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Censimento e GIS dei fossi tombati dell'Isola d'Elba

Dopo i fatti di Livorno del 9 settembre scorso, ritorna di grande attualità la problematica dei tratti tombati e l'importanza di avviare un'attività di censimento e georeferenziazione di tutti i corsi d’acqua interessati da interferenze o deviazioni.

Il lavoro di TerreLogiche sui tratti tombati del reticolo idrografico dell'Isola d'Elba, recentemente concluso, è stato adottato come punto di partenza sul territorio regionale e ci auguriamo possa rappresentare un importante contributo a livello nazionale.

L'indagine, commissionata da Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa e Regione Toscana, ha riguardato il reticolo di gestione consortile ed ha evidenziato la presenza di 52 punti critici per una lunghezza complessiva di circa 5 Km. I risultati del censimento saranno utili per la conoscenza sistematica delle zone interessate da elevato rischio idraulico e per la pianificazione di interventi di manutenzione e detombamento mirati.

Il territorio dell’Isola d’Elba, come molti altri settori del nostro Paese, è caratterizzato da condizioni idro-geomorfologiche fragili e particolarmente critiche con presenza di intensa urbanizzazione, piccoli bacini con forti pendenze e ridotti tempi di corrivazione, numerose interferenze ed anomalie del reticolo idrografico che incidono sul normale deflusso delle acque e sulla corretta gestione dei corsi d’acqua.

In particolare, il reticolo, con sviluppo lineare di circa 156 Km, è interessato dalla presenza di numerosi tratti tombati. Questi ultimi sono ubicati, nella maggior parte dei casi, nei settori di fondovalle alluvionale (spesso di ridotta estensione e incisi da reti di canali interconnessi) in cui l’urbanizzazione è maggiormente sviluppata e dove quindi si concentrano i beni immobili pubblici e privati. Tali opere producono solitamente una riduzione della sezione di deflusso che favorisce fenomeni di rigurgito con possibilità di esondazione ed innesco di condizioni di rischio. Per questi motivi, è stato ritenuto importante procedere al censimento dettagliato e puntuale dei tratti tombati e di tutti gli attraversamenti stradali con relativa georeferenziazione e inserimento in ambiente GIS, in modo da acquisire elementi di conoscenza fondamentali per valutare il livello effettivo di criticità di tali interferenze.

Fasi del lavoro

Il lavoro è stato suddiviso in tre fasi principali:

1. Progettazione e preparazione tecnico-logistica

Durante questa prima fase è stata effettuata un’analisi tecnica preliminare attraverso la raccolta delle informazioni e delle cartografie esistenti. Un’accurata progettazione tecnica e logistica della campagna di rilievo ha permesso di ottimizzare i tempi di svolgimento della fase successiva. E’ stata progettata inoltre la struttura di geodatabase dei layer informativi coinvolti e, di conseguenza, sono state definite le schede di censimento cartacee e digitali ad uso dei rilevatori in modo da garantire la massima uniformità nella raccolta dei dati.

2. Rilievo di dettaglio dei tratti tombati

In questa fase si è proceduto al rilievo di dettaglio attraverso strumentazione GPS 12 canali, (coadiuvata Glonass) che ha consentito di acquisire posizionamenti con elevata accuratezza metrica/submetrica e al riempimento delle schede di censimento con redazione di note descrittive sintetiche relative alle singole opere dove accessibili (stato di conservazione, descrizione manufatti sovrastanti il tratto tombato).
I singoli tombamenti sono stati oggetto di un’analisi approfondita che ha riguardato:

- ubicazione geografica del punto di entrata (monte) e di uscita (valle);
- lunghezza in metri del tratto tombato (determinata in ambito GIS dall’ubicazione della bocca e dello sbocco o misurata direttamente in sito);
- misurazione indicativa in mq delle sezioni del fosso naturale e del tombamento sia all’imbocco che all’uscita;
- determinazione della tipologia di utilizzo della superficie al di sopra del tombamento;
- determinazione dei materiali di costruzione del tratto tombato;
- determinazione dello stato di manutenzione e del grado di ostruzione del tratto tombato in entrata;
- acquisizione di immagini fotografiche dei punti di entrata e di uscita del tratto tombato.

3. Informatizzazione ed organizzazione dati in ambiente QGISFig 2 schermata qgis tombamenti elba

Progetto QGIS tombamenti ElbaI dati acquisiti sono stati raccolti e organizzati in ambiente QGIS con generazione di strati informativi puntuali e lineari derivanti dal rilievo e inserimento della cartografia di base vettoriale di Regione Toscana (CTR 1:10.000 e CTR 1:2.000) opportunamente elaborata e del reticolo di manutenzione consortile.

Fig_2_schermata_qgis_tombamenti_elba (1).jpg

Tutte le opere sono state censite attribuendo un identificativo univoco e geolocalizzate nel Sistema di Riferimento Roma40-Gauss-Boaga Fuso Ovest (EPSG: 3003). La scala nominale del lavoro è stata 1:10.000.

Il progetto QGIS è stato inoltre personalizzato attraverso routine Python con la possibilità di accedere rapidamente alla scheda di database e di aprire direttamente le immagini fotografiche dei punti di entrata ed uscita dei tombamenti e degli attraversamenti.
Le informazioni censite sono state normalizzate secondo la struttura di geodatabase del Censimento delle Opere Idrauliche della Regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/-/censimento-delle-opere-idrauliche-e-di-bonifica).

Risultati

Il rilievo, come riportato anche nel recente articolo sul quotidiano "Il Tirreno" , ha evidenziato di 52 corsi d’acqua tombati con lunghezza complessiva di 5.291,16 metri. Le zone più critiche sono state selezionate con metodi empirici prendendo in considerazione la posizione, le sezioni di deflusso delle porzioni tombate e la lunghezza delle stesse. In linea generale, i tombamenti posti in zone di fondovalle, con sezioni ristrette e maggiormente sviluppati in lunghezza sono stati inseriti tra le aree a maggiore criticità.
Per ognuno dei tratti interessati è stato calcolato un “Indice di Restringimento” (IRest) derivato dal seguente calcolo:

IRest= Sezione tombatura in entrata (mq) / Sezione fosso naturale a monte del tombamento (mq)

Questo indice, seppur indicativo e chiaramente non correlato ad altri parametri idraulici, ha permesso di fornire una prima indicazione sui tratti tombati che provocano un sostanziale restringimento della sezione di deflusso. A livello di tematizzazione i tratti tombati sono stati classificati in 3 classi sia per quanto riguarda l’indice di restringimento (alto, medio, basso) sia per la valutazione dello stato di manutenzione in entrata (es. ostruito, parzialmente ostruito, libero).

In particolare, sono stati individuati 30 tombamenti con alto restringimento della sezione e 16 con medio restringimento. La situazione è migliore dal punto di vista dello stato di manutenzione seppur con 16 tombamenti caratterizzati da una parziale ostruzione in entrata.
Il censimento, la georeferenziazione e l’analisi geografica delle opere ha permesso quindi di individuare le aree ritenute a maggiore pericolosità idraulica potenziale fornendo un utile strumento di pianificazione e manutenzione della rete idrografica e del territorio in generale.

Valerio Noti, TerreLogiche


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