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Lunedì, 16 Maggio 2016 19:12

Report dal Roma Drone, il salone aeronautico sul mondo degli APR

Domenico Santarsiero
Roma Drone, il salone aeronautico sul mondo degli APR, è giunto alla sua terza edizione ed è più maturo, sempre più ricco di eventi, dibattiti ed espositori, tradizionali e non. Per noi ha partecipato all'evento Domenico Santarsiero, presidente dell'Associazione GeoFly e fondatore di GEOmedia. 

Al Roma Drone ci sono ancora IDS, l’esercito con i suoi sistemi Bramor della ungherese C-Astral ma targati dalla romana Eurolink, i sistemi in dotazione alla Croce Rossa, il militarissimo Predator – ormai impiegato in tutto il mondo – ma anche uno stand che vende droni entry level invece che costosi e a volte inutili sistemi assemblati con frame, motori e altre parti di ignota provenienza. La kermesse, ancora in corso durante la stesura di questo breve report, ospita diversi attori di primo e secondo piano, numerose comparse ma soprattutto presenta realtà orientate ad ambiti e target diversissimi. Al suo terzo anno di attività, Roma Drone si caratterizza infatti per essere un vero mix di tematiche che mette insieme il mondo professionale e il mondo ludico o generalista sui sistemi UAV.

I temi preminenti sono sempre allo stato dell’arte, tanto che la solita domanda, “Dove va l’Italia dei droni ?”, rimane senza una risposta degna di attenzione. Anche perché, fino a quando le questioni normative saranno di competenza di politici decotti e i grandi enti come ENAC spingeranno per gli interessi corporativi estremi piuttosto che per l’apertura del mercato, difficilmente la situazione potrà migliorare. Emblematica, in tal senso, è la benedizione durante la Santa Messa di Pentecoste in programma l’ultimo giorno dell’evento: in un tale contesto, non si vede davvero come l’innovazione e l’internazionalizzazione dei creativi italiani possa trovare terreno agevole.

Nonostante il quadro generale non sia dei migliori, il comparto dei droni sta avanzando, seppure verso il mondo delle applicazioni piuttosto che quello dei prodotti hardware di livello, con aziende capaci di combattere sui mercati internazionali. Infatti rispetto allo scorso anno sono diminuite fortemente le aziende produttrici che potevano fare la differenza e qualche fuoriuscita, come quella di Aermatica, che ha portato i libri in tribunale lo scorso aprile, fa capire l’aria che tira. In lizza, con grandi stand orientati a raccogliere un ampio pubblico, sono rimaste l’emiliana Italdron e la romana FlyTop, due aziende con taglio commerciale, soluzioni per segmenti applicativi e prospettive di crescita diversissime. FlyTop sembra aver cambiato direzione da un po’ di tempo a questa parte, visto che nel proprio stand ha organizzato uno spazio permanente per l’informazione professionale sui temi centrali come la fotogrammetria, la termografia, l’agricoltura di precisione e l’archeologia. L’azienda romana presenta inoltre una novità importante come il sistema FlyFast ad ala fissa, che per tipologia di soluzione insegue la blasonata eBee della svizzera SenseFly.

Italdron invece è reduce da uno dei più importanti lavori nell’ambito dei rilievi di infrastrutture come la Diga di Ridracoli, dove sono state messe a confronto le potenzialità dei sistemi UAV, sia per il rilievo che per le ispezioni, comparando risultati e modelli 3D per le analisi strutturali attraverso tecnologie di fascia alta come stazioni totali e circa 9 stazioni di misura laser scanner, ottenendo un modello complessivo di poco inferiore ai 200 milioni di punti. Ma la novità assoluta per Italdron è il sistema MESH 250 HSE, che risponde all’esigenza normativa di volo in aree critiche senza autorizzazioni e senza patentino, ovvero inviando semplicemente ad ENAC una comunicazione che associa il possessore del drone con il sistema impiegato; regole queste che dovranno essere confermate a breve da ENAC che, come di consueto, va al rallentatore come poche altre istituzioni italiane.

Tralasciando le sterili polemiche su ENAC, le altre novità del salone romano dei droni affrontano il problema dei pesi. La questione dei cosiddetti 250 grammi è sentita da molti operatori e tra questi era presente anche Microgeo, azienda leader nella fornitura di sistemi geomatici e di fotogrammetria operativa, che insieme ai sistemi tradizionali presentava appunto il modello BeeCopter 250, che risponde alle esigenze normative della inoffensività mantenendo però un sistema in grado di far assumere alla camera le due posizioni classiche per le riprese, nadirali e frontali.

Tra gli operatori più conosciuti abbiamo notato diverse assenze, come quella di Menci Software con i suoi sistemi senseFly, scelta probabilmente dipesa dalla natura della kermesse romana, poco orientata alle applicazioni professionali del settore specifico di riferimento. Una menzione merita invece Topoprogram, presente per la prima volta tra gli stand degli espositori.

Ma la parte da leone quest’anno è stata demandata all’esteso mondo di DJI, che con l’occasione ha presenziato l’evento con la responsabile comunicazione per l’Italia, Liliana Laperchi, vista anche l’occasione del 1° Raduno Nazionale dei Phantomisti organizzato da Roma Drone insieme a DJI e HobbyHobby di Roma, partner tecnologico di DJI per l’Italia.

A Roma Drone non potevano mancare gli operatori del settore che fanno informazione professionale sin dalla prima edizione della mostra, come DronEzine e Quadricottero News, e altre testate di riferimento.

Tra gli stand degni di nota citiamo poi la proposta di Archon, che presentava un sistema per la gestione di droni autonomi, ovvero un sistema in grado di gestire automaticamente le missioni e la ricarica di piccoli quadricotteri. Ad Archon, una startup emiliana che ha già messo radici in California, auguriamo tutta la fortuna di cui hanno bisogno le nuove realtà italiane, che spesso, grazie al modello “italiota” vengono fatte fallire piuttosto che aiutate, soprattutto a causa dei cattivi servigi delle istituzioni nostrane come le fonti Regionali di Finanziamenti o i diversi enti centrali i cui dirigenti sicuramente lavorano per aiutare i giovani !!!!!!!!!

(Fonte: Geo-fly)


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