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Quello che colpisce in questo momento in cui tra l'altro si sta vivendo una allerta meteo "rossa" in Liguria è la completa mancanza di strumenti che consentano di prevedere dove e come si possono manifestare episodi di sovraccarico idrico dovuti ad effetti meteorologici. La conoscenza dell'andamento altimetrico del territorio è la base per qualsiasi piano di azione che possa evitare di diramare allerta in ogni zona il che significa annullare l'azione.

Pubblicato in Scienze della Terra

L’Autorità di Bacino Regionale delle Marche nell’ambito dell’Aggiornamento 2016 del Piano di Assetto Idrogeologico ha sviluppato una sezione “Cartografia” che permette alle varie tipologie di utenti di consultare/accedere alle risorse cartografiche disponibili.

Pubblicato in Servizi

Dissesto idrogeologico e valutazione del rischio connesso tramite approcci a scala differente: dati da remoto e dati in sito. L’informazione oggi disponibile è sufficiente per gli scopi di protezione dei rischi idrogeologici? I dati sono utilizzabili o necessitano di approfondimenti? Monitoraggio in tempo reale e allerta: tecnologie esistenti e futuri sviluppi. Nella sessione "Difesa del suolo e recupero del territorio" del Forum TECHNOLOGYforALL (Roma 4-6 ottobre 2016) verranno indagati temi relazionati alla reale utilità e precisione delle attuali e innovative tecnologie di acquisizione dati da remoto (sia in orizzontale che in verticale) e sulla loro completezza per sviluppare una valutazione corretta della pericolosità e del rischio da frana e sprofondamento.

Pubblicato in Scienze della Terra
L’immagine satellitare che offriamo questa settimana ai nostri lettori è stata ottenuta da Sentinel-2A e porta l’osservatore al di sopra della regione più orientale delle Sundarbans in Bangladesh, con una vista in colori naturali (guardala/scaricala in alta risoluzione).

L’area complessiva delle Sundarbans è una regione che comprende il sud del Bangladesh ed una piccola parte dello stato indiano del Bengala occidentale: ha una estensione di circa 10 000 kmq ed è formata da mangrovie e foreste paludose.

In questa immagine la regione delle Sundarbans appare come aree di colore verde scuro, mentre le zone adiacenti appaiono di colori più chiari, sono densamente popolate e dominate da paesaggi agricoli.

Sundarbans è la più grande singola foresta mareale al mondo costituita da mangrovie alofite. Normalmente, le piante hanno bisogno di acqua dolce per sopravvivere, ma queste foreste di mangrovie possono anche prosperare in acqua salina.

Quest’area si trova nella Baia del Bengala, la baia più grande al mondo. Un certo numero di grandi fiumi – tra cui il Gange, i suoi tributari e vari altri corsi d’acqua- si riversano tutti in quest’area, formando il delta del Gange-Brahmaputra.

Le forze erosive del mare e del vento presenti lungo la costa modellano continuamente il paesaggio, grazie anche agli elevati quantitativi di limo ed altri sedimenti, depositati negli innumerevoli estuari visibili nell’acqua. Si può distinguere attraverso l’immagine la rete di questi estuari, di fiumi mareali e torrenti - incrociati da numerosi canali- che racchiudono paludose isole piatte e boschive ed anche appezzamenti agricoli.

Gran parte del delta è formato da terreni alluvionali costituiti da sedimenti molto fini, che si depositano sul fondo mentre la corrente del fiume scorre lentamente nell’estuario. Questi terreni posseggono grandi quantità di minerali e di sostanze nutrienti, molto utili all’agricoltura.

Queste fertili pianure alluvionali ospitano piantagioni di juta, tè e riso – le più importanti coltivazioni che crescono nel delta del Gange – che appaiono come macchie più chiare sulle aree di terreno, nella parte destra dell’immagine. Altra importante attività è la pesca, che è anche una fondamentale risorsa di alimentazione per gran parte degli abitanti delle varie città, che possiamo riconoscere lungo le aree più chiare.

