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Avete pensato a un mondo senza GNSS?

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se il servizio GNSS venisse improvvisamente a mancare? Molti dei servizi a cui siamo ormai abituati non sarebbero più disponibili, come quello per il posizionamento dei navigatori, i servizi di misura della crosta terrestre, il posizionamento dei topografi. Ma non basta si avrebbero anche disservizi nei sistemi bancari, di fatturazione e altri finanziari perché tutti questi sono oggi dipendenti dal tempo misurato dai satelliti GNSS.
E' per questo che la Commissione europea sta conducendo una dimostrazione della tecnologia di backup GNSS, molto simile a quella completata dal Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti all'inizio di quest'anno.

Un bando aperto il 26 ottobre ad aziende di molti paesi, anche al di fuori dell'Unione Europea, afferma che l'obiettivo è che la Commissione comprenda meglio le tecnologie PNT (Posizionamento, navigazione, misura del tempo) disponibili che non siano basate sul GNSS.

Inoltre il bando afferma che, poiché lo scopo è fornire un backup per i sistemi GNSS durante una possibile interruzione, tutte le tecnologie offerte devono essere completamente indipendenti dal GNSS. In particolare, non devono avere "punti comuni di errore con il GNSS".

Ovviamente alcuni osservatori del settore hanno opinato che questa condizione esclude qualsiasi soluzione legata a sistemi spaziali. Altri si sono chiesti se soluzioni network-based potessero essere escluse anche a causa dell'uso frequente del GNSS per altre situazioni quali la sincronizzazione del tempo, la fatturazione e altre applicazioni.

Un altro requisito è che le tecnologie offerte siano in grado di coprire l'intero territorio dell'UE, comprese le acque interne. Anche se questo potrebbe sembrare escludere i sistemi di temporizzazione basati su fibra, i sostenitori affermano che non è necessariamente così. Sostengono che una rete in fibra che supporti trasmettitori dispersi servirebbe sia applicazioni fisse che mobili e raggiungerebbe utenti per i quali la connessione a un nodo in fibra non è fattibile.

Altri requisiti elencati nell'offerta per le tecnologie offerte includono:

  • Resilienza a jamming GNSS, spoofing e interferenze non intenzionali
  • Livelli di prontezza tecnica di 5 o più per il posizionamento e la navigazione, 6 o più per il tempo
  • In grado di funzionare per almeno un giorno durante una perdita di GNSS
  • Precisione di posizionamento <100 m in orizzontale e precisione di temporizzazione <1 microsecondo rispetto a UTC
  • Se la tempistica è inclusa, deve essere riconducibile a UTC

A questo punto sembra indispensabile rivalutare le vecchie reti trigonometriche di posizionamento basate su punti stabili, ben visibili e accessibili , ove possibile, al fine di poter disporre di vecchi metodi basati sulla reciproca osservazione o sull'emanazione da terra di segnali atti a garantire il posizionamento. Tra questi da qualche tempo è rispuntato il Loran, vecchio sistema di posizionamento marino basato su radio fari, che nella sua moderna accezione eLoran è in corso di riattivazione in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Il 4 novembre scorso si è tenuto un webinar per potenziali offerenti, e al programma saranno ammesse fino a sette società, presumibilmente ciascuna che dimostrerà tecnologie diverse.

Il sito di dimostrazione preferito è il Centro comune di ricerca della Commissione europea a Ispra, in Italia. Riconoscendo che il trasporto di attrezzature e il viaggio in Italia potrebbe essere una sfida per molte aziende, il personale della commissione degli stati di gara è disposto a recarsi in altre località per vedere i sistemi dimostrati.

La gara https://etendering.ted.europa.eu/cft/cft-document.html?docId=79819 chiuderà il 13.01.2020

 


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