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INTERGEO 2015: 545 aziende da 30 paesi, molte le aziende italiane presenti

La ventunesima edizione di Intergeo, che quest'anno si tiene a Stoccarda, entra nel vivo. Con ben 545 aziende espositrici a rappresentare 30 nazioni, il 30% di nuovi visitatori e una mostra commerciale disposta in tre padiglioni, l'edizione 2015 si avvia ad essere una delle più riuscite.

Ad un giorno e mezzo dall'inizio della fiera, l'organizzazione si dice soddisfatta e così le aziende partecipanti. Rispetto a ieri l'afflusso di pubblico è aumentato e il fatto che il compelsso fieristico si trovi ad appena 200 metri dall'aeroporto aiuta. Numerose anche le aziende italiane che hanno scelto Stoccarda per presentare le loro soluzioni. Tra queste Siteco, Menci Software, e-Geos, IDS, Sierra Soft, Stonex, Gexcel, Metrica. Ad attrarre gli adetti del settore la corposa presenza di aziende produttrici di APR, dei relativi sensori e dei software per l'analisi dei dati. Una flight test zone è stata organizzata giusto fuori l'area espositiva.

A margine della conferenza stampa delle ore 12.30, trapela ottimismo sulla salute del settore geospaziale e sul futuro dello stesso. La chiave di lettura dell'edizione 2015 di Intergeo è infatti il concetto di Geospatial 4.0, tema ricorrente durante questi primi due giorni di esibizione e conferenze. Quando si parla di Geospatial 4.0, si parla di evoluzione o rivoluzione? La cosa certa è che l'acquisizione di informazioni geospaziali è diventata ormai una pratica mainstream che coinvolge tutti, dalle aziende e le organizzazioni al pubblico.
Karl-Friedrich Thöne, presidente di DVW, ha posto l'accento sulla location dell'evento, perfetta per le esigenze dell'organizzazione. Il fatto che i numeri di Intergeo siano in crescita, dimostra la vitalità del settore geospaziale che, al giorno d'oggi, si muove sempre più verso l'interoperabilità e il coinvolgimento degli utenti nei processi acquisizione e sfruttamento dei dati. Intergeo segue questo trend e si pone come evento di riferimento orientato agli utenti finali e ai professionisti del settore. In una società in cui anche gli utenti finali diventano creatori di informazioni geografiche la necessità di formare professionisti in grado di analizzare questi dati e creare processi utili diventa fondamentale.
Manfred Weisensee, presidente della Società Tedesca di Cartografia, sottolinea l'importanza delle mappe per la comprensione della grande massa di geoinformazioni alla quale siamo soggetti. L'uomo, d'altra parte, ha bisogno di una componente visuale per intepretare i dati spaziali ed è così che, nel futuro breve, la mappa diventerà responsive e saprà lei stessa chi la sta guardando e da dove lo si sta facendo. L'influenza del geospatial 4.0 è evidente nel momento stesso che si considera l'utente come parte attiva del processo cartografico.
La conferenza stampa è stata l'occasione per dar voce alle impressioni dei principali player presenti in fiera: Ola Rollén, presidente e CEO di Hexagon, vede un futuro in cui un nuovo tipo di mappa si affaccerà allo scopo di soddisfare le esigenze del mercato delle autonomous cars. Riguardo il gruppo Hexagon, Rollén ha precisato che Leica Geosystems rappresenta ancor oggi il brand principale. Gli altri brand del gruppo (Geomax, Novatel e Hexagon Geospatial) puntano ad intercettare le esigenze di un pubblico diverso da quello dei topografi, in maniera più verticale.
Ron Bisio, general manager del settore geospaziale di Trimble, conferma il buon andamento del mercato. Trimble segue le più recenti tendenze e per questo, da semplice produttrice di hardware per la raccolta dei dati spaziali, sta oggi trasformandosi un'azienda in grado di interpretare le esigenze dei committenti e fornire soluzioni integrate ai problemi. In poche parole, Trimble punta ad insegnare agli altri settori come far uso del settore geospaziale.
Per Karsten Schulz, direttore delle analisi delle immagini al Fraunhofer Institute, uno dei principali temi di discussione dev'essere quello del flusso dei dati. Non tanto relativamente alla loro quantità quanto piuttosto per trovare il modo di usare questi dati in maniera utile ed intuitiva. La qualità dei dati, dunque, è la chiave.
Le aziende e gli espeti del settore sono d'accordo: nel prossimo futuro il settore dell'informazione geografica non riuscirà più a riconoscere i professionisti geospaziali da altri tipi di professionisti, tanto è l'influsso di questo tipo di dati nella vita di tutti i giorni. Le aziende devono impegnarsi a creare processi validi in cui questi dati possano essere sfruttati al meglio, assecondando così le esigenze di nuove entità e settori come le smart cities, il BIM, la gestione del traffico, ecc. Dal punto di vista della fruibilità dei dati, questi è importante che vengano astratti in modo da essere integrabili con informazioni provenienti da diverse fonti e dunque messe a disposizione di tutti operando, così, una vera democratizzazione dell'accesso alle informazioni geografiche.

Sotto una piccola gallery fotografica.

(Fonte: redazionale)

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