NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo 


itzh-CNenfrdeptrues
3D Target
3D Target
Giovedì, 05 Luglio 2018 13:30

Nuovi indizi sulla mega frana di Crotone

Redazione GEOmedia
Fig. 1 Mappa del bacino di Crotone con indicazione del megalandslide Fig. 1 Mappa del bacino di Crotone con indicazione del megalandslide Crediti: Cnr

Svelata da Ogs e Cnr la dinamica della frana che da milioni di anni coinvolge l’area costiera e marina a sud della città calabrese, interessando un’area di quasi 500 km2 e uno spessore di circa 1,5 km. L’indagine, pubblicata su Scientific Reports, ha rivelato che l’evento è avvenuto in due fasi con dinamiche distinte, la prima risalente a circa 3,7 milioni di anni fa e la seconda iniziata circa 500.000 anni fa e tuttora in atto nell’area marina.

VidaLaser
Aeronike

Un gruppo di ricerca guidato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), in collaborazione con l’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) di Venezia e con le Università di Padova, della Basilicata e della Calabria, ha fatto luce sull’origine del lento e imponente movimento franoso, definito dagli studiosi megalandslide, che da milioni di anni coinvolge il settore marino e costiero a sud di Crotone, interessando un’area di quasi 500 km2 e uno spessore di circa 1,5 km. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.

Studi precedenti avevano già fornito indicazioni di un fenomeno di scivolamento massivo a scala regionale che coinvolge l’area marina crotonese e l’entroterra per qualche decina di chilometri, ipotizzando un lento movimento del bacino verso il mare. Con questo nuovo lavoro, attraverso diversi metodi di indagine geofisica - analisi di dati sismici, carotaggi profondi, nuovi rilievi morfo-batimetrici e satellitari - i ricercatori hanno ottenuto un’immagine più chiara e dettagliata del fenomeno. “Abbiamo scoperto che il megalandslide di Crotone è avvenuto in due fasi e con dinamiche differenti. La prima è stata innescata da un evento tettonico risalente a circa 3,7 milioni di anni fa ed è proseguita per almeno 1 milione di anni”, afferma Massimo Zecchin, ricercatore dell’Ogs, coordinatore dello studio e primo autore dell’articolo. “Questa fase è stata caratterizzata da uno scivolamento di massa verso mare (in direzione sud-est) relativamente veloce, almeno 6,7 mm/anno, e da ulteriori franamenti molto rapidi ora sigillati da sedimenti più recenti. La seconda fase, iniziata circa 500.000 anni fa, e tuttora in atto nell’area marina, ha avuto una dinamica molto più lenta, con movimenti del settore marino della frana che generalmente non superano velocità di 1 mm/anno. Grazie alle nuove analisi effettuate, abbiamo accertato che la mega frana scivola sopra una superficie di distacco basale inclinata di 3-4° verso mare, probabilmente impostata su uno strato di salgemma, che collega un dominio tettonico estensionale nel settore di entroterra con uno compressivo in quello sottomarino”.

Mappa movimenti suoloFig. 2 Mappa dei movimenti del suolo sulla base di dati Gps e interferometria Sar

Per avere un quadro completo i ricercatori hanno studiato i dati rilevati dai satelliti. “Nel settore di entroterra, le informazioni geologiche sono state integrate con le misure dei movimenti del suolo attuali ottenute dalle immagini Sar (Synthetic Aperture Radar) acquisite dal satellite dell’Agenzia spaziale italiana Cosmo-SkyMed e da registrazioni Gps”, prosegue Luigi Tosi ricercatore Cnr-Ismar, tra gli autori dello studio. “L’analisi di questi dati ha evidenziato una variabilità dei movimenti del suolo con anomalie locali, ma non uno spostamento omogeneo con direzione verso sud-est alla grande scala spaziale, come si osserva invece nell’area marina”.

“La diversità di comportamento tra il settore marino e di entroterra farebbe escludere l’estensione attuale del processo nel territorio retrostante l’area costiera di Crotone, a differenza di quanto ritenuto in precedenza”, precisa Zecchin.

“Il movimento del megalandslide nel settore marino, attualmente molto lento verso sud-est, è un fenomeno naturale che non deve destare particolare preoccupazione per quanto riguarda la sicurezza della popolazione. Tuttavia, sarebbe importante sviluppare un appropriato piano di monitoraggio per controllarne l’evoluzione”, concludono i ricercatori.

Fonte: Cnr


 Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/kuyyy


Leica 3D Conference Roma
Trimble Italia
Trimble Italia

ESA - Immagine della settimana

GIS g3w suite Qgis

Naviga per temi

3D aerofotogrammetria agricoltura ambiente app apr arcgis archeologia asi asita autocad autodesk beidou beni culturali Bentley big data BIM CAD cantiere cartografia catasto catasto europeo cloud cnr codevintec copernicus cosmo skymed coste dati dati geografici digital geography dissesto idrogeologico droni eGEOS energia Epsilon Italia esa esri esri italia faro flyr FOIF fotogrammetria galileo geofisica geolocalizzazione geologia geomatica geomax geoportale geospatial GIS GNSS gps Harris HBIM hexagon ict in cantiere infrastrutture ingv INSPIRE intelligenza artificiale interferometria INTERGEO internet of things ISPRA ISTAT landsat laser scanner leica lidar MapInfo mappe mare metadati meteorologia misurazione mixed reality mobile mapping mobilita modellazione 3d monitoraggio multispettrale nuvole di punti oceanografia OGC open data open geo data open source openstreetmap ortofoto osservazione dell'universo osservazione della terra pianificazione planetek posizionamento satellitare progettazione protezione civile QGIS realta aumentata realtà virtuale remote sensing reti tecnologiche riegl rilievo rilievo 3d rndt sar satelliti scansione 3D scienze della terra sensore sentinel servizi sicurezza SIFET sinergis slam smart city smart mobility smartphone social media spazio Stonex storytelling technologyforall tecnologia telerilevamento termografia terra e spazio terremoto territorio top topcon topografia Toponomastica trasporti trimble uav UNESCO urbanistica uso del suolo utility webGIS
Geospatial World Forum 2019
GeoBusiness 2019
Geofly Spark
Geofly Spark

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato e registrati per ricevere la nostra newsletter!

Disclaimer

I contenuti redazionali di questo sito (articoli, editoriali, redazionali, video e podcast) sono soggetti ai seguenti Termini di utilizzo
Redazione MediaGEO soc. coop. Via Palestro, 95 00185 Roma. Testata telematica con reg. al Tribunale di Roma n° 231/2009 del 26-6-2009. 

Ultimi commenti

mediaGEO soc. coop.

Via Palestro, 95 - 00185 Roma

Tel. +39 06.64.87.12.09   

Fax +39 06.62.20.95.10

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

markerTrovaci su Google Maps

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo