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Dalle IDT e INSPIRE alle DIGITAL TWIN

Dalle IDT e INSPIRE alle DIGITAL TWIN

Quanto la copia digitale dei nostri ecosistemi, in particolare città e territorio, è in grado di essere utilizzata per produrre previsioni di comportamento in grado di farci conoscere cosa succederà domani? È questo quanto viene affrontato dagli autori di "L’Urban Digital Twin, l’Incertezza e l’Osservazione della Terra: il Programma europeo Copernicus", portandoci a considerare quali siano i termini di incertezza dei risultati previsionali, derivati da modelli in cui i dati di base utilizzati sono fortemente approssimati.

La misura dell’incertezza del dato di base è uno dei pilastri costituenti la scienza della misura che da sempre accompagna il rilievo sul campo dei dati geometrici della realtà che ci circonda, ma questa viene spesso sottovalutata, specialmente nell’analisi di grandi moli di dati come quelli rilevati dai satelliti Copernicus, che non sono stati lanciati solamente per un semplice programma osservativo di monitoraggio satellitare. Le loro priorità sono le informazioni, anche previsionali, che possono essere rilanciate da piattaforme di simulazione di fenomeni osservabili. Sull'argomento molte interessanti osservazioni possono essere lette nell'articolo:

A. Taramelli, B. De Bernardinis, M.V. Castellani, S. Farruggia, URBAN DIGITAL TWIN, L’incertezza e l’osservazione della Terra: il programma europeo Copernicus, GEOmedia 5 - 2021

Tornando alle Infrastrutture di Dati Territoriali (IDT), viene spontaneo oggi chiedersi quale sia la situazione e quale sia l'affidabilità delle stesse anche in considerazione del processo di omogeneizzazione ed armonizzazione nell’ambito del processo avviato dalla direttiva europea INSPIRE basata sulla interoperabilità delle infrastrutture di dati spaziali creati dagli stati membri, entrata in vigore nel 2007 e recepita in Italia con il D.Lgs. 32/2010.
Una indagine avviata da Franco Vico constata che a 14 anni dall’entrata in vigore di INSPIRE non c’è un paese dell’Unione Europea che abbia dato piena implementazione in accordo con la roadmap inizialmente stabilita. Il concetto di SDI (Spatial Data Infrastructure), tradotto in Italia in IDT, introdotto all’inizio degli anni ’90, subisce, a livello globale, un dibattito su quanto è stato realizzato e sul suo futuro. Vico ci illustra le varie posizioni nell'articolo:

F. Vico, Oltre le SDI: quali prospettive, GEOmedia 5 2021

ed è interessante notare che, nonostante il quadro variato, emergono alcuni punti di convergenza tra le varie posizioni. Seguendo questo tema sono state raccolte le opinioni di alcuni referenti regionali, per una indagine che speriamo possa essere esaustiva a livello nazionale, iniziata sul numero 5-2021 di GEOmedia e che proseguirà, con il fine di conoscere quale sia la situazione delle varie strutture regionali dedite alla realizzazione e manutenzione delle IDT.

Il tema delle Digital Twin ripropone l'evidente economia realizzabile dall'esecuzione di rilievi con i metodi del 3DCity che consente di ottenere contemporaneamente sia la classica cartografia di base che i principali volumi degli edifici, l'unione delle due identifica e materializza, attraverso l'interpretazione del fabbricato sui dati mappali e censuari del catasto, gli oggetti digitali di base che possono replicare virtualmente le nostre città.

 


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