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Editoriali-evidenza

Da un pò di tempo fa notizia l’applicazione delle tecnologie geomatiche nella gestione delle emergenze per disastri ambientali. Peccato che si tratti in maggioranza di interventi a posteriori. Si approntano mappe per analizzare la distruzione nei post-terremoto come abbiamo visto per il Nepal proprio in questi giorni, oppure per la gestione di inondazioni come l’esempio recentissimo del Texas di pochi giorni fa e così via, si potrebbe continuare a citarne all’infinito. La notizia di una mappa appena realizzata per la gestione di un terremoto fa notizia, più di quanto ci si possa aspettare.

Fino a pochi anni fa sarebbe stato anche soltanto auspicabile che la Fotogrammetria ritrovasse lo slancio attuale ed uno share così intenso da prestarsi a spots pubblicitari trasmessi dagli altoparlanti di un supermercato, in uno dei quali è ora fatto cenno easy way all’offerta di Masters universitari comprensivi di corsi di pilotaggio droni ‘per effettuare rilievi topografici’.

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 07:16

Il dato prigioniero

Ritorno in argomento sul tema degli Open Data geografici. In un post di qualche tempo fa esponevo il perché a mio parere in Italia i dati geografici non possano, ma debbano essere liberati. Ho cercato di mettermi dalla parte dei dati prigionieri e dei loro carcerieri e dare risalto a tutte
 le ragioni che si opponevano ad una liberazione. Come portavoce di un dialogo meditatamente astratto, volto a mediare le parti in causa, affrontavo gli argomenti che avrebbero potuto convincere me stesso ed i più agguerriti carcerieri e gestori di una liberalizzazione, più che necessaria, ad evidenza spontaneistica, se non casuale e disorganica, valutandone i pro ed i contro.

Molti abbonati ultimamente ci hanno richiesto chiarimenti sulle modalità di abbonamento e di consultazione della rivista GEOmedia,  alla quale preferiamo rispondere collettivamente tramite questa comunicazione. GEOmedia, rivista cartacea e digitale, sta attraversando come tutte le altre riviste, un momento di innovazione per aprirsi alle porte del digitale in modi diversi testando quale sia da parte dei lettori la modalità preferita. Una prima analisi delle esigenze dei lettori e degli autori ci ha fornito un vasto panorama che al momento ci consiglia di mantenere più modalità di pubblicazione, in parte sovrapposte, al fine di poter soddisfare le esigenze di tutti.
Domenica, 30 Novembre 2014 10:01

Geomatica e dissesto idrogeologico

Chi può veramente dire e certificare quanto il dissesto idrogeologico sia "colpa" del territorio antropizzato dall'uomo o di un insolito cambio di clima - assolutamente non previsto poiché in tal caso si potrebbe parlare di disastro colposo per aver ignorato le più semplici regole della natura - è solo la geomatica. Vorrei ricordare che il significato del termine si allontana dalla classica automazione insita in tutte le parole che finiscono con –matica riferendosi bensì allo studio della forma e misura della superficie terrestre ivi compreso quello che vi è immediatamente sopra (atmosfera) e sotto (cavità). Ovviamente il tutto con sistemi oggi digitali e anche automatici.

Recentemente, nel corso di una Conferenza alla quale partecipavo come relatore in una sessione dedicata ai dati aperti, il responsabile di un noto progetto sugli Open Data finanziato per alcuni milioni di euro, ha dichiarato che gli unici veri utilizzatori dei dati aperti della Pubblica Amministrazione sono gli hacker "buoni" che partecipano agli hackathon.
Sono rimasto esterrefatto sia come conoscitore della materia, sia come cittadino che oggi sempre più fa attenzione a come vengono spesi i soldi pubblici.
Martedì, 04 Novembre 2014 18:40

Dove sta andando il GIS?

L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni, gli strumenti messi a disposizione sul web e sugli apparati mobili di uso diffuso, hanno cambiato completamente la dimensione geografica del nostro vivere. Con l'avvento di Google Maps sul web (2005) tutti hanno imparato a navigare intorno al mondo su mappe, strade e foto aeree e da satellite. Qualche hanno dopo, l'avvento degli smartphone dotati di ricevitore GPS, ha fatto il resto. La gente si è abituata a cercare luoghi attraverso le coordinate, a localizzarsi su una mappa, a seguire un itinerario stradale. Così non è più tanto strano chiedere ad una persona di dare le proprie coordinate geografiche per essere raggiunta, scoprire il ristorante più vicino, o controllare la posizione di un albergo per chiedere una stanza con vista panoramica.
Lunedì, 09 Dicembre 2013 08:00

Quanto costano gli Open Data?

L’ultimo bando della Regione Lazio per agevolare l’uso degli Open Data prevede un costo superiore ad un milione di Euro per realizzare una piattaforma informatica per mettere a disposizione gli Open Data.
Questo costo è giustificabile nell’ottica di ridurre gli investimenti nei “dati proprietari” oppure ci troviamo di fronte a situazioni per le quali rendere i dati accessibili costerà forse più della loro realizzazione? 

GEOmedia copertina 04 2013
Un altro numero di GEOmedia è disponibile per la lettura on-line, gli abbonati possono già scaricarlo in formato PDF. In copertina immagini satellitari dei danni provocati nelle Filippine dal tifone Haiyan.
Tra le novità vi segnaliamo la nuova rubrica SMART CITY che segue l'altra recente iniziativa relativa al lancio del nuovo portale SMART FOR CITY dedicato alle tecnologie ICT per le smart cities, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

A valle del disastro che ha colpito la Sardegna, molti stanno invocando la necessità di mettere in sicurezza il territorio, come se il tutto fosse provocato da mancati interventi per opere infrastrutturali. Sono dell’opinione che invece servirebbe il contrario, troppi interventi dannosi vengono effettuati e quello che succede è colpa dei lavori, spesso anche definiti “pubblici”, che l’uomo effettua indiscriminatamente sul territorio violentando in qualsiasi modo quella macchina perfetta, il nostro habitat, duramente sconvolto dall’antropizzazione spinta.

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