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Evoluzione del sistema catastale in relazione ai ‪SIT

Abbiamo finalmente fatto un vero tuffo nel futuro. Questa era la sensazione che provava chi aveva ascoltato la presentazione del Sistema Integrato del Territorio che l’Ing. Flavio Ferrante Responsabile Area Servizi Cartografici dell’Agenzia delle Entrate, aveva appena terminato a margine dell’assemblea annuale AGIT patrocinata anche dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati svoltosi a Milano il 12 giugno 2015.

Effettivamente questa volta si è toccato con mano un progetto giunto ormai alle sue battute finali, un progetto che come dice il suo acronimo SIT-Sistema Integrato Territoriale lascia ampiamente intuire come l’Agenzia delle Entrate abbia messo a frutto tutta la ricchezza e la potenzialità dei dati territoriali in suo possesso, integrandoli con altre banche dati di livello nazionale, ad esempio i dati ISTAT. Come più volte ha fatto notare l’Ing. Ferrante, è in atto un vero cambiamento di paradigma verso tutto ciò che finora è stato il catasto così come lo abbiamo vissuto fin dal suo impianto.
Con la creazione di questo sistema si può finalmente parlare di uno strumento ancora più utile che potrà essere utilizzato per progettare qualsivoglia intervento per il Territorio e che si interfacci con i dati territoriali di cui l’Agenzia è unica detentrice, e che, a torto o ragione, gestisce come una grandissima risorsa da utilizzare prima o poi per lo sviluppo del nostro Paese.
Nel dettaglio abbiamo visto come le cartografie catastali, corrette di imprecisioni causate dalle recenti digitalizzazioni, confluiscono in un WebGIS assieme ad ortofoto di altissima qualità e, altri dati spaziali e non, provenienti da altre banche dati.
Entrando ancor più nel dettaglio, le mappe vettoriali, con processi di overlay, sono state sovrapposte alle mappe d’impianto e utilizzando sofisticati algoritmi di calcolo sono state ricondotte a quel grado di attendibilità che le prime cartografie d’impianto avevano.
Avendo quindi riportato ad un sufficiente grado di attendibilità tecnica la mappa, è divenuto quasi “banale” traslare la nuova cartografia in un nuovo sistema di riferimento nazionale, nel caso specifico ETRF-2000, permettendo da questo momento in poi una vera fase di integrazione dei dati catastali con altre cartografie per costