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Domenica, 19 Febbraio 2017 11:11

Aerofotogrammetria con droni anche su Marte?

Renzo Carlucci

Il Prandtl-m è un drone concettuale ad ala fissa per la mappatura di Marte che sarà testato quest'anno da una mongolfiera sopra la Terra ad un'altitudine di 35.000m per simulare la sottile atmosfera di Marte densa 1/100 di quella della Terra.

Tutte le forme della attività umana che riguardano il nostro ambiente costruito, le infrastrutture, la raccolta e la gestione delle risorse naturali sono toccate dalla mano dei cartografi. Inoltre, storicamente, i cartografi erano anche esploratori, mappatori di nuove terre e cronisti delle loro stesse scoperte. Ora l’aspirazione di esplorare ulteriormente e forse anche colonizzare Marte assume un aspetto sempre più realistico, e con esso il ruolo dei cartografi, nella più grande e più ambiziosa avventura umana.

Fino ad oggi, i rover su Marte hanno esplorato meno di 65 chilometri mentre la superficie di Marte è quasi di 90 milioni di chilometri quadrati, e anche se i satelliti in orbita intorno al pianeta come il Mars Reconnaissance Orbiter hanno fatto un grande lavoro, c'è ancora un sacco di lavoro da fare a terra per cartografare la superficie da vicino. Un modo più veloce per farlo è da aereo, e la NASA ha in progetto uno UAV, chiamato Prandtl-m, abbreviazione di “Preliminary Research Aerodynamic Design to Land on Mars.” (Il nome è da tributare allo studioso di aerodinamica tedesco Ludwig Prandtl).

Per replicare la sottile atmosfera marziana, la NASA alzerà il piccolo UAV Prandtl-m da un pallone a 30.000 metri per poi rilasciarlo.
Il piccolo UAV peserà 2,6 chili sulla Terra, o appena circa un chilo nella gravità marziana. Il lancio iniziale servirà per vedere come Prandtl-m può volare. Su lanci successivi, Prandtl-m porterà piccoli carichi, come telecamere o sensori di mappatura che registrano le radiazioni. Per replicare veramente l'esperienza di cadere nell'atmosfera marziana, un terzo lancio dovrebbe rilasciare il drone da 150.000 metri sopra la Terra per provare il volo scivolando sull’atmosfera stessa.

Un primo prototipo il Prandtl-D No. 3 ha volato il 28 ottobre 2015 controllato da un processore Arduino. Nel marzo 2016, Bowers ha pubblicato un articolo tecnico “On Wings of the Minimum Induced Drag: Spanload Implications for Aircraft and Birds,” NASA/TP – 2016-219072 (http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/20160003578.pdf) dettagliando le proprietà aeronautiche e matematiche associate al progetto.

La NASA oggi ha selezionato cinque tecnologie spaziali da testare su aerei, palloni d'alta quota a bassa gravità, simulando razzi suborbitali. Le selezioni sono state fatte per il programma di opportunità di volo della NASA che organizza possibilità di volare e seleziona esperimenti per il supporto della NASA due volte l'anno.

"Queste selezioni consentono alle aziende e al mondo accademico di dimostrare le tecnologie di interesse per la NASA in un ambiente molto più realistico di quello che potrebbero ottenere in strutture di simulazione a terra," ha dichiarato Stephan Ord, il manager delle tecnologie per il programma delle opportunità di volo della NASA. "Questo programma è una valida piattaforma per la NASA per maturare tecnologie all'avanguardia che hanno il potenziale di supportare future esigenze agenzia di missione".

https://www.nasa.gov/directorates/spacetech/flightopportunities/index.html 


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