Il Parco Nazionale delle Sundarbans, istituito nel 1984 e designato dall’UNESCO come Sito Patrimonio dell’Umanità, è una regione focale all’interno della Riserva della Tigre del Bengala. La Tigre del Bengala, ormai quasi estinta, è l’animale nazionale del Bangladesh ed è considerata la seconda tigre al mondo per dimensioni.

Questa immagine – che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme – è stata acquisita da Sentinel-2A il 18 marzo 2016.

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Sundarbans web


The Sentinel-2A satellite takes us over the very eastern part of the Sundarbans in Bangladesh, in this natural-colour image (view/download in Hi-Res).

A region comprising southern Bangladesh and a small part of the Indian state of west Bengal, the whole area of the Sundarbans incorporates some 10 000 sq km, consisting of mangrove and swamp forests.

The region of the Sundarbans appears in dark shades of green in this image, while the adjacent areas in brighter colours are densely populated and dominated by agriculture.

Sundarbans is the world’s largest single chunk of tidal halophytic mangrove forest. Generally, fresh water is required for plants, but these mangrove forests can also thrive in saline water.

This area lies on the Bay of Bengal, the world’s largest bay. A number of large rivers – including the Ganges, its tributaries and various other rivers, all flow into its waters, forming the Ganges–Brahmaputra Delta.

The erosional forces of the sea and wind along the coast continuously mould the landscape, together with the huge amounts of silt and other sediments, deposited in the countless estuaries, visible in the water. Distinct throughout the image, the network of these estuaries, tidal rivers and creeks, criss-crossed by numerous channels, enclose flat, densely forested, marshy islands and agricultural plots.

Most of the delta is composed of alluvial soils made up of fine sediment that settles to the bottom as river currents slow in the estuary. The soil has large amounts of minerals and nutrients, ideal for agriculture.

These fertile floodplains host jute, tea and rice – the major crops grown in the Ganges Delta, visible as brighter patches on the land areas in the right part of the image. Fishing is also an important activity, and a major source of food for many of the inhabitants of the various towns, which we can see along the brighter areas.

The Sundarbans National Park, established in 1984 and a designated UNESCO World Heritage Site, is a core region within the Bengal Tiger Reserve. The almost extinct Bengal tiger is the national animal of Bangladesh and is considered the second largest tiger in the world.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 18 March 2016.

(Fonte: ESA - Image of the week: "Sundarbans web". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

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Il satellite Sentinel-2A ci porta con questa immagine in Alaska sud-orientale, sopra il ghiacciaio Malaspina (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Nel corso degli ultimi 12.5 milioni di anni il clima e la topografia di questa regione sono stati particolarmente favorevoli per la formazione di ghiacciai. Durante l’Era Glaciale questa regione è stata ricoperta da un vasto strato di ghiaccio. Con l’aumento delle temperature ebbe successivamente inizio un periodo interglaciale.

I rilievi montuosi costieri ed il clima marittimo dell’area forniscono un contesto perfetto per la glaciazione: alcuni dei ghiacciai più lunghi e spettacolari al mondo si trovano proprio in questa regione.

Malaspina è un ghiacciaio pedemontano, termine utilizzato per indicare che il ghiaccio fluisce da una ripida valle e si riversa in una piana sottostante. E’ il più grande di questo genere, con un’area di circa 3900 kmq.

In questa immagine a falsi-colori, il rosso indica aree coperte da vegetazione, mentre il rosa mostra aree rocciose. Le linee rosa ondulate, attorno alla metà inferiore del ghiacciaio, sono dovute a roccia, terreno e detriti che sono stati depositati dal ghiacciaio e che sono detti morene.

I dati satellitari nostrano che l’elevazione di Malaspina si è ridotta negli ultimi decenni e la conseguente perdita di ghiaccio ha fornito un contributo significativo all’innalzamento del livello del Mare.

Questa immagine, che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme, è stata acquisita in data 8 marzo 2016. La bassa elevazione del Sole durante questa stagione alle alte latitudini dell’Alaska risulta evidente dalla proiezione verso nord delle ombre della catena montuosa Elias.

