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Venerdì, 02 Settembre 2016 01:18

Mappe, open data e applicazioni: le esperienze di cartografi attivisti e sviluppatori per ricostruire la conoscenza del territorio a partire dalla solidarietà

Domenico Santarsiero e Raffaella Sirena
Attività OpenStreetMap su Amatrice Attività OpenStreetMap su Amatrice

Lo scorso 24 agosto il Centro Italia è stato colpito da un violento terremoto, con epicentro nell’area appenninica compresa tra i monti della Laga e i Monti Sibillini, che ha distrutto gravemente i comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Un evento drammatico che richiama alla memoria altri episodi catastrofici e l’emergenzialità ad essi collegata. Parlare di emergenze su scala territoriale vuol dire innanzitutto sapere dove e soprattutto sapere cosa fare e come intervenire. Per chi questa tragedia la vive da vicino significa poter reperire informazioni veloci e precise senza il rischio di perdersi nella confusione e nel mancato coordinamento che a volte la rete produce.

IMG 2737La ricostruzione veloce del modello 3D di amatrice estratta dai dati messi a disposizione da Bing.Partendo da questa necessità si sono mossi tanti cartografi, esperti GIS e informatici a vari livelli che hanno dato il proprio contributo volontario per aiutare le comunità toccate dal sisma. Oltre all’intervento dei soggetti istituzionali – i primi a scendere in campo sono stati i membri del team Copernicus, il servizio dell’Unione europea nato con lo scopo di eseguire un monitoraggio ambientale e atmosferico per facilitare le strategie di intervento – e dei tanti provider di dati satellitari – European Space Imaging, Planetek Italia e la spagnola Deimos Imaging hanno pubblicato le immagini SAT ad alta risoluzione delle zone colpite – si sono messi all’opera numerosi membri della comunità di OpenStreetMap Italia e diversi attivisti riuniti intorno al gruppo non profit Terremoto Centro Italia per realizzare cartografie aggiornate degli eventi e delle infrastrutture viarie.

Matteo Tempestini e Matteo Fortini, ideatori di questo progetto, assicurano di non volersi in alcun modo sostituire alle fonti istituzionali di informazione, perché “lo scopo è quello di aggregare e non disperdere contenuti utili a tutti provenienti da fonti di varia natura, ufficiali e non, e al fine creare valore in un momento di crisi per il paese”.

Nel caso di Amatrice e di altre località la disponibilità di dati geo-spaziali non è del tutto scontata. Perlomeno non lo è stata nelle ore immediatamente successive al sisma, che al momento in cui scriviamo ha lasciato sul campo 293 vittime, secondo quanto registrato provvisoriamente dalla Protezione Civile. Ma non solo mappe e applicazioni contribuiscono alla conoscenza, dal momento che le informazioni devono necessariamente essere interconnesse con immagini di dettaglio a garanzia della realtà e oggettività. A questo proposito un supporto utile è rappresentato dai rilievi da drone. I SAPR sono strumenti pratici e immediati da impiegare per una mappatura veloce delle case crollate, non già nelle aree urbane che bene o male sono lì, visibili nella loro immensa tragedia, piuttosto dove la documentazione non esiste, è obsoleta o errata. Inoltre, sempre attraverso l’aggregatore Terremoto Centro Italia e l’app Flickr, è possibile per chiunque condividere foto e video utili per la documentazione.

Restando in tema di collaborazioni virtuose meritano un riconoscimento speciale i circa sessanta utenti di OpenStreetMap che stanno lavorando in maniera preziosa per mappare i danni a seconda della gravità e per orientare gli interventi e le operazioni di soccorso. “I poligoni degli edifici sono stati colorati diversamente a seconda del loro stato – afferma Roberto Angeletti, uno dei volontari OSM – distinguendo se "danneggiati", "gravemente danneggiati", "collassati" e così via. Insieme agli altri utenti OSM, alcuni noti solo con un nick name, a Maurizio Napolitano della Fondazione Bruno Kessler di Trento, Simone Cortesi di OSM Italia, Alessandro Sarretta, Martin Koppenhoefer, Luca Delucchi, Alessandro Palmas, Massimo Zotti, Stefano Salvador e Ben Discoe di VTerrain.org (un volontario che addirittura collabora dalle isole Hawaii) ci siamo attivati immediatamente mappando tutti gli edifici di Amatrice, Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Accumoli, Montereale, Campotosto e Norcia basandoci sulle foto gratuite di Bing e inserendo un tag earthquake nei dati degli shape file tematizzati da Copernicus. Con Antonello Buccella e altri avevamo già collaborato alla mappatura della città del L’Aquila dopo il terremoto del 2009.Amatrice editLa fase di creazione della pianta dei manufatti di Amatrice.

Infatti il progetto M'appare l'Aquila nasceva dall’iniziativa Ricostruiamo L'Aquila in 3D dell’architetto inglese Barnaby Gunning, che abitava nella città abruzzese e che aveva coinvolto Google per realizzare sulla piattaforma Google Earth il modello virtuale degli edifici distrutti. Insieme a un gruppo di volontari iniziammo a creare i modelli 3D degli edifici, giungendo dopo un paio di anni a coprire gran parte della città. Nel frattempo le facciate erano state coperte dai ponteggi e la difficoltà di scattare le foto necessarie al rendering fotografico cominciò a farsi sentire con la conseguenza che il modello rimase incompleto. A quel punto ci siamo chiesti come andare oltre alla denuncia e siamo passati ad una fase più dinamica e informativa, che documentasse in maniera progressiva l’evoluzione della ricostruzione e da questo l’idea di utilizzare OpenStreetMap. Tutti noi collaboratori crediamo che la conoscenza del territorio inizi con una buona mappa che è il punto di partenza vero sia per la pianificazione che per la prevenzione”. In ambito di condivisione che richiama la cultura del dono (la cosiddetta “gift culture” di cui hanno parlato alcuni antropologi) sono molto valide le app per i dispositivi smartphone che mostrano i dati sui terremoti in Italia e nel resto del mondo. È disponibile gratuitamente ed è compatibile con i sistemi Android e iOS l’applicazione ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che mostra i dati relativi ai terremoti più recenti che avvengono sul territorio italiano e, limitatamente agli eventi più forti, nel resto del mondo. In questi giorni sono state molto scaricate anche altre app free come Terremoti Italia, Rilevatore terremoto, Terremoti ed alert che gli sviluppatori si sono preoccupati di aggiornare per migliorarne l’efficacia in un momento critico come quello attuale.

 EMSR177 AEM 1472324659 r05 v1Quadro d’insieme delle aree del sisma.

 

 

 

 

Non c’è che dire, il mondo del web è attivo e collaborativo, e lo è ancora di più il mondo dei cosiddetti Humanitarian Geographic Volunters o HGV, che all’incirca dal terremoto di Haiti e dalla nascita di OSM, si adopera, quando ne ha l’occasione, per la condivisione della conoscenza geografica, delle mappe e di quanto nel dominio dei dati geospaziali può rendersi utile, condivendolo e mettendolo a disposizione delle comunità dei volontari, dei cittadini e delle istituzioni. L’unico sentire negativo rimane la constatazione che nonostante i fiumi di denaro pubblico riversato nello sviluppo delle mappe di zonizzazione sismica, cosi come il denaro investito in decenni di attività per dotare il paese dei sistemi di early warning, o dei tanto decantatai Sistemi Informativi Territoriali, avere le mappe aggiornate e un livello di condivisione delle informazioni geografiche già abbondantemente pagate con i soldi pubblici, rimane ad oggi un miraggio, un sogno, una zona d’ombra tra le altre a cui siamo abituati nel nostro bel paese.

 

LAquila Piazza Duomo in Google EarthRicostruzione 3D dell’Aquila.

 

Di seguito l'immagine satellitare di Amatrice gentilmente concessa da Deimos Imaging (clicca per ingrandire o scaricare)

 

 


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