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Continuano i progressi sull'interpretazione predittiva tramite analisi del rapporto tra frequenza e magnitudo dei terremoti

Continuano i progressi sull'interpretazione predittiva tramite analisi del rapporto tra frequenza e magnitudo dei terremoti

Eseguito con successo il primo test sul “semaforo dei terremoti”, un modello messo a punto lo scorso ottobre da Laura Gulia e Stefan Wiemer del Servizio Sismologico Svizzero (SED), in grado di interpretare statisticamente in maniera predittiva la variazione del b-value, cioè del parametro che esprime la relazione tra frequenza e magnitudo dei terremoti. Tale modello è basato su analisi sistematiche di sequenze sismiche accadute in tutto il mondo per fornire una risposta in tempo reale sulla base di un codice di allerta (caratterizzato dai colori verde, arancio e rosso).

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Completato il rilievo cinese dell'altezza del monte Everest

Completato il rilievo cinese dell'altezza del monte Everest

Il lavoro sul campo della Cina per le nuove misurazioni del Monte Everest è stati completato. Tuttavia, ci vorranno dai due ai tre mesi per gli scienziati per calcolare e rilasciare la sua altezza esatta, secondo CHC Navigation, il produttore del ricevitore GNSS utilizzato. Il team di rilevamento cinese composto da otto membri ha raggiunto la vetta il 27 maggio, ha posizionato un segnale di riferimento e ha installato un'antenna GNSS sulla cima innevata. Il Ministero cinese delle risorse naturali comunica che il team ha anche condotto una misurazione della profondità della neve con rilevamento della gravità.

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Monitoraggio integrato dei vulcani tramite APR e satelliti con tecniche fotogrammetriche

Monitoraggio integrato dei vulcani tramite APR e satelliti con tecniche fotogrammetriche

Con l'aumento dell'utilizzo di veicoli aerei senza equipaggio (APR) o droni, gli scienziati hanno ora un potente strumento per monitorare meglio i vulcani attivi senza affrontare situazioni pericolose. I droni ad ala fissa e rotante possono fornire un rilevamento aereo intorno ai principali vulcani includendo l'utilizzo di funzionalità di imaging ottico e termico per fornire rilevamenti e monitoraggio dettagliati per eventuali cambiamenti dell'attività vulcanica. Recentemente, il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze (GFZ) di Potsdam ha condotto un'indagine sul vulcano Santa Maria in Guatemala, dove è stata osservata la cupola di lava emessa, compresa quella viscosa.

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Maremoti nel Mediterraneo: è online il sito del Centro Allerta Tsunami INGV

Maremoti nel Mediterraneo: è online il sito del Centro Allerta Tsunami INGV

Il sito http://www.ingv.it/cat/ ha lo scopo di monitorare e analizzare in tempo reale i dati delle reti di monitoraggio, in modo da rilevare i terremoti in mare o lungo la costa, valutare la possibilità che essi generino onde di maremoto e diffondere tempestivamente i messaggi di allerta. Ad oggi, le conoscenze e le tecnologie disponibili consentono di monitorare solo gli tsunami causati da terremoti e non consentono di operare sulle altre possibili fonti di uno tsunami, quali le frane, le eruzioni vulcaniche, i fenomeni meteorologici, ecc. Gli tsunami di origine sismica costituiscono circa l’ottanta per cento degli eventi conosciuti, oltre a essere quelli di estensione maggiore.

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Nuova Piattaforma nazionale IdroGEO: SEGNALA LA FRANA

Nuova Piattaforma nazionale IdroGEO: SEGNALA LA FRANA

Nel quadro dell’intesa di collaborazione tra Consiglio Nazionale dei Geologi ed ISPRA, abbiamo il piacere di comunicarvi la campagna nazionale “SEGNALA LA FRANA” che nasce nell’ambito della nuova PIATTAFORMA NAZIONALE #IdroGEO SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO IN ITALIA realizzata da ISPRA nel Progetto "Statistiche ambientali per le politiche di coesione” del PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020. Si tratta di uno strumento innovativo di condivisione e diffusione dei DATI a cui ha contribuito anche il CNG con la definizione dei parametri da inserire nella scheda di segnalazione di una nuova frana. La CONOSCENZA del territorio rappresenta infatti il presupposto fondamentale per attuare efficaci politiche di prevenzione, mitigazione e gestione del rischio idrogeologico.

CIRES un Cubesat della NASA per monitoraggio InSAR di vulcani e terremoti

CIRES un Cubesat della NASA per monitoraggio InSAR di vulcani e terremoti

Il monitoraggio dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche è per gli scienziati un evento geologico in rapido movimento che deve essere studiato con acquisizioni effettuate al momento giusto affinché i dati siano pertinenti. Bisogna considerare anche che tali eventi potrebbero essere influenzati da movimenti nella crosta terrestre che si verificano sia vicino che lontano da un'area interessata da cambiamenti sismici.
E' questo il motivo di fondo che ha spinto la NASA a realizzare un piccolo sistema satellitare chiamato CIRES (CubeSat Imaging Radar for Earth Sciences). Questo sistema satellitare, è dotato di un radar ad apertura sintetica interferometrica in banda S (InSAR), che può penetrare la vegetazione e altre interferenze al di sopra del suolo. I

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