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Lo Stretto di Bering

ESA - Immagine della settimana: Stretto di Bering (25 febbraio 2018)

La missione Sentinel-1 del programma europeo Copernicus ci trasporta sullo Stretto di Bering, che collega l’Oceano Pacifico con il Mar Glaciale Artico tra la Russia e lo stato USA dell’Alaska (guardala/scaricala in alta risoluzione).

L’immagine è stata generata dalla combinazione di tre scansioni radar acquisite nelle date del 11 dicembre 2017, 23 dicembre 2017 e 4 gennaio 2018. Ad ogni immagine è stato associate un diverso colore: rispettivamente blu, rosso e verde. Questa tecnica crea una immagine colorata composita che evidenzia i cambiamenti del ghiaccio marino occcorsi nell’arco di quattro settimane.

In ragione del fatto che lo Stretto di Bering si trova appena a sud del Circolo Polare Artico durante l’inverno le giornate risultano brevi. Tuttavia, grazie al radar di Sentinel-1 l’osservazione può essere effettuata sia attraverso le nuvole, sia di notte. Questa capacità risulta specialmente utile per il monitoraggio di luoghi del pianeta caratterizzati da mesi invernali particolarmente bui. Offrendo questa ‘visione radar’ le immagini prodotte da Sentinel-1 possono essere impiegate per la mappatura degli iceberg e per la produzione di mappe del ghiaccio marino utili per la navigazione durante tutto l’anno.

In aggiunta a questo, va sottolineato come il monitoraggio dei cambiamenti della quantità di ghiaccio marino risulti un’informazione critica per la comprensione degli effetti del cambiamento climatico sul nostro ambiente.

E’ stato rilevato che il ghiaccio marino presente nello Stretto di Bering è stato relativamente poco questo inverno. Questo è dovuto normalmente alle correnti di acqua più calda provenienti da sud, che determinano un parziale scioglimento anticipato di ghiaccio. Come risultato le aree che avrebbero dovuto rimanere coperte dal ghiaccio riflettente sono rimaste scoperte per un tempo maggiore. La superficie marina relativamente scura è stata così in grado di assorbire dal sole una notevole quantità di energia, che ha ostacolato la formazione di ghiaccio in autunno.

Inoltre, recenti tempeste hanno frantumato gran parte del ghiaccio marino che si era riuscito a formare.

 

 

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Bering Strait

 

The Copernicus Sentinel-1 mission takes us over the Bering Strait, which connects the Pacific and Arctic Oceans between Russia and the US state of Alaska.

The image was created by combining three radar scans of 11 December 2017, 23 December 2017 and 4 January 2018. Each image has been assigned a different colour: blue, red and green, respectively. This creates a colourful composite that highlights how the sea ice changed over the four weeks.

Since the Bering Strait lies slightly south of the polar circle, days are short during the winter. Thanks to Sentinel-1’s radar, it can ‘see’ through clouds and in the dark, making it especially valuable for monitoring parts of the planet that endure relatively dark winter months. Offering this ‘radar vision’, images from Sentinel-1 can be used for charting icebergs and for generating maps of sea ice for year-round navigation.

Additionally, monitoring changes in the extent of sea ice is critical for understanding the effect of climate change on our environment.

It has been reported that sea ice in the Bering Strait has been particularly low this winter. This is because unusually warm water streamed up from the south, causing some of the sea ice to melt earlier than usual. As a result, areas that would have remained covered with reflective sea ice were open for much longer. The relatively dark surface of the sea was able to absorb a lot of energy from the Sun, which prevented sea ice forming in the autumn.

Also, recent storms have helped to break up much of the sea ice that did manage to form.

 

(Fonte: ESA - Image of the week: "Bering Strait". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

 


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