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Crollo del parcheggio dell’Ospedale del Mare a Napoli: ricerca di una ipotesi plausibile attraverso la tecnica A-DInSAR

L'Interferometria Differenziale SAR (DInSAR) si configura come una solida tecnica non invasiva per il monitoraggio di spostamenti di corpi continui (Scatteratori Permanenti – PS). Fermo restando che disponiamo anche di altri strumenti per monitorare le deformazioni superficiali quali: i sistemi di posizionamento satellitari GPS/GNSS, la fotogrammetria e i sensori laser scanner per il rilevamento di modelli tridimensionali. In poche parole, ad oggi, volendo, abbiamo molti strumenti a disposizione per effettuare un monitoraggio delle deformazioni superficiali.

Gli avvenimenti ante-evento

In effetti l’aver incaricato alcuni esperti in geotecnica di effettuare dei sopralluoghi nell’area interessata dal crollo dell’8 gennaio per la presenza di avvallamenti, certo rappresenta un primo passo importante. Un numero considerevole di terremoti piccoli o moderati, Magnitudo di Durata (Md) intorno ad 1.5, hanno caratterizzato l’area sia  la settimana che i mesi precedenti l’evento; fermo restando l’incessante attività di bradisismo negativo e positivo  a cui l’area è da sempre esposta.

Analisi degli scenari attesi

Impiegando la tecnica A-DInSAR per tipologie di analisi di questa natura, ossia aree di circa 150 mq, si rende necessario  effettuare preventivamente una analisi multisensore e multi-temporale degli scenari attesi (AMtSA). Tale analisi qualitativa, che discende direttamente dalla fotointerpretazione, permette di verificare l’effettiva presenza di quali e quanti corpi continui (PS) hanno stazionato in modalità permanente o semi-permanente nell’area d’indagine.

Metodologia di analisi

Per l’analisi interferometrica sono state acquisite presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) – Progetto Copernicus, circa 180 immagini SAR Sentinel 1A e 1B rispettivamente delle orbite discendenti 22 e 124 ed ascendente 44; l'arco temporale considerato per la ricerca risulta essere compreso tra il gennaio 2020 e il 16 gennaio 2021.

Risultati

Dall’analisi effettuata non si rilevano mediamente spostamenti significativi (superiori a 2 – 3 mm/anno), secondo l'angolo di osservazione del satellite, nell’area di interessata dall’evento. Fatto salvo di alcune anomalie, molto localizzate e di lieve ma distribuito effetto deformativo che insistono sulla struttura dell’Ospedale del Mare.

Considerazioni

Le considerazioni sono di due ordini, uno di carattere generale dell’area, l’altro, quasi puntuale, del luogo di innesco del cedimento.  Il quadro generale manifesta che, nell’arco temporale considerato, l’andamento può essere considerato non particolarmente ricco di anomalie. Fatto salvo, come sopra descritto, in alcune aree e date, per esempio il 24 agosto scorso. Considerando che nell’area collassata non presenti in forma permanente corpi continui, come è anche emerso dall’analisi multisensore e multi-temporale degli scenari attesi, non è stato possibile ricostruire, con i dati in nostro possesso, la cronologia temporale di spostamento lungo la LOS degli stessi. Si attendono le risposte a richieste da inviare all’ASI e ad altre Agenzie. 

Conclusioni

Il presente lavoro ha focalizzato l'attenzione su un tema di norma sottostimato in Italia, come quello del monitoraggio delle deformazioni superficiali. Molte attività istituzionali vanno verso la direzione del monitoraggio delle deformazioni superficiali sia a scala Nazionale che attraverso Progetti finanziati dalla Comunità Europea. Nel merito si ricorda il Piano Straordinario di Telerilevamento che  mira a potenziare gli strumenti di conoscenza e a rafforzare le capacità di osservazione e controllo del territorio mediante l’utilizzo di tecniche di Telerilevamento all’avanguardia, contribuendo al contempo ad accrescere le competenze tecnologiche e a diffonderne l’utilizzo nella Pubblica Amministrazione -  legge n. 179/2002 (art. 27).

Sicuramente l’impiego di dati di maggior dettaglio e ripetitività, come quelli prodotti dalla Costellazione Cosmo-SkyMed, TerraSAR-X e RADARSAT, permetterebbero di poter ancor meglio investigare l’area del collasso. Anche in forza a quel principio, ormai non più oggetto di editti pre-elettorali che va sotto in nome di “riuso dei dati satellitari”.

La richiesta di potersi dotare, come Associazione di Volontariato Ambientale, anche dei dati su indicati, ci auguriamo non rimanga lettera morta. Comunque vada, vi terremo informati sugli sviluppi.

 

Lo studio completo verrà pubblicato sulla rivista GEOmedia.

 

Fonte: ( Associazione Cova Contro )


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