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Martedì, 18 Ottobre 2016 07:51

Risultati inaspettati dai dati GNSS rilevati durante il terremoto in Nepal del 2015

Redazione GEOmedia

Il 25 aprile 2015, nel Nepal centrale, 15 chilometri sotto la superficie terrestre e circa 80 chilometri a nord-ovest di Kathmandu si è verificata una frattura della crosta terrestre. Il terremoto di magnitudo 7.8 che ne è scaturito ha provocato 9000 vittime, 23000 feriti e ha distrutto o danneggiato innumerevoli edifici e case. Subito dopo il devastante terremoto, gli sforzi si sono concentrati nell’aiuto alle vittime e ai superstiti. Un piccolo team di scienziati ha però lavorato dietro le quinte per mettere in sicurezza alcuni dati utili per investigare le cause del terremoto ed aiutare la popolazione a prepararsi ai prossimi eventuali eventi sismici.

Aeronike

Nei recenti terremoti in Giappone, in Cile e a Sumatra, le fratture nella faglia sono avvenute lungo le coste, dove non era possibile usare la tecnologia GNSS per misurare il movimento sui margini della faglia. Ma in Nepal, dove mare non ce n’è, i sensori GNSS disposti sulla placca indiana e quella asiatica sono invece in grado di misurare con esattezza gli spostamenti provocati dai terremoti.

Al fine di ottenere un quadro generale degli spostamenti, i ricevitori GNSS posizionati in Nepal acquisiscono e immagazzinano infatti dati a differenti velocità. Quelli acquisiti ad intervalli di 15 secondi sono utili per fornire informazioni sul normale, lento movimento della placca nei mesi e negli anni. Ma i dispositivi in Nepal sono anche in grado di eseguire acquisizioni a 5Hz, ovvero 5 volte al secondo, al fine di ottenere informazioni dettagliate sul terremoto proprio mentre questo si verifica.

“In presenza di un evento sismico, i dati di spostamento acquisiti ogni 15 secondi sarebbero rimasti a disposizione anche dopo settimane o mesi,” spiega Galetzka. “Quelli a 5Hz, di fondamentale importanza per comprendere l’evento sismico, avrebbero invece occupato la memoria molto rapidamente. Era necessario dunque scaricarli subito dopo il terremoto, prima che venissero sovrascritti da dati più recenti.”

Emergenza sull’Himalaya, di John Stenmark
è in corso di pubblicazione su GEOmedia 4 2016, presto disponibile su geomediaonline.it a partire dal 31 ottobre 2016


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