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Malaspina Glacier

The Sentinel-2A satellite takes us over southeastern Alaska to the Malaspina Glacier (view/download it in Hi-Res).

The climate and topography of this area over the last 12.5 million years have been favourable for glaciers. During the Ice Age, a vast ice sheet covered this spot. When temperatures rose, an interglacial period began.

The coastal mountains and the maritime climate of this area provide the perfect setting for glaciation: some of the world’s longest and most spectacular glaciers are found here.

Malaspina is a piedmont glacier – meaning that ice flows down a steep valley and spills out onto a relatively flat plain. It is the largest of its kind, with an area of about 3900 sq km.

In this false-colour image, red depicts vegetated areas while purple shows rock. The wavy purple lines around the lower half of the glacier are rock, soil and other debris that have been deposited by the glacier – called moraines.

Satellite data show that the elevation of Malaspina has dropped over the past decades, and this ice loss has made a significant contribution to sea-level rise.

This image, also featured on the Earth from Space video programme, was acquired on 8 March 2016. The low Sun level at Alaska’s high latitudes during this season is evident by the shadows cast north by the Elias Mountains.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Malaspina Glacier". Traduzione: Gianluca Pititto)

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Nella foto che pubblichiamo questa settimana il satellite Sentinel-2A ci porta sul Maine del sud e su parte del New Hampshire, nel nord-est degli Stati Uniti (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Lo strumento principale a bordo di Sentinel-2 effettua misure sulla vegetazione e dalla complessiva colorazione verde dell’immagine possiamo chiaramente dedurre che tutta l’area è densamente coperta di vegetazione. Infatti, lo stato del Maine vanta negli Stati Uniti la più alta percentuale di area coperta da foreste ed il New Hampshire è al secondo posto in questa particolare classifica.

Nonostante la vasta area occupata dalle foreste, la parte del Maine mostrata nell’immagine mostra alcune delle zone più densamente popolate dello stato.

In aggiunta alla copertura forestale possiamo osservare molte aree di colore verde più chiaro, che indicano principalmente strutture agricole e campi da golf.

Nella parte sinistra dell’immagine possiamo individuare la superficie parzialmente ghiacciata del lago Winnipesaukee, che si trova nel New Hampshire. A nord di quest’ultimo sorge il sistema montuoso delle Ossipee Mountains – retaggio di un antico vulcano. Ad oriente di queste montagne si trova il lago Ossipee, le cui acque fluiscono verso est per mezzo del fiume Ossipee, fino a raggiungere il fiume Saco, che scorre attraverso il Maine del sud e sfocia infine nell’Oceano Atlantico in corrispondenza della Baia del Saco.

In alto a destra possiamo scorgere il lago Sebago – il più profondo del Maine- che costituisce anche la principale riserva idrica della più grande città dello stato, Portland, che si trova a sud-est.

Lungo la costa possiamo osservare un certo numero di paludi, che costituiscono importanti aree di sosta per specie di uccelli migratori.

Questa immagine, disponibile anche nell’ Earth from Space Video Programme, è stata acquisita da Sentinel-2A lo scorso 6 marzo.



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Southern Maine


The Sentinel-2A satellite takes us over southern Maine and part of New Hampshire in the northeast United States (image view/download in Hi-Res).

The main instrument on Sentinel-2 measures vegetation – and we can clearly see by the overall green colouring of this image that the area is densely vegetated. In fact, the state of Maine has the highest percentage of forested area in the US, and New Hampshire has the second highest.

Even with these large areas of forest cover, the part of Maine pictured shows some of the most densely populated areas in the state.

In addition to forest cover, we can see many lighter-green areas, mainly agricultural structures and golf courses.

On the left side of the image is the partially ice-covered Lake Winnipesaukee in New Hampshire. To its north are the Ossipee Mountains – remains of an ancient volcano. Ossipee Lake sits east of the mountains, and its water flows east via the Ossipee River and into the Saco River, which flows across southern Maine and empties into the Atlantic at Saco Bay.

In the upper right we can see Sebago Lake – Maine’s deepest –which is also the main water supply for the state’s largest city, Portland, to the southeast.

Along the coast we can see a number of marshes that are important stopovers for migratory birds.

This image, also featured on the Earth from Space video programme, was captured by Sentinel-2A on 6 March.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Southern Maine")

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L’immagine satellitare di questa settimana è stata acquisita da Sentinel-2A e mostra i diversi paesaggi offerti dal deserto orientale di Atacama, nel Sud America (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

La regione mostrata si estende per circa 200 km ad est della città cilena di Antofagasta sulla costa dell’Oceano Pacifico (non visibile nell’immagine) ed è praticamente priva di vegetazione.

Nella parte alta dell’immagine possiamo osservare parte della più grande pianura salata del Cile, chiamata Salar de Atacama. Si trova ad una quota media di circa 2300 m sul livello del mare ed è originata dal deflusso di acque provenienti dalle Ande, le quali – non avendo sbocchi di drenaggio- finiscono per evaporare, lasciando depositi di sale.

Si tratta del più grande e più puro deposito attivo di litio, contenente circa il 30% della riserva base mondiale di litio ed inoltre costituisce anche bacino di approvvigionamento di quasi il 30% del carbonato di litio mondiale.

I rettangoli ed i quadrati color turchese chiaro visibili lungo la parte alta dell’immagine sono bacini artificiali di evaporazione. Acque salmastre sub-superficiali sono estratte da sotto la crosta salina in due differenti zone. In una di esse, le acque salmastre estratte presentano ineguagliabili livelli di concentrazione di potassio e litio. Nell’altra, le acque ottenute presentano un' elevata concentrazione di solfato e boro.

Nella parte dell’immagine in basso a destra possiamo osservare lo stratovulcano di Solompa, conosciuto per il suo ‘deposito di valanga di detriti’ dovuto al cedimento del terreno del suo bordo occidentale, circa 7000 anni or sono. L’area è stata da allora parzialmente riempita dalla lava ed è possibile osservare lava di colore scuro fluire attorno al vulcano.

La strumentazione multispettrale a bordo di Sentinel-2 sfrutta parti dello spettro infrarosso per analizzare la composizione minerale del terreno laddove la copertura di vegetazione è sporadica. In questa immagine a falsi colori le forti sfumature di marrone ed arancio sono dovute all’impiego di una porzione infrarossa dello spettro, tecnica che induce una enfatizzazione dell’intensità del colore.

Questa immagine – che è anche disponibile presso l’ Earth from Space video programme – è stata catturata da Sentinel-2A lo scorso 8 marzo. Questo satellite è il primo dei due satelliti gemelli della missione Sentinel-2 del Programma Europeo Copernicus: trasporta un sensore per immagini multispettrale ad alta risoluzione ed ampia impronta a terra (‘wide swath’), che utilizza 13 bande spettrali allo scopo di ottenere una nuova visione dei territori e della vegetazione terrestre.


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Chile’s salt flat

The Sentinel-2A satellite takes us to the diverse landscape of the eastern Atacama desert in South America (image view/download in Hi-Res).

The region pictured lies around 200km east of the Chilean city of Antofagasta on the Pacific coast (not pictured), and is virtually devoid of vegetation.

At the top of the image we can see part of Chile’s largest salt flat, the Salar de Atacama. With an average elevation of some 2300 m above sea level, it is formed by waters flowing down from the Andes, which, having no drainage outlets, are forced to evaporate, leaving salt deposits.

It is the world’s largest and purest active source of lithium, containing some 30% of the world's lithium reserve base, and providing almost 30% of the world’s lithium carbonate supply.

The bright turquoise rectangles and squares visible along the top part of the image are evaporation ponds. Subsurface salt brines are pumped from beneath the saline crust in two different areas. In one of them, extracted salt brines have unrivalled concentration levels of potassium and lithium. In the other, the brines obtained contain high concentrations of sulphate and boron.

In the lower right part of the image we can see the Socompa stratovolcano, known for its ‘debris avalanche deposit’ where the land collapsed on its western rim some 7000 years ago. The area has since been partially filled by lava, and we can see dark lava flows around the volcano.

The multispectral instrument on Sentinel-2 uses parts of the infrared spectrum to analyse mineral composition where vegetation is sporadic. In this false-colour image, the intense shades of brown and orange come from the use of an infrared part of the spectrum leading to an exaggeration of colour intensity.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 8 March. The satellite is the first in the twin satellite Sentinel-2 mission for Europe’s Copernicus programme, and carries a wide-swath high-resolution multispectral imager with 13 spectral bands, for a new angle on our land and vegetation.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Chile’s salt flat")

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L’immagine  satellitare  che  pubblichiamo questa settimana ricorda una pittura astratta  ed  è  stata  ottenuta da Sentinel-1: mostra l’aspetto vorticoso del paesaggio di Dasht-e Kavir, un deserto  salato  iraniano                             (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Quest’area è caratterizzata da basse precipitazioni, con temperature che in estate raggiungono circa i 50 °C, ma deflussi provenienti dalle montagne circostanti danno origine a laghi e paludi stagionali. L’elevata temperatura causa l’evaporazione dell’acqua, portando alla luce depositi di argilla e sabbie con una elevata concentrazione di minerali.

I giochi di “pennellate” che si osservano sono costituiti da stratificazioni geologiche erose principalmente dai venti.

L’ Iran è uno dei più importanti paesi produttori di minerali. I satelliti per l’Osservazione della Terra sono molto utili per l’individuazione ed il monitoraggio di risorse naturali, come appunto i minerali.

Lungo la parte sinistra dell’immagine si può osservare parte di un’area chiamata “le dune del diavolo”, perchè un tempo si credeva che tale zona fosse infestata da spiriti maligni. L’origine di questa convinzione è verosimilmente da ricondursi all’ostilità dell’ambiente ed i primi viaggiatori che tentarono di attraversarla probabilmente non fecero mai ritorno a causa della fame e della sete.

L’immagine è stata ottenuta mediante la combinazione di tre distinte scansioni effettuate dal radar di Sentinel-1A nelle date del 21 gennaio, 14 febbraio e 9 marzo 2016. I cambiamenti occorsi tra le diverse scansioni sono indicate dai colori luminosi e vibranti, come le tonalità di blu, rosso e verde che principalmente compaiono nella metà di sinistra dell’immagine. Queste aree sono in realtà laghi salati ed i colori indicano la fluttuazione nel tempo del quantitativo di acqua in essi presente.


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Dasht-e Kavir


The swirling landscape of Iran’s salt desert, Dasht-e Kavir, is reminiscent of an abstract painting in this Sentinel-1 image (image view/download it in Hi-Res).

With temperatures reaching about 50ºC in the summer, this area sees little precipitation, but runoff from the surrounding mountains creates seasonal lakes and marshes. The high temperatures cause the water to evaporate, leaving behind clays and sand soils with a high concentration of minerals.

The ‘brushstroke’ patterns are geological layers eroded primarily by wind.

Iran is one of the world’s most important mineral producers. Earth-observing satellites are useful for finding and monitoring natural resources like minerals.

Along the left side of the image we can see part of an area known as the ‘devil’s dunes’ because it was believed to be haunted by evil spirits. This belief likely originated from its hostile conditions, and the early travellers who did attempt to cross it probably never returned due to starvation or dehydration.

This image combines three scans from Sentinel-1A’s radar on 21 January, 14 February and 9 March 2016. Changes between the acquisitions appear in vibrant bright colours – such as the blues, reds and greens we see primarily on the left half of the image. These areas are salt lakes and the colours show fluctuations in the amount of water present over time.



(Fonte: ESA - Image of the week: "Dasht-e Kavir")

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Il satellite Sentinel-1A ci porta sul territorio dell’Irlanda, grazie a questa immagine del territorio dell’isola, multi-temporale ed a colori compositi (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Con una linea costiera di 7500 km, l'Irlanda ospita circa 4,8 milioni di abitanti, con un ricco patrimonio di storia e tradizioni.

L’isola si sviluppa per 486 km da nord a sud, per 275 km in senso trasversale ed è caratterizzata da piogge molto abbondanti durante tutto l’anno, che determinano un onnipresente rivestimento del paese di praterie verde smeraldo.

