Fotogrammetria senza target: una esperienza sul campo

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La tecnologia PPK/RTK è stata oggetto di numerose discussioni: gli addetti ai lavori si sono spesso chiesti se fosse possibile ottenere risultati precisi e affidabili da rilievi che non utilizzassero i GCP. Grazie alla tecnologia RTK e PPK, infatti, è possibile georeferire le fotografie che vengono scattate dal drone riducendo drasticamente i tempi di acquisizione e consentendo rilievi anche in zone pericolose o inaccessibili per l’uomo.

Il PPK, in particolare, presenta un ulteriore beneficio che consiste nell’elaborazione in post processing e non in real time. Ciò significa che il drone che “funge da Rover”, non è collegato alla stazione base a terra, perciò entrambi collezioneranno dati grezzi in maniera autonoma che, solo in post processing, appunto, saranno elaborati in coordinate precise e inseriti nell’Exif delle fotografie.

Sul sito www.strumentitopografici.it è riportata una preziosissima esperienza sul campo in cui, il Geom Alessandro Vernassa, ha raccontato nei minimi dettagli le modalità e i risultati ottenuti grazie ad un rilievo effettuato con il nostro DJI Mavic 2 Pro PPK.

Nell’articolo si trova un’interessante spiegazione di tutti i passaggi del rilievo. Vengono descritti fin nei minimi dettagli gli strumenti utilizzati (Drone DJI MAVIC 2 Pro), i software impiegati (Topografo e Metashape) e la metodologia messa in campo.

A rendere ancora più interessante questa esperienza ci sono due ulteriori fattori:

  1. Per provare la bontà dei risultati, Alesandro, ha deciso di inserire alcuni marker di controllo che hanno consentito di verificare in maniera esatta la precisione ottenuta;
  2. La tecnologia hardware e software utilizzata ha avuto un costo estremamente ridotto, consentendo al Geometra di accedere ad un lavoro di notevoli proporzioni e di poterlo effettuare senza il supporto di altri operatori.

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