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Domenica, 12 Marzo 2017 10:30

Il grande mercato spaziale dei piccoli satelliti esplode ma non trova lanciatori dedicati

Redazione GEOmedia

Secondo recenti ricerche di mercato (Allied Research) sull’indotto globale dei piccoli satelliti, il mercato globale dei piccoli satelliti dovrebbe raggiungere oltre 7.000 milioni di euro entro il 2022. Il mercato globale dei piccoli satelliti è spinto dalla necessità di ridurre i costi relativi alle missioni spaziali.

Le organizzazioni di tutto il mondo stanno investendo nel mercato dei piccoli satelliti per i servizi di imaging e di comunicazione. Si prevedono applicazioni di piccoli satelliti in diversi settori della difesa, del civile e del commerciale e i governi stanno affrontando le numerose opportunità di crescita del mercato.

Tuttavia, la mancanza di lanciatori dedicati e il problema della privacy che impone limiti per l’osservazione della Terra, riduce le possibilità di crescita di tale settore spaziale. 

Tra i vari tipi, i minisatelliti hanno rappresentato una quota di mercato importante nel 2015, per la loro applicazione diffusa, la facilità d'uso, e la capacità di eseguire funzioni simili a quelli dei satelliti medi e grandi. L’Unione Europea ha infatti finanziato numerosi progetti di ricerca per esplorare le possibilità offerte e le grandi industrie spaziali hanno realizzati molti progetti sui cosiddetti CubeSat, attualmente molto utilizzati nel mondo accademico e della ricerca.

Il mercato globale dei minisatelliti dovrebbe generare più di 3.000 milioni di € entro il 2022.  Il mercato dei nanosatelliti (CubeSat) si prevede che registrerà un elevato tasso di crescita a causa dei bassi costi di realizzazione, della leggerezza, della facilità di costruzione e di sviluppo, e l'alta capacità di eseguire compiti computazionali complessi. 

L'elevata domanda di immagini satellitari nel settore pubblico per la pianificazione urbana, la mappatura delle frontiere, la sicurezza delle infrastrutture e la sicurezza del territorio, ha portato ad un aumento dell'adozione di piccoli satelliti nel mercato.

Diversi utenti finali, tra cui la difesa, i governi, il settore commerciale, e i settori civili, usano oggi piccoli satelliti per migliorare le infrastrutture e offrire servizi avanzati per gli utenti. Nel 2015, il settore commerciale ha rappresentato la quota maggiore nella dimensione globale del mercato dei piccoli satelliti, e si stima che raggiungerà 3.600 milioni di € entro il 2022, registrando una crescita del 21% durante il periodo. Ciò è attribuibile al costo e al peso ridotto dei piccoli satelliti, oltre che alla possibilità di realizzare investimenti affrontabili dalle piccole e medie imprese e startup che si affacciano nel mercato.

L'Agenzia Spaziale Indiana si sta muovendo

Nel febbraio scorso comunque un vettore PLSV dell’agenzia spaziale indiana ha immesso in orbita ben 104 mini-satelliti con un missile dotato di 6 boosters a propellente solido, ed è decollato dal poligono di Dhawan, dirigendosi ad est. Ha poi compiuto una virata verso sud, per evitare di sorvolare lo Sri Lanka, ed ha raggiunto la velocità orbitale sopra l’oceano Indiano.
Meno di un minuto dopo aver raggiunto l’orbita, il quarto stadio del razzo ha rilasciato il suo carico primario, il satellite per cartografia Cartosat 2D, seguito pochi secondi dopo da due nanosatelliti sperimentali indiani, che recavano a bordo nuovi modelli di sensori ambientali.
Successivamente ha avuto inizio la sequenza di rilascio degli altri 101 nanosatelliti, racchiusi dentro 25 “QuadPacks” fabbricati dall’olandese Innovative Solutions in Space; i Quadpacks si sono aperti a coppie per espellere i Cubesats che contenevano.
Otto di questi erano satelliti meteo commerciali Lemur, di proprietà della Spire Globe di San Francisco; la maggior parte degli altri (88) apparteneva alla Planet, sempre di San Francisco, che ha già più di 100 mini satelliti di osservazione terrestre in orbita.
In precedenza la Planet aveva rilasciato i propri cubesats dall’ISS, e pertanto in orbite che non consentivano di coprire l’intero globo: l’orbita polare raggiunta dal vettore indiano ha consentito di rimediare a questa mancanza. L’approccio seguito da Planet è quello di impiegare un gran numero di satelliti a bassa risoluzione per raccogliere immagini con maggior frequenza rispetto ad altri sistemi più prestazionali ma con copertura inferiore, come quelli di DigitalGlobe.
Otto CubeSat meteo di Spire sono destinati a raccogliere dati atmosferici per la NOAA; tra gli altri cubesat messi in orbita dal PLSV spicca quello del progetto PEASSS ( Piezo Electric Assisted Smart Satellite Structure), finanziato dall’Unione Europea e mirante a sperimentare l’impiego di materiali avanzati per l’orientamento e la generazione di energia nello spazio.
Un altro cubesat appartiene alla SpacePharma, compagnia svizzera che mira a condurre esperimenti in microgravità; altri tre sono stati assemblati da studenti del Kazakhstan, degli Emirati Arabi e di Israele.

 


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