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A EXPO il 31 Agosto Finmeccanica parla di soluzioni per il monitoraggio e il contrasto del dissesto idrogeologico

Finmeccanica parla ad EXPO di tecnologie integrate per il monitoraggio, il contrasto e la gestione delle crisi derivanti dal dissesto idrogeologico ed essendo all’avanguardia da oltre 30 anni nell’osservazione satellitare per applicazioni ambientali, ha illustrato come con satelliti, droni e centri di controllo è possibile monitorare, analizzare e prevenire i danni derivanti da eventi meteo estremi.
La domanda che viene spontanea è come mai tali tecnologie, disponibili da tanto tempo, non siano state utilizzate o non abbiano prodotto gli effetti sperati negli ultimi recenti eventi calamitosi?

La risposta nell’evento organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per il rischio idrogeologico e la tutela delle acque (#italiasicura), in collaborazione con Finmeccanica, che ha visto la presenza del Ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti.

In questa sede sono stati illustrati i risultati raggiunti e i casi di successo che portano oggi a dire che grazie alle tecnologie satellitari, che vedono Finmeccanica all’avanguardia da oltre 30 anni, si effettuano monitoraggi e verifiche sui movimenti graduali del terreno fornendo, tramite interfacce dedicate e semplificate, dati dinamici su aree metropolitane, corsi d’acqua, infrastrutture e siti archeologici, il tutto con altissima precisione.

Tale livello di accuratezza è possibile grazie alle elaborazione di miliardi di punti di misura rilevati dai satelliti radar COSMO-SkyMed in grado di generare mappe di spostamenti millimetrici nel corso del tempo, ormai disponibili su tutto il territorio italiano. Le informazioni consentono di identificare le possibili aree di criticità nelle quali pianificare ulteriori attività di monitoraggio o interventi di messa in sicurezza. Finmeccanica attraverso e-GEOS, società di Telespazio e ASI, è anche responsabile del monitoraggio del rischio frana promosso dal Ministero dell’Ambiente.

Esempi concreti dell’utilizzo delle tecnologie in corso sono:

-       la piattaforma tecnologica City OS di Finmeccanica-Selex Es, che aiuta a prevedere le situazioni di crisi isolando in tempo reale le informazioni più opportune per la gestione dell’emergenza, selezionandole tra quelle raccolte da varie fonti (sensori, satelliti, reti etc). City OS è attualmente utilizzato per la gestione della sicurezza di Expo2015 e nell’ambito del progetto europeo Harmonise, che prevede la realizzazione di un laboratorio per il monitoraggio di un’area specifica della città di Genova.

-       il progetto di ricerca nazionale SMAT, in Piemonte, - Sistema di Monitoraggio Avanzato del Territorio – che viene condotto con sistemi a pilotaggio remoto (il Falco di Selex Es e lo Sky-Y di Finmeccanica-Alenia Aermacchi) con l’obiettivo di sviluppare e testare tecnologie per il controllo e la prevenzione di alluvioni, incendi, frane.

-       Il progetto Copernicus Emergency mapping, infine, che, guidato da e-GEOS e finanziato dalla Commissione Europea, è attivo dal 2012 per fornire tempestivamente le mappe dei danni da evento calamitoso, specialmente alluvioni, in tutto il mondo. Oltre ad essere essenziale per le attività di emergenza, il sistema fornisce dati utilizzati dalle amministrazioni locali e nazionali per il calcolo reale dei danni subiti dalle infrastrutture e dai cittadini.

Con tutta la tecnologia a disposizione ci si aspetterebbe di poter disporre di mappe del rischio di calamità derivante da frane ed alluvioni, o di previsione degli eventi meteo intensi, consultabili liberamente e disponibili per l’intero territorio italiano, che consentano ad ogni cittadino di poter prevedere con buona approssimazione eventi disastrosi e prepararsi di conseguenza. Gli investimenti effettuati negli ultimi 30 anni in questa direzione per progetti e ricerche in merito sono stati molti, purtroppo con esiti molto scarsi come le esperienze successive, anche recenti, hanno dimostrato.

E' necessaria probabilmente una nuova visione dei problemi che affrontino le carenze delle infrastrutture globali per mettere a regime tutte le sperimentazioni che, a caro prezzo, sono state effettuate sulle tecnologie del territorio, pensando che la primaria informazione, l' infrastruttura dei dati geografici, che servirebbe a fornire l'accurata conoscenza del territorio è ancora assente o parzialmente rilevata. 

 


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