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Giovedì, 06 Ottobre 2016 19:55

L'obiettivo finale del TECHNOLOGY for ALL

Redazione GEOmedia

La mediaGEO, soc. coop. specializzata nella divulgazione tecnico-scientifica applicata ai temi principali del Forum, si pone al centro di un grande movimento che comprende studenti, tecnici, ricercatori, professionisti, amministratori ed aziende. Sono tante le tipologie di esperti che hanno interesse a diffondere e confrontare notizie scientifiche del settore e che si preoccupano degli sviluppi futuri del mondo della geomatica.

La mediaGEO vorrebbe orientare gli interessati verso un obiettivo comune creando un movimento non solo di convergenze e competitività ma di immediata contestualizzazione. I contenuti vengono alimentati sia spontaneamente con singoli contributi, sia dal raffronto di ambiti di specifica collaborazione: nella prima circostanza, dal palco dell’Auditorium della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma fino al web, con le esperienze lavorative svolte recentemente dai professionisti ed al loro attivo, accumulate nel tempo con il contributo di esperti, sviluppate e dedicate all’avanzamento tecnologico degli applicativi (dove ne sono i protagonisti); nella seconda occasione, gli stands espositivi delle aziende che sono in primo piano nel campo di estensione dell’operatività consueta, anche presso le pubbliche amministrazioni, non solo con processi di ottimizzazione e connessione trasversale di banche dati generate da tecnologie d’avanguardia. Partendo dal workshop ad immersione completa con ogni tecnologia più avanzata testabile, che si è svolto nell’Area Archeologica di Massenzio (Roma), fino alle conferenze ed ai tests d’indagine sull’”Oppidum” di Castro Pretorio alla Biblioteca Nazionale Centrale (Roma), TECHNOLOGYforALL, il Forum dell’innovazione, si è svolto e si sta svolgendo con successo. 

Per via della notevole quantità di persone che si sono iscritte e stanno partecipando, gestire l’incontro nel migliore dei modi, non è stata impresa facile. Un ringraziamento particolare va ai moderatori dell’evento, che si sono preparati a gestire le interazioni fra i relatori provenienti da varie società, istituzioni, ecc. Ci auguriamo che manifestazioni come queste non servano solo come esperienza del momento, ma anche come sviluppo futuro. Innovazione e sviluppo convivono simbioticamente. Senza innovazione non ci può essere sviluppo, senza sviluppo non ci può essere memoria dell’innovazione e dialettica tra soluzioni e proposte. La comunicazione a più ampio raggio non solo divulga tutte le informazioni tecniche (spesso complicate da apprendere) in modo semplice, ma diventa parte portante di un confronto che lega tanti operatori di diversi settori e di diversi ambienti in un’unica grande squadra. 

Molti team si sono avvicendati sul campo. I primi, ai quali vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento, sono gli operatori ed i tecnici che hanno lavorato durante la giornata del Workshop in campo, il 4 ottobre. La Villa di Massenzio ha dimostrato di essere preparata a sostenere un afflusso tale di partecipanti e di pubblico (più di 600 persone), anche grazie alla aziende che hanno alimentato l’interesse del pubblico, la giornata si è svolta con ogni evento retrospettivo oggi alla portata di un’indagine tecnologica specifica su bene culturale, avviabile su un complesso archeologico, che di per sè rasenta gli elementi e i campi di una scheda territoriale per ampiezza e densità di manufatti. Operative con criteri di rapidità eccezionali sono state tecnologie come Laser Scanner, Total Station, droni, Image processing, Realtà Virtuale, 3D Model, Mobile Mapping, GNSS, indagine magnetometrica, prospezione tomografica elettrica tridimensionale ed analisi dinamico-vibrazionale. 

In questo caso, mettere a confronto la vecchia tecnica con la nuova, è servito non solo alla messa a punto, allo sviluppo di una tecnica più evoluta, che utilizzi i concetti più moderni ed elaborati, senza mettere da parte i capisaldi di sempre, o alla sua pubblicità, ma anche ad interagire con l’interesse turistico per il monumento, poiché né invasiva, né d’impatto traumatico ha in sé una discreta dose di spettacolarità e di prevenzione mentre lavora. Spesso gli errori possono venire non solo da una mancata comunicazione o inefficacia del mezzo, ma da una scarsa considerazione delle tecniche utilizzate in precedenza e della loro portata di utilità. Un esempio è quello dell’analisi vibrazionale, che in Italia non si usa più: in Giappone è una tecnica ancora utilizzata e molto diffusa; conosciamo bene lo stato tecnologico avanzato del Giappone e quanto siano esperti nella previsione e nella gestione di un disastro come quello di un rivolgimento tellurico.


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