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Mercoledì, 12 Ottobre 2016 19:18

GEOmedia incontra Ted Lamboo Senior Vice President del Reality Modeling di Bentley a INTERGEO per parlare di BIM

Redazione GEOmedia

La redazione di GEOmedia ha avuto l'occasione di incontrare Ted Lamboo, Senior Vice President della divisione Reality Modeling di Bentley, a INTERGEO con il quale ha avuto la possibilità di scambiare sul tema attuale del BIM. Lamboo ha riconosciuto la centralità del concetto di 'geo' nel settore delle costruzioni di oggi. "Fino a dieci anni fa - spiega Lamboo - eravamo 'geo-unaware' (inconsapevoli dal punto di vista geospaziale. Ndr), non avevamo idea di quanto la componente spaziale influisse nella vita di tutti i giorni.

Oggi, grazie allo sviluppo delle tecnologie e ad una serie di rinnovati bisogni da parte degli utenti, è essenziale dotare ogni aspetto della nostra vita, della componente legata al posizionamento". Ciò ha ricadute in molteplici settori. E' per questo che il BIM è diventato uno degli orientamenti più forti nel settore delle costruzioni ma non solo. Ed è anche per questo che il termine BIM può essere inteso quasi come un sinonimo di Smart City". "Chiaramente" - sottolinea Lamboo - "è fondamentale che chi produce informazioni spaziali le renda poi disponibili al pubblico. Non è forse esagerato affermare che l'accesso alle geoinformazioni debba essere un diritto di chiunque". 

Quando nel 2007 GEOmedia approfondiva le soluzioni Bentley orientate al BIM, il recepimento del concetto stesso di BIM sembrava qualcosa di lontano, se non utopico. Oggi, a distanza di 10 anni, il BIM è parte integrante della nostra esperienza ed il suo impiego viene discusso a livello governativo. Il Regno Unito è stato il primo stato ad aver integrato le logiche del BIM all'interno dei suoi processi produttivi. Ciò gli ha garantito lo status di capofila e leader di conoscenza rispetto ad altri paesi, soprattutto quelli dell'Europa meridionale. Anche nel Regno Unito il recempimento di determinate direttive è in uno stato embrionale ma nonostante ciò, buona parte dei progetti medio-grandi in cui il paese coinvolto sfruttano queste procedure. L'input è chiaramente venuto dall'alto: "Il Regno Unito è al momento un esempio unico di coraggio e lungimiranza. Oltre ad aver forzato l'impiego di buone pratiche durante la fase di progettazione, costruzione e gestione delle infrastrutture, il governo britannico ha anche saputo sfruttare l'occasione che gli si è presentata di fronte durante l'esecuzione di due importanti progetti, quello che ha visto il collegamento via metro della parte est con quella ovest di Londra (al momento il più grande cantiere europeo) e la linea ad alta velocità (HS2) che collegherà Londra con Manchester". Eseguire progetti del genere con l'obiettivo di mantenere continuamente aggiornati sia il modello virtuale che lo stato dei lavori è il modo più semplice per tracciare la rotta di quello che sarà l'impiego del BIM, ovvero uno strato conoscitivo che non sarà più legato solamente al costruito ma a tutto il processo: un BIM senza 'B', vera e propria 'modellazione delle informazioni'.

La lungimiranza britannica non finisce qui. Il governo ha avuto anche l'intelligenza di capire quanto fosse necessario sedersi al tavolo assieme alle aziende, in modo da capire uniformemente quali indirizzi seguire. L'istituzione di una vera e propria accademia dedicata al BIM (Crossrail Bentley Information Academy), nata con lo scopo di formare i professionisti del futuro, rappresenta solo la ciliegina sulla torta.

Tutto fa pensare che, per un corretto recepimento dei dettami del BIM, sia necessario prima di tutto un lavoro 'culturale', volto a scardinare vecchie tendenze e ad introdurre un nuovo approccio alla gestione dei progetti. Il riferimento all'Italia è immediato. "Bisogna però fare attenzione a non usare la componente culturale solo come scusa. Differenziare il proprio operato sulla base di presunte differenze culturali può portare a delle discrepanze in termini di adeguamento che, nel tempo, rischiano di divenire incolmabili", ammonisce Lamboo.

Se il Regno Unito si impone come riferimento per il settore, il timore che, dopo la Brexit, questa condivisione di conoscenze a livello europeo si interrompa, è concreto. "I due progetti di cui abbiamo parlato prima non hanno goduto di finanziamenti comunitari. Sono opere pubbliche di cui il governo britannico si è fatto carico. Fintanto che progetti del genere non verranno finanziati a livello comunitario, il rischio che i processi vengano interrotti non sussiste. E' vero che alcuni esperti britannici fanno parte del panel europeo per lo sviluppo del BIM ma, anche in questo caso, eventuali effetti non si percepiranno prima di 2-3 anni. Inoltre, la condivisione delle conoscenze non è mai stata realmente ostacolta dai confini nazionali. Anzi, potrebbe essere un'opportunità per i professionisti britannici di esportare come consulenti il loro know-how. Non mi preoccuperei troppo da questo punto di vista", rassicura Lamboo.


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