Le frange montuose costiere ad ovest, nord-ovest ed est sono costituite in prevalenza da granito, mentre il sud è dominato da distese di vecchia arenaria rossa. Numerosi laghi, estese aree di torba e bassi rilievi danno origine ad un pittoresco bassopiano, come si può notare osservando lo scenario nella sua interezza.

Questa immagine è stata ottenuta assemblando assieme 16 scansioni radar effettuate dal satellite durante il mese di maggio 2015 e fornisce un’idea della copertura del suolo dell’isola e del suo utilizzo.

I differenti colori mostrano i cambiamenti che sono occorsi durante i 12 giorni di copertura satellitare.

Il colore blu presente su tutta l'immagine segnala i forti cambiamenti avvenuti nei bacini idrici oppure particolari attività agricole (come ad esempio l’aratura).

Il colore giallo indica i centri urbani, con la città di Dublino capitale della nazione ben distinguibile centralmente, sulla estrema destra. Una caratteristica interessante sono i tanti “punti” gialli, riflessioni presenti un po’ dappertutto sull’isola, visibili più chiaramente effettuando uno zoom sull’immagine. Tutti questi cluster rappresentano fattorie.

Foreste ed aree coperte da vegetazione appaiono di colore verde. Le aree di colore rosso ed quelle in arancio rappresentano caratteristiche che non hanno subito modifiche, come il terreno nudo o formazioni rocciose che delimitano le foreste, e sono chiaramente visibili a sinistra nell’immagine, lungo le estremità dell’isola.

Sentinel-1A si trova in orbita a partire dal 3 aprile 2014. Si tratta di una missione per acquisizione di immagini radar che può operare in ogni condizione atmosferica, sia di notte che di giorno: tra i suoi molteplici obiettivi ricordiamo in particolare quello di fornire servizi sia sui mare che su terraferma, monitorare l’ambiente marino e mappare sia le superfici marine che quelle di terra. La sonda sorella, Sentinel-1B, secondo l’attuale programmazione verrà lanciata il 22 aprile prossimo.


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Irish mosaic

The Sentinel-1A satellite takes us over to Ireland, in this multi-temporal colour composite of land coverage across the island (image view/download in Hi-Res).

With a coastline of 7500 km, Ireland is home to some 4.8 million people and a wealth of history and tradition.

Stretching 486 km from north to south and 275 km across, Ireland is washed by abundant rainfall all year, coating the country in omnipresent emerald-green grasslands.

The coastal mountain fringes in the west, northwest and east are composed mainly of granite, while old red sandstone predominates in the south. Many lakes, large bog areas and low ridges make up the very scenic lowland, as seen throughout the image.

This image was stitched together from 16 radar scans by the satellite during May 2015, and gives us an idea of the island’s land cover and use.

Different colours show changes that occurred within the 12 days’ coverage.

The blues across the entire image represent strong changes in bodies of water or agricultural activities such as ploughing.

The yellows represent urban centres, with the capital city of Dublin very distinct on the far middle right. An interesting feature is the many yellow ‘spots’ scattered throughout the entire island, visible even more clearly when zooming in. These clusters all represent farmhouses.

Vegetated fields and forests appear in green. The reds and oranges represent unchanging features such as bare soil or possibly rocks that border the forests, as is clear on the left side of the image, along the tips of the island.

Sentinel-1A has been in orbit since 3 April 2014. It is a polar-orbiting, all-weather, day-and-night radar imaging mission for land and ocean services, monitoring the marine environment and mapping water and soil surfaces, among other major applications. Its sister, Sentinel-1B, is scheduled for launch on 22 April.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Irish mosaic")

 

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Tutelaspezia é una manifestazione fieristica che affronta il tema del dissesto idrogeologico, volta a creare una piazza comune dove aziende, amministratori, esperti del settore e cittadini si possono incontrare. La fiera avrà luogo il 1/2 ottobre 2016 presso Spezia Expò.
Pubblicato in Scienze della Terra
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