itzh-CNenfrdeptrues
Hexagon GSP
Harris
3D Target

Sismicità di background, un nuovo segnale per monitorare i Campi Flegrei

Uno studio pubblicato su Scientific Reports (Nature) evidenzia come un team di ricercatori INGV ha individuato un parametro in grado di monitorare in modo semplice e veloce l’evoluzione nel tempo dello stato della caldera flegrea. 

Prevedere l’evoluzione dell’attività di un vulcano richiede l’interpretazione congiunta della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle variazioni che interessano i fluidi emessi (composizione delle fumarole, flussi totali, ecc.). Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV - sezione di Bologna e Osservatorio Vesuviano, Napoli), Università de Granada (Spain), University of Aberdeen (UK) e CNRS (France), ha individuato un parametro, definito dagli autori  sismicità di background, in grado di monitorare, in modo semplice e veloce, l’evoluzione nel tempo dello stato della caldera dei Campi Flegrei. Lo studio Clues on the origin of post-2000 earthquakes at Campi Flegrei caldera (Italy), è stato pubblicato su Scientific Reports (Nature) - https://www.nature.com/articles/s41598-017-04845-9

“L’interpretazione di tutti i segnali associati a tali fenomeni è particolarmente complessa nel caso delle caldere”, afferma Giovanni Chiodini, ricercatore INGV e primo autore dell’articolo. “Talvolta, il susseguirsi di terremoti associati a forti innalzamenti del suolo e all’aumento dei vapori emessi dal vulcano non sempre anticipa un’eruzione. Può accadere anche il contrario, ovvero che le eruzioni siano precedute solo da deboli variazioni dei segnali geofisici e geochimici”.

 La relazione tra centinaia micro-terremoti, avvenuti ai Campi Flegrei dopo il 2000, con innalzamento del suolo e variazioni nella composizione dei vapori fumarolici della Solfatara, è stata investigata dai ricercatori con un approccio statistico.

“L’osservabile sismologico preso in esame, è stato ottenuto eliminando dal catalogo della sismicità registrata tutti gli eventi che costituivano uno sciame sismico (in pratica ogni sciame è stato considerato come un singolo evento), ritenendo che il processo fisico legato all’accadimento di questi ultimi avesse una genesi diversa”, prosegue Chiodini.

La somma della serie temporale dei terremoti così selezionati, definita sismicità di background, mostra un comportamento molto simile al pattern dell’innalzamento del suolo e a quello dell’aumento della concentrazione nelle fumarole della specie gassosa più sensibile alla temperatura.

In particolare, “a partire dal 2008, le curve che rappresentano la sismicità di background e il sollevamento del suolo sono praticamente coincidenti”, aggiunge il ricercatore INGV. “La sismicità di background, il sollevamento del suolo e l’aumento di concentrazione nelle specie fumaroliche sensibili alla temperatura,  mostrano inoltre un andamento nel tempo molto simile all’aumento di temperatura simulato in un sistema virtuale soggetto a ripetute iniezioni di fluidi molto caldi (di origine magmatica nella nostra interpretazione)”

Sebbene la sismicità, le deformazioni del suolo e le variazioni geochimiche siano misurate con metodi chiaramente indipendenti, essi mostrano ai Campi Flegrei, durante il fenomeno bradisismico, un pattern temporale assolutamente coincidente.

“I tre fenomeni farebbero capo, quindi, a un unico processo che controlla l’attuale fase di unrest (attenzione) nell’area. La diretta conseguenza di tali osservazioni è che la sismicità di background, parametro più semplice da monitorare rispetto alle deformazioni del suolo ed alle variazioni geochimiche (che hanno bisogno di elaborazioni complesse e maggiore impegno di tempo), potrebbe essere un ottimo stimatore dell’evoluzione nel tempo dello stato della caldera flegrea. Ovviamente la sismicità di background  sarebbe un parametro aggiuntivo e non sostitutivo degli altri parametri. L'eventuale deviazione che potrebbe rilevarsi rispetto alle attuali correlazioni potrebbe essere indicativa che qualcosa è cambiato nel processo che causa l’unrest del vulcano”, conclude Chiodini.

La ricerca realizzata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile. Si ricorda che dal dicembre 2012 i Campi Flegrei, che vengono continuamente monitorati e studiati da INGV, sono a livello di allerta “giallo” (attenzione).

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia


 Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/k4uph

GT4Wj654xE3V0C

Sostieni la rivista GEOmedia ed il sito GEOforALL.it  
Da sempre abbiamo affermato la valenza pratica delle tecnologie e della ricerca applicata al Territorio e all'Ambiente, strumento aperto di informazione e di conoscenza alla portata della curiosità. Il nostro lavoro è solo avviato dal sostegno dei produttori di tecnologie, dei professionisti, degli enti e dei lettori abbonati che sono orientati al campo d'interesse e diffusione, variabile quanto imprevedibile.
La scelta  dell'Open Access Digitale gratuito è stata ed è il sostegno di una tecnologia dirompente, corollario indispensabile di decodificazione della difficoltà e novità di linguaggio, al cui fianco la memoria della stampa cartacea su abbonamento non prescinde dal piacere della lettura tradizionale, che è per definizione insito nell'informazione, perché sia tale.
Senza il vostro acquisto dovremo presto convertire un prodotto per noi insostituibile.
Abbonatevi CLICCANDO QUI 
 


 

Vedi anche

Reach RS2

Naviga per temi

geolocalizzazione posizionamento satellitare utility sensore sentinel top urbanistica droni dissesto idrogeologico GIS CAD scienze della terra protezione civile dati intelligenza artificiale monitoraggio satelitare autodesk tecnologia topcon spazio internet of things teorema ricevitori geodesia metadati INTERGEO catasto europeo leica laser scanner rilievo 3d remote sensing geomatica GNSS asi nuvole di punti geofisica trimble interferometria uso del suolo agricoltura geologia infrastrutture ambiente topografia gestione emergenze termografia energia geoportale lidar top world big data esri cnr Harris sicurezza geomax terra e spazio apr rischio osservazione della terra beni culturali modellazione 3d territorio mappe Toponomastica drone planetek realtà virtuale codevintec 3D rndt satelliti smartphone Stonex uav stazione totale eGEOS progettazione sinergis hexagon catasto faro open data mobilita misurazione 3DTarget ict osservazione dell'universo app autonomous vehicle ISPRA cartografia meteorologia terremoto Bentley in cantiere webGIS asita smart city leica geosystems INSPIRE sar rilievo cosmo skymed trasporti ortofoto ingv monitoraggio microgeo FOIF BIM gps arcgis reti tecnologiche coste terrelogiche mare open geo data scansione 3D Here oceanografia terremoti realta aumentata archeologia galileo Epsilon Italia geospatial autocad telerilevamento open source smart mobility technologyforall fotogrammetria pianificazione storytelling tecnologie avanzate digital geography copernicus formazione mobile mapping cantiere aerofotogrammetria esri italia dati geografici openstreetmap servizi esa GTER qgis flytop
VidaLaser
intergeo

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato e registrati per ricevere la nostra newsletter!

Login redazione

Disclaimer

I contenuti redazionali di questo sito (articoli, editoriali, redazionali, video e podcast) sono soggetti ai seguenti Termini di utilizzo
Redazione MediaGEO soc. coop. Via Palestro, 95 00185 Roma. Testata telematica con reg. al Tribunale di Roma n° 231/2009 del 26-6-2009. 

mediaGEO LOGONEW transp80x276

mediaGEO soc. coop.
Via Palestro, 95 - 00185 Roma
Tel. +39 06.64.87.12.09   
Fax +39 06.62.20.95.10
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

markerTrovaci su Google Maps