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Cosa riserva il sistema Galileo all’Italia nel prossimo futuro?

Sono quasi 20 anni che si parla del sistema Galileo con investimenti che dall’anno 2000 al 2020 arriveranno ad oltre 10 miliardi di euro. Ovviamente ogni paese della Comunità ha dato il suo contributo in quota parte, ricevendo poi benefici più o meno proporzionali all’investimento. Oggi a distanza di quasi venti anni ci chiediamo quale sia la ricaduta di tale investimento per l’Italia.

Di certo l’Italia ha il ruolo di fanalino di coda nel settore pur avendo know-how specifico e strutture di ricerca di tutto rispetto, anche in rapporto a quel mondo che travalicando i confini d’Europa offre competenza e professionalità di alto livello. Galileo si dirige essenzialmente a servizi basati sulla localizzazione (LBS), che dipendono fortemente dall’affidabilità e dalla disponibilità del posizionamento la cui realizzazione, lo ricordiamo, ancora oggi, nelle nostre zone, è affidata al sistema GPS statunitense, e al sistema GLONASS russo.

Il ruolo dell’Italia nel sistema di posizionamento Galileo, dal punto di vista dei servizi indotti, è abbastanza marginale e quanto dei previsti benefici saranno disponibili alle piccole e medie imprese italiane che potrebbero usufruire degli “Initial Services” avviati a fine 2016 e promossi dalla GSA, l’Agenzia del GNNS europeo?

I professionisti del settore topografico non sembrano interessati dal nuovo sistema in quanto gli altri sono disponibili e altamente precisi. Una piccola indagine nel settore ci conferma che da tempo i produttori hanno abilitato la ricezione delle frequenze riservate al sistema Galileo, ma nessuno ancora parla di evidenti vantaggi nell’esecuzione delle misurazioni. Nel settore degli smartphone attualmente risulta un solo produttore, BQ, che con il suo smartphone Aquarius riceve i satelliti Galileo, ma non spiega quale siano i vantaggi, neanche durante un Hackaton promosso recentemente dalla GSA a Praga.

Servizi di interesse prioritario sono nel supporto al soccorso per le emergenze ed anche nella grande accuratezza dell’orologio atomico che porterà all’aumento della precisione sulla localizzazione da singolo, ma avrà molte applicazioni secondarie.

“La geolocalizzazione è al centro dell’attuale rivoluzione digitale, con nuovi servizi che trasformano la nostra vita quotidiana – ha affermato il vicepresidente della Commissione Europea Maroš Šefčovič in occasione della dichiarazione degli Initial services –. Galileo sarà alla base della prossima generazione di tecnologie basate sulla localizzazione, come le automobili autonome, i dispositivi connessi o i servizi urbani intelligenti. Oggi mi rivolgo agli imprenditori europei con questo invito: immaginate cosa potete fare con Galileo. Non aspettate, innovate!”.

Ma in pratica quanto conoscono gli utenti italiani di questa innovazione Europea?

Cercheremo di appurarlo nel corso di questo anno e il primo appuntamento è al numero 1 2017 di GEOmedia dedicato interamente a questo tema con approfondimenti su:

  • Gli Initial Services Galileo
  • I primi gestori del servizio
  • L’impatto nel settore del survey
  • Quali giovamenti per i Location Based Services?
  • GPS e Galileo, lotta ad armi pari?
  • I nuovi servizi per il soccorso 
  • Smartphone Galileo ready, esistono?

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www.geoforall.it/k4cxw

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