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La scoperta dell’anfiteatro romano di Volterra: scavo, rilievo 3D e indagini geofisiche

I risultati delle indagini geofisiche presso lo scavo dell'Anfiteatro di Volterrà saranno presentati al Forum TECHNOLOGYforALL il 6 Ottobre durante la sessione "L'immagine digitale del Patrimonio Culturale", Auditorium della Biblioteca Nazionale, ore 09:00 - 10:15.

Tra i molti ritrovamenti volterrani il più eclatante ha iniziato a prender forma nel mese di luglio 2015 in una vallecola nei pressi nella necropoli del Portone, non lungi dal sito del teatro di Vallebuona. All’apparenza l’opera pubblica che è stata all’origine di questa scoperta non si distingueva in alcun modo dalle molte altre che nel corso del 2014/2015 hanno interessato il territorio in opere di ripristino e consolidamento a seguito dei dissesti causati dagli eccezionali eventi metereologici che hanno interessato la città di Volterra ed i suoi dintorni a partire dal gennaio 2014.
A seguito pertanto delle prime clamorose scoperte, con il supporto anche dei risultati delle indagini geoelettriche, che hanno confermato l’esistenza di un bacino archeologico imponente interrato a notevole profondità, la Soprintendenza si è immediatamente attivata per progettare l’inizio delle indagini sul sito del supposto anfiteatro. Il 29 settembre 2015 è stato quindi iniziato un saggio di scavo. Quello che abbiamo riportato alla luce è uno spaccato di un settore dell’anfiteatro. La struttura risultava coperta essenzialmente da una spessa coltre di terra e sabbia che aveva preservato piuttosto bene le strutture.
Contemporaneamente sono partire le attività di rilievo dello scavo da parte della Università di Genova, che ha avuto come obbiettivo quello di documentare ed elaborare le informazioni geometriche ottenute tramite l’impiego di diversi sistemi topografici. In particolare lo scopo della collaborazione di ricerca tra Università di Genova e Soprintendenza è stato focalizzato sulla applicazione di differenti metodologie di rilievo speditivo all’interno dello scavo archeologico, avendo come obbiettivo quello di acquisire il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile, senza bloccare e/o intralciare le fasi di scavo dell’equipe di archeologi. A tal fine la ricerca ha visto l’impiego di differenti procedure di rilievo capaci di produrre dati che potevano dialogare ed interagire tra di loro, popolando in questo modo una banca dati tipica del rilievo integrato. Sistemi capaci di produrre dati sia sotto forma di nuvole di punti tridimensionali, sia modelli triangolari particolarmente dettagliati e con la possibilità di impiego del colore come mezzo per comunicare e rappresentare lo stato materico del bene analizzato.
Le indagini geofisiche eseguite a fine scavo, tra Novembre 2015 e Marzo 2016, da SOING strutture e ambiente in qualità di partner di progetto della Soprintendenza Archeologia della Toscana, hanno cercato di rispondere alle domande emerse dopo la prima fase di scavo conclusa a Ottobre 2015. In particolare la ricerca del dimensionamento della pianta ellittica, la valutazione delle profondità e la valutazione dello stato di conservazione delle strutture dell’anfiteatro di Volterra.
Le risposte raggiunte grazie alla tomografia elettrica 3D (ERT) integrata alla indagine elettromagnetica (FDEM) e alla indagine georadar (GPR) hanno permesso di pianificare la seconda fase di scavo realizzata ad Aprile 2016 e sarà di supporto agli scavi futuro a cui si spera di arrivare, ottimizzando in questo modo tempi e costi per l’esecuzione dei lavori.

(Fonte: SOING Strutture e Ambiente)


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