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Giovedì, 21 Settembre 2017 18:07

Un'analisi degli opendata Copernicus relativi agli incendi sul Vesuvio

Massimiliano Moraca

In luglio un incendio, forse doloso, di vastissime proporzioni ha interessato l’area del Parco Nazionale del Vesuvio generando ingenti danni. Con questo articolo, in cui sono stati rielaborati i dati Copernicus, ho provato a quantificare l’estensione delle tipologie di suolo distrutte avvalendomi anche dei dati Corine Land Cover e del DTM LiDAR della Città Metropolitana di Napoli.

Aeronike

Il Parco ha bruciato per quasi una settimana sia lato Monte Somma che Vesuvio.

L’immagine che segue mostra l’uso del suolo prima degli incendi, i dati sono una estrapolazione della CLC2000 presente nel vector package scaricabile dal sito web del progetto Copernicus.

FIG_1.jpg

L’estensione totale dei vettori che compongono i diversi tipi di uso di suolo è pari a circa 4.400 ha, risulta essere più piccola rispetto ai dati di Copernicus solo perchè ho preferito focalizzarmi sulle aree di maggior danno.


tab1.jpg

Le estensioni maggiori riguardano le aree boschive e purtroppo sono loro ad aver avuto i maggiori danni. L’immagine che segue rappresenta lo scenario post incendi.

FIG. 2FIG_2.jpg

tab2.jpg

Analizzando i dati nella tabella precedente è facile valutare che è andato in fumo:

• il 70% dei boschi di conifere, passando da 677,04 ha a 203, 44 ha;
• il 65% della aree a vegetazione boschiva ed arbustiva in evoluzione, passando da 932,96 ha a 323,90 ha;
• il 38% delle aree a frutteti e frutti minori, passando da 59,6 ha a 36,72 ha.

Questo solo per citare le prime tre tipologie di suole per danni subiti. Le aree totalmente distrutte, ricadenti nel Parco Nazionale del Vesuvio, ricoprono una superficie di 1.045,17 ha; per fare un confronto, un campo da calcio a 11 regolamentare è circa 1 ha.

Di seguito sono presenti alcuni diagrammi di confronto.



TAB_1.jpg
TAB_2.jpgTAB_3.jpg


IMG_1.jpg

Dati riferiti all’estensione dell’area di studio


IMG2.jpg
Dati riferiti all’estensione dell’area di studio

Cosa dobbiamo aspettarci con le prossime piogge, tipicamente abbondanti soprattutto tra settembre ed ottobre? Staremo a vedere, purtroppo.

Intanto mi rincuora il fatto che la natura piano piano si sta riprendendo i suoi spazi; per ripristinare i boschi però ci vorranno anni se non secoli!

Di seguito è possibile scaricare:

il vettoriale con l’estrapolazione finale dei dati;
• un PDF riepilogativo dei dati qui esposti.

Software usati per l’elaborazione:
• QGIS;
• PostGIS.

Si ringraziano i seguenti enti:

- PArco Nazionale del Vesuvio
- Copernicus - Europe's eyes on Earth
- Land Monitoring Service


di Massimiliano Moraca


 Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/kw98k


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