NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo 


itzh-CNenfrdeptrues
Università Siena Geotecnologie
3D Target
Martedì, 22 Marzo 2016 16:50

Elaborata una nuova mappa gravitazionale di Marte

Redazione GEOmedia
Realizzata attraverso la sinergia di tre orbiter della NASA, si tratta della più dettagliata mappa gravitazionale di Marte realizzata fino ad oggi, che ci permette di analizzare meglio la parte interna del pianeta rosso e non solo.  Grazie a questa nuova mappa, gli scienziati, stanno fornendo delle risposte sul come si sia formato il confine che divide la pianura del Nord dagli altipiani meridionali. Inoltre, il team ha confermato, che Marte ha un nucleo che sulla parte esterna è costituito da liquido di roccia fusa.
VidaLaser
Aeronike

 
Questa conferma, è venuta attraverso l'analisi delle maree nella crosta e nel mantello di Marte, e sono causate, dall'attrazione gravitazionale del sole e delle due lune del pianeta. Infine, osservando come la gravità di Marte è cambiata nel corso di 11 anni (periodo di un intero ciclo di attività solare), il team è riuscito ad analizzare la massiccia quantità di biossido di carbonio che si genera durante le stagioni invernali relativamente al Polo Nord e al Polo Sud. Questa calotta polare è molto massiccia ed oltrepassa l'atmosfera del pianeta rosso, considerando però, che l'atmosfera di Marte è un centesimo di quella terrestre.
 
Per ottenere questi risultati ci sono voluti sedici anni di dati raccolti dai 3 orbiter: MRO(Mars Reconnaissance Orbiter), Mars Odyssey(ODY) e lo MGS(Mars Global Surveyor), analizzati dal Deep Space Network del JPL (Jet Propulsion Laboratory). La NASA non è entrata nei dettagli specifici ma, sostanzialmente, ha sincronizzato due tecniche: l'intervallo di puntamento dei pacchetti di dati raccolti e l'effetto doppler. Per avere maggiori chiarimenti si possono consultare i siti corrispettivi:  Nasa Network Deep Space, MRO, ODY e MGS  . Marte è un pianeta grumoso e la sua forza di gravità varia a seconda dell'altezza della crosta superficiale. Ad esempio in prossimità del Monte Olympus, la sua forza di attrazione sarà maggiore mentre in uno dei suoi grandi canyon, l'attrazione sarà minore.
 
Queste lievi differenze di attrazione gravitazionale di Marte, influiscono sulla traiettoria ellittica degli orbiter, alterando il segnale inviato dalla sonda al Deep Space Network. Queste piccole interferenze nei dati orbitali sono state protagoniste nella analisi totale, che ha permesso di costruire una mappa del campo gravitazionale di Marte. Tuttavia, i cambiamenti orbitali dovuti alla gravità irregolare sono talmente piccoli che le altre forze che hanno perturbato il movimento degli orbiter, sono state attentamente tenute in conto. Un esempio pratico è la forza della luce solare sui pannelli solari degli orbiter che li ha spinti vicino allo strato superficiale della atmosfera sottile del pianeta rosso (l'1% di quella terrestre). Ci sono voluti due anni di analisi attraverso modelli elaborati al computer per rimuovere il movimento non causato dalla forza di gravità.
 
Ci sono due aspetti teorici fondamentali elaborati attraverso questa mappa: il primo è che l’anomalia della gravità è decisamente più grande di quello che si aspettava e segue le variazioni dell’andamento altimetrico; il secondo aspetto teorico che è saltato subito alla mente degli scienziati è una spiegazione alternativa alle forti variazioni di gravità spiegandola come un'anomalia generata dalla conseguenza di una flessione o piegatura della litosfera piuttosto forte avvenuta a causa della formazione della regione Tharsis. La regione di Tharsis su Marte è una enorme zona montuosa di origine vulcanica situata presso l'equatore del pianeta, al confine occidentale della Valles Marineris. In sincronia dell'innalzamento dei vulcani Tharsis si registra una flessione della litosfera.
 
Le variazioni di gravità marziana nel corso del tempo, sono state precedentemente misurate utilizzando gli orbiter MGS e ODY, sempre attraverso il monitoraggio delle calotte polari. Per la prima volta, invece, il team ha utilizzato anche i dati di MRO per continuare a monitorare la loro massa. La sinergia di questi 3 orbiter ha portato veramente al successo. 
 
Per vedere le immagini in alta qualità clicca qui. Per il video divulgato su youtube clicca qui.
 
Ulteriori informazioni sono disponibili cliccando sulla fonte.
 
 
Fonte: (NASA)
 
 
 

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/ka983

 


Leica 3D Conference Roma
Trimble Italia
Trimble Italia

ESA - Immagine della settimana

GIS g3w suite Qgis

Naviga per temi

3D aerofotogrammetria agricoltura ambiente app apr arcgis archeologia asi autocad autodesk barriera corallina beni culturali Bentley big data BIM CAD cantiere cartografia catasto catasto europeo clima cnr codevintec copernicus cosmo skymed coste cratere dati dati geografici deserto digital geography dissesto idrogeologico droni duna eGEOS emergenze energia esa esri esri italia eventi falsi colori faro flyr formazione fotogrammetria galileo geofisica geolocalizzazione geologia geomatica geomax geomedia geoportale geospatial ghiacciaio ghiaccio GIS GNSS gps Harris hexagon ict in cantiere infrastrutture ingv inquinamento INSPIRE interferometria INTERGEO internet of things isola ISPRA lago laser scanner leica lidar mappe mare metadati meteorologia misurazione mobile mapping mobilita modellazione 3d monitoraggio multispettrale nuvole nuvole di punti oceanografia open data open geo data open source openstreetmap ortofoto osservazione dell'universo osservazione della terra pianificazione planetek posizionamento satellitare progettazione protezione civile realta aumentata realtà virtuale remote sensing reti tecnologiche rilievo rilievo 3d rischio rndt sar satelliti scansione 3D scienze della terra sensore sentinel servizi sicurezza SIFET sinergis SINFI smart city smart mobility smartphone social media spazio stazione totale storytelling technologyforall tecnologia telerilevamento termografia terra e spazio terremoti territorio top topcon topografia Toponomastica trasporti trimble true color uav UNESCO urbanistica uso del suolo utility vulcano webGIS
Geospatial World Forum 2019
GeoBusiness 2019
Geofly Spark
Geofly Spark

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato e registrati per ricevere la nostra newsletter!

Disclaimer

I contenuti redazionali di questo sito (articoli, editoriali, redazionali, video e podcast) sono soggetti ai seguenti Termini di utilizzo
Redazione MediaGEO soc. coop. Via Palestro, 95 00185 Roma. Testata telematica con reg. al Tribunale di Roma n° 231/2009 del 26-6-2009. 

Ultimi commenti

mediaGEO soc. coop.

Via Palestro, 95 - 00185 Roma

Tel. +39 06.64.87.12.09   

Fax +39 06.62.20.95.10

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

markerTrovaci su Google Maps

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo