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Reti tecnologiche: da ENEA il software per prevedere i rischi da eventi naturali

Lo scorso giugno l'ENEA ha ricevuto il Premio Innovazione "Smau-R2B" (Research to Business) 2016 con il progetto CIPCast, il software "sentinella" che consente di prevedere e gestire i rischi da eventi naturali particolarmente intensi su infrastrutture di reti per energia, acqua e telecomunicazioni.

CIPCast è stato sviluppato dal Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche dell’ENEA ed è in fase di test presso la control room di ACEA Distribuzione e presso la Protezione Civile di Roma Capitale.

L’aspetto più innovativo di questo software è la possibilità di integrare previsioni meteo con dati georeferenziati, sull’assetto idrogeologico e sulla frequenza di eventi naturali, per elaborare mappe di previsione dell’impatto di fenomeni particolarmente intensi (nubifragi, alluvioni e frane) su infrastrutture e servizi. CIPCast è in grado di fornire previsioni realistiche sullo sviluppo dello scenario di crisi, il ripristino degli elementi danneggiati e gli interventi per ridurre l’impatto sui servizi e sul sistema sociale ed economico (cittadini, sistema delle imprese, servizi pubblici). Il software è anche in grado di simulare le ricadute sulle infrastrutture di eventi estremi come terremoti e nubifragi, valutarne l’impatto e predisporre di conseguenza i relativi piani di emergenza.

“CIPCast è uno strumento flessibile, in grado quindi di elaborare sia scenari reali con dati da sensori e previsioni meteo, sia scenari da eventi naturali simulati per pianificare le opportune azioni in caso di massima allerta - spiega Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche dell’ENEA -. ENEA insieme ad importanti partner internazionali sta cercando di costruire Centri di Competenza Nazionali, da federare a livello europeo, in grado di
supportare operatori delle infrastrutture, Enti Locali e Protezione Civile con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle calamità naturali e contribuire a migliorare la resilienza dei sistemi tecnologici a livello locale e nazionale”.

“Una volta acquisiti i dati da sensori e previsioni meteo – spiega Vittorio Rosato – l’applicazione elabora gli scenari di rischio, identifica gli elementi delle infrastrutture in pericolo, stima l’impatto sui servizi e quantifica gli effetti che la loro eventuale interruzione potrebbe produrre su cittadini e sistema produttivo. Avere a disposizione queste informazioni– prosegue Rosato –consente non solo all’azienda di energia elettrica, ma anche a chi amministra la città e si occupa della sua sicurezza di gestire situazioni di crisi e predisporre strumenti efficaci per interventi rapidi”.

Tra il 2010 e i primi mesi del 2015 in Italia sono stati 43 i giorni di blackout elettrici a causa del maltempo. A Roma tra il 2013 ed il 2014 si sono verificati ben 5 casi di allagamenti in vaste aree del territorio comunale, tutti episodi legati alle forti piogge concentrate nell’arco di pochissime ore. Sempre a Roma, in poco più di 5 anni di monitoraggio (da ottobre 2010 a tutto il 2015), sono stati 15 gli eventi estremi registrati sulla mappa del rischio climatico e 24 i giorni di stop a metropolitane e treni urbani a causa delle piogge intense. (Dati dal dossier di Legambiente "Le città italiane alla sfida del clima", elaborato in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.)

Il software CIPCast è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo “Critical Infrastructures Preparedness and Resilience Research Network” (CIPRNet) e poi sviluppato ulteriormente per il progetto RoMA (Resilience enhancement of Metropolitan Areas), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per le “Smart Cities” denominato.

(Fonte: ENEA)


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