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Martedì, 20 Settembre 2016 16:40

Big Data, patrimonio culturale e turismo: nulla è più lo stesso

Stefano Monti

In che modo le informazioni influenzeranno il turismo dei prossimi anni? ICT e Turismo sono un tema enorme, e riguarda molteplici domini dell’esperienza turistica, che spaziano dalla cosiddetta Consumer Intelligence all’ eLearning, passando per il Management dei Dati, la creazione di siti web legati al turismo, i nuovi format comunicativi (vlog), il Marketing di prossimità e, più in generale, la gestione delle infrastrutture materiali ed immateriali relative sia all’esperienza turistica in senso stretto, che alla gestione del territorio (GIS) che a quella della mobilità.

Con riferimento a quest’ultimo campo, si pensi, a esempio, ai cambiamenti che la commercializzazione di veicoli auto-guidati potrebbe apportare all’esperienza turistica, al livello di attrattività turistica che potrebbero raggiungere le prime località ad adottare un tale tipo di mobilità (e, per il nostro Paese, all’ampliarsi del divario nord-sud in termini di dotazioni strutturali).

Al Forum TECHNOLOGYforALL 2016 dedicheremo una sessione a questi temi con autorevoli interventi di esperti.

Tra tutte le applicazioni possibili, tuttavia, tra i temi più interessanti sono quelli che trasformano, letteralmente, il mondo in una fonte inesauribile di informazioni. È noto, ormai, che le moderne tecnologie e l’utilizzo massivo di smartphone e tablet concorrono a generare un enorme flusso di dati soft, la cui raccolta, analisi e interpretazione permette di avere insight in tempo reale sul comportamento, le preferenze e le opinioni dei consumatori. Altrettanto note sono le tecnologie che permettono di ricavare ugualmente massicce dosi di informazioni dal territorio, dallo stato di salute dell’ambiente costruito alle interazioni tra ambiente ed essere umano.

In che modo queste informazioni cambieranno il nostro modo di viaggiare? Quali implicazioni avranno sulla selezione delle nostre mete, sulla scelta dei servizi da acquistare, sui luoghi da visitare? In che modo cambieranno le nostre interazioni con i luoghi di interesse culturale?

Senza ombra di dubbio molti cambiamenti sono già visibili, uno dei quali è rappresentato dallo slittamento di alcune azioni (pianificazione, selezione dei servizi, individuazione delle mete all’interno di un territorio) dalla fase di pre-viaggio alla fase di viaggio, così come l’anticipazione alla fase di viaggio di altri elementi tipici della fase di rientro (storytelling e condivisione).

Questi cambiamenti di tipo strutturale, devono portare ad una altrettanto rapida modifica delle modalità attraverso le quali le destinazioni, soprattutto quelle a carattere culturale, raccontano se stesse prima, durante e dopo la fase di visita.

Se le decisioni assunte nella fase di pre-viaggio si limitano alla scelta della destinazione e alla struttura ricettiva, tutto il comportamento di viaggio può divenire potenzialmente il risultato di un’interazione tra i turisti e la destinazione stessa.

Questo apre nuovi scenari strategici e di riposizionamento commerciale, soprattutto per le località minori, come la realizzazione di servizi personalizzati sulla base degli interessi mostrati dai viaggiatori come desumibili dalle analisi semantiche del loro traffico Internet, ottenibili attraverso la fruizione di reti wi-fi cittadine gratuite e open.

La realizzazione di un set d’offerta turistica personalizzato, non solo nella selezione dei punti di attrazione, ma anche nelle modalità di fruizione dei luoghi della cultura potrebbe costituire sicuramente un vantaggio competitivo. Si pensi, a esempio, a come la narrazione di un luogo come le Terme di Caracalla può variare tra un visitatore appassionato di Cultura Romana, un appassionato di musica o un bambino. O ancora come un museo possa sfruttare il web semantico per proporre ai propri visitatori itinerari di vista personalizzati sulla base delle ricerche realizzate in termini di correnti artistiche da parte del singolo visitatore, e come questi itinerari possano essere corredati di un excursus musicale coerente con le opere esposte.

Ma questo non riguarda soltanto le strutture museali, ma anche le imprese culturali e creative, soprattutto attive nel comparto moda e artigianato, che potrebbero trovare un nuovo modo di dialogare con i flussi in incoming con una maggiore inclinazione di spesa come Singapore, Hong Kong e Cina, che oggi seguono itinerari standardizzati, ma non è detto che questo rimanga così.

https://vimeo.com/90890636

Tutto questo è realtà. Oggi.

Non si parla di futuri possibili, ma di opportunità concrete per il riposizionamento di quelle strutture e di quelle destinazioni che non rientrano negli itinerari turistici tradizionali. Si parla di azioni programmatiche (e non) che potrebbero fornire una risposta efficace al divario tra la crescita di flussi in entrata e i livelli di spesa turistica in Italia.

(Stefano Monti - Monti & Taft)

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PROGRAMMA SESSIONE "BIG DATA, PATRIMONIO CULTURALE E TURISMO"
6 ottobre 2016 - 10:15 - 11:45 - Auditorium Biblioteca Nazionale Centrale

Moderatore: Stefano Monti (Monti & Taft)

Niente è più lo stesso: Big Data e Turismo, Antonio Preiti, Sociometrica
La rivoluzione digitale ha cambiato il “business model” del turismo: forze “invisibili” agiscono attraverso algoritmi di cui l’utente ignora o l’esistenza o il meccanismo attraverso cui influiscono sulle preferenze dei consumatori e sui costi dei prodotti venduti. Un’analisi dei cambiamenti.

Raccontare il territorio. L'importanza del destination storytelling, Roberta Milano, Università Cattolica di Milano

Può un algoritmo aiutare i Musei (e le destinazioni) a prendere decisioni migliori?, Mirko Lalli, Travel Appeal
Ogni giorno milioni di viaggiatori scelgono una destinazione o decidono di visitare un museo in base a informazioni, commenti, recensioni che altri viaggiatori lasciano negli spazi digitali. D’altra parte la suggestione di un luogo spesso non si trasforma in visita reale proprio perché l’esperienza di questi viaggiatori dovrebbe proseguire e concretizzarsi attraverso la dimensione digitale che spesso è quella più carente nell’ecosistema turistico-culturale italiano.

Può la tecnologia, attraverso i Big Data, l’ Intelligenza Artificiale, gli Algoritmi, aiutare a comprendere le dinamiche dei nuovi viaggiatori e a prendere decisioni migliori? Da dove iniziare?
Case History: la percezione dei Musei Italiani da parte dei viaggiatori digitali"

Uso delle tecnologie di riconoscimento visuale in applicazioni per il turismo-culturale, Massimo Zallocco, Inera
L’acquisizione di tecnologie di riconoscimento visuale attraverso la consociata VisualEngines ha permesso di realizzare applicazioni innovative che consentono ai turisti e ai visitatori di strutture museali di utilizzare il proprio smartphone riconoscere le opere d’arte e ascoltarne la descrizione o godere di informazioni multimediali di approfondimento. Il meccanismo è molto semplice: la fotocamera inquadra l’opera, la riconosce e fa partire l’audio guida corrispondente. Quindi l’immagine dell’opera diventa il suo identificatore superando i sistemi di codici numerici, qr-code, beacon fino ad ora utilizzate. Inera offre ai musei una soluzione low-cost, MMG (Mobile Museum Guide), attraverso la quale il singolo museo può disporre di una app (iOS, Android) esclusiva e un sistema di gestione dei contenuti sotto il controllo diretto dei curatori e dei responsabili delle strutture. Utilizzando lo stesso approccio Inera ha pubblicato la app “CityTreasures” per partecipazione a cacce al tesoro dove la fotocamera dello smartphone è lo strumento per scoprire i segreti delle nostre città e dei luoghi della cultura. Il paradigma del gioco proposto da “CityTreasures" si integra con la soluzione MMG consentendo di proporre una caccia al tesoro all’interno di un museo e di sfruttare il gioco per far conoscere le opere custodite.

Patrimonio, Cultura e Turismo. Le nuove frontiere della conoscenza, Alfonso Casalini, Tafter Journal
Le relazioni tra cultura, turismo e sviluppo economico sono molteplici. Bisogna saperle individuare e bisogna decidere (secondo una visione di medio periodo) secondo quali direttrici costruire un trend di sviluppo economico e sociale. I big-data possono essere uno strumento utilissimo in questo senso.

Sentiment analysis per la Reggia di Caserta, Donatella Sforzini, CINECA
La Reggia di Caserta è oggettivamente “bella”. Questo è quanto emerge dall’analisi del mood dei visitatori del complesso culturale nei primi 7 mesi dell’anno. Le parole che più vengono utilizzate sono: meravigliosa, stupenda, cartolina mozzafiato…fino a quando la bellezza della struttura non viene temporaneamente coperta da fatti di cronaca (come nel caso dell’attacco dei sindacati nei confronti del direttore avvenuto in marzo o lo scandalo affittopoli emerso ad aprile) o giudizi su singoli aspetti (ad esempio la manutenzione del parco, la pulizia di alcune aree, i costi dei pasti). Ottima la gestione del canale Facebook, in netto miglioramento quella di Twitter, nell’ultimo periodo il sentiment complessivo si attesta su valori prossimi all’80% (dati confermati dalle recensioni Tripadvisor).

 

La partecipazione al Forum è gratuita previa iscrizione!

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