netherlands with the unmistakable 700 sq km Lake Markermeer is clearly visible.

In the southern North Sea/English Channel, an algal bloom is distinguishable in shades of light blue and green. Meanwhile, closer to the coast we can see brown sediments where rivers and streams run into the sea.

The Scottish Highlands at the tip of the United Kingdom appear light brown, representing bare soil and rock formations, with some vegetation. The rest of the island, as well as the visible part of Ireland, are very green, representing dense vegetation.

Sentinel-3A’s Ocean and Land Colour Instrument is a new eye on Earth, monitoring ocean ecosystems, supporting crop management and agriculture, and providing estimates of atmospheric aerosol and clouds – all of which will bring significant benefits to society through more informed decision-making.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.

(Fonte: ESA - Image of the week: "United Kingdom". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

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Nella foto che pubblichiamo questa settimana il satellite Sentinel-2A ci porta sul Maine del sud e su parte del New Hampshire, nel nord-est degli Stati Uniti (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Lo strumento principale a bordo di Sentinel-2 effettua misure sulla vegetazione e dalla complessiva colorazione verde dell’immagine possiamo chiaramente dedurre che tutta l’area è densamente coperta di vegetazione. Infatti, lo stato del Maine vanta negli Stati Uniti la più alta percentuale di area coperta da foreste ed il New Hampshire è al secondo posto in questa particolare classifica.

Nonostante la vasta area occupata dalle foreste, la parte del Maine mostrata nell’immagine mostra alcune delle zone più densamente popolate dello stato.

In aggiunta alla copertura forestale possiamo osservare molte aree di colore verde più chiaro, che indicano principalmente strutture agricole e campi da golf.

Nella parte sinistra dell’immagine possiamo individuare la superficie parzialmente ghiacciata del lago Winnipesaukee, che si trova nel New Hampshire. A nord di quest’ultimo sorge il sistema montuoso delle Ossipee Mountains – retaggio di un antico vulcano. Ad oriente di queste montagne si trova il lago Ossipee, le cui acque fluiscono verso est per mezzo del fiume Ossipee, fino a raggiungere il fiume Saco, che scorre attraverso il Maine del sud e sfocia infine nell’Oceano Atlantico in corrispondenza della Baia del Saco.

In alto a destra possiamo scorgere il lago Sebago – il più profondo del Maine- che costituisce anche la principale riserva idrica della più grande città dello stato, Portland, che si trova a sud-est.

Lungo la costa possiamo osservare un certo numero di paludi, che costituiscono importanti aree di sosta per specie di uccelli migratori.

Questa immagine, disponibile anche nell’ Earth from Space Video Programme, è stata acquisita da Sentinel-2A lo scorso 6 marzo.



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Southern Maine


The Sentinel-2A satellite takes us over southern Maine and part of New Hampshire in the northeast United States (image view/download in Hi-Res).

The main instrument on Sentinel-2 measures vegetation – and we can clearly see by the overall green colouring of this image that the area is densely vegetated. In fact, the state of Maine has the highest percentage of forested area in the US, and New Hampshire has the second highest.

Even with these large areas of forest cover, the part of Maine pictured shows some of the most densely populated areas in the state.

In addition to forest cover, we can see many lighter-green areas, mainly agricultural structures and golf courses.

On the left side of the image is the partially ice-covered Lake Winnipesaukee in New Hampshire. To its north are the Ossipee Mountains – remains of an ancient volcano. Ossipee Lake sits east of the mountains, and its water flows east via the Ossipee River and into the Saco River, which flows across southern Maine and empties into the Atlantic at Saco Bay.

In the upper right we can see Sebago Lake – Maine’s deepest –which is also the main water supply for the state’s largest city, Portland, to the southeast.

Along the coast we can see a number of marshes that are important stopovers for migratory birds.

This image, also featured on the Earth from Space video programme, was captured by Sentinel-2A on 6 March.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Southern Maine")

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L’immagine satellitare di questa settimana è stata acquisita da Sentinel-2A e mostra i diversi paesaggi offerti dal deserto orientale di Atacama, nel Sud America (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

La regione mostrata si estende per circa 200 km ad est della città cilena di Antofagasta sulla costa dell’Oceano Pacifico (non visibile nell’immagine) ed è praticamente priva di vegetazione.

Nella parte alta dell’immagine possiamo osservare parte della più grande pianura salata del Cile, chiamata Salar de Atacama. Si trova ad una quota media di circa 2300 m sul livello del mare ed è originata dal deflusso di acque provenienti dalle Ande, le quali – non avendo sbocchi di drenaggio- finiscono per evaporare, lasciando depositi di sale.

Si tratta del più grande e più puro deposito attivo di litio, contenente circa il 30% della riserva base mondiale di litio ed inoltre costituisce anche bacino di approvvigionamento di quasi il 30% del carbonato di litio mondiale.

I rettangoli ed i quadrati color turchese chiaro visibili lungo la parte alta dell’immagine sono bacini artificiali di evaporazione. Acque salmastre sub-superficiali sono estratte da sotto la crosta salina in due differenti zone. In una di esse, le acque salmastre estratte presentano ineguagliabili livelli di concentrazione di potassio e litio. Nell’altra, le acque ottenute presentano un' elevata concentrazione di solfato e boro.

Nella parte dell’immagine in basso a destra possiamo osservare lo stratovulcano di Solompa, conosciuto per il suo ‘deposito di valanga di detriti’ dovuto al cedimento del terreno del suo bordo occidentale, circa 7000 anni or sono. L’area è stata da allora parzialmente riempita dalla lava ed è possibile osservare lava di colore scuro fluire attorno al vulcano.

La strumentazione multispettrale a bordo di Sentinel-2 sfrutta parti dello spettro infrarosso per analizzare la composizione minerale del terreno laddove la copertura di vegetazione è sporadica. In questa immagine a falsi colori le forti sfumature di marrone ed arancio sono dovute all’impiego di una porzione infrarossa dello spettro, tecnica che induce una enfatizzazione dell’intensità del colore.

Questa immagine – che è anche disponibile presso l’ Earth from Space video programme – è stata catturata da Sentinel-2A lo scorso 8 marzo. Questo satellite è il primo dei due satelliti gemelli della missione Sentinel-2 del Programma Europeo Copernicus: trasporta un sensore per immagini multispettrale ad alta risoluzione ed ampia impronta a terra (‘wide swath’), che utilizza 13 bande spettrali allo scopo di ottenere una nuova visione dei territori e della vegetazione terrestre.


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Chile’s salt flat

The Sentinel-2A satellite takes us to the diverse landscape of the eastern Atacama desert in South America (image view/download in Hi-Res).

The region pictured lies around 200km east of the Chilean city of Antofagasta on the Pacific coast (not pictured), and is virtually devoid of vegetation.

At the top of the image we can see part of Chile’s largest salt flat, the Salar de Atacama. With an average elevation of some 2300 m above sea level, it is formed by waters flowing down from the Andes, which, having no drainage outlets, are forced to evaporate, leaving salt deposits.

It is the world’s largest and purest active source of lithium, containing some 30% of the world's lithium reserve base, and providing almost 30% of the world’s lithium carbonate supply.

The bright turquoise rectangles and squares visible along the top part of the image are evaporation ponds. Subsurface salt brines are pumped from beneath the saline crust in two different areas. In one of them, extracted salt brines have unrivalled concentration levels of potassium and lithium. In the other, the brines obtained contain high concentrations of sulphate and boron.

In the lower right part of the image we can see the Socompa stratovolcano, known for its ‘debris avalanche deposit’ where the land collapsed on its western rim some 7000 years ago. The area has since been partially filled by lava, and we can see dark lava flows around the volcano.

The multispectral instrument on Sentinel-2 uses parts of the infrared spectrum to analyse mineral composition where vegetation is sporadic. In this false-colour image, the intense shades of brown and orange come from the use of an infrared part of the spectrum leading to an exaggeration of colour intensity.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 8 March. The satellite is the first in the twin satellite Sentinel-2 mission for Europe’s Copernicus programme, and carries a wide-swath high-resolution multispectral imager with 13 spectral bands, for a new angle on our land and vegetation.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Chile’s salt flat")

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