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Martedì, 15 Dicembre 2015 15:18

325 miliardi di euro nei prossimi 5 anni: queste le previsioni per il mercato degli open data in Europa

Giovanni Biallo
Crescita del mercato europeo degli open data nei prossimi 5 anni Crescita del mercato europeo degli open data nei prossimi 5 anni
Con la pubblicazione della versione beta del portale europeo degli open data, la Capgemini ha pubblicato due studi commissionati dalla CE: Open Data Maturity in Europe 2015: Insights into the European state of play e Creating Value through Open Data: Study on the Impact of Re-use of Public Data Resources.
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Nel primo studio la Capgemini, propone due indicatori chiave per misurare la diffusione dell’open data nei paesi UE: Readiness e Maturity. L'indicatore Readiness misura la consistenza delle di politiche a favore dell’open data adottate dai singoli Paesi; il coordinamento a livello nazionale; l’adozione di Linee guida a supporto dell’open data; il recepimento della direttiva PSI 2.0. L’indicatore Maturity si basa sia sulla maturità delle politiche nazionali di promozione dell’Open Data che sulla qualità e quantità delle funzioni messe a disposizione dai portali nazionali. Nonostante ci siano ancora una serie di “barriere di natura politica, giuridica e tecnica” che frenino la piena valorizzazione dell’open data nei Paesi europei, l’incrocio dei due indicatori restituisce una situazione positiva dell’Europa nel suo complesso. Nel rating di Capgemini l’Italia si posiziona tra i prima dieci paesi UE, considerati “trend setters”, cioè i più avanzati sul piano dell’adozione delle politiche pubbliche e dotati di solidi portali open data nazionali.

Il secondo studio stima che le dimensioni del mercato europeo legato agli Open Data sarà pari a 325 miliardi di euro per il periodo 2016-2020. La previsione indica l'aumento delle transazioni sul mercato come uno dei fattori trainanti dell’economia generata dai dati aperti così come la creazione di posti di lavoro attraverso la fornitura di servizi e prodotti basati sugli Open Data, il risparmio sui costi e una maggiore efficienza derivante da una più profonda conoscenza condivisa. Ad esempio, sempre secondo l’indagine di Capgemini, l’impiego efficace degli Open Data potrebbe far risparmiare 629 milioni di ore di inutile attesa sulle strade dell'UE e contribuire a ridurre il consumo di energia del 16%. Nel 2020 i risparmi accumulati sui costi per le pubbliche amministrazioni europee che utilizzeranno gli Open Data dovrebbero raggiungere 1,7 miliardi di euro. Però, lo studio precisa che, per poter davvero sfruttare i vantaggi derivanti dai dati aperti e realizzare le previsioni nella loro ipotesi più ottimistica è necessaria l’adozione di politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso l’Open Data continuino, fino a raggiungere un più alto livello di maturità.

Fonte: www.dati.gov.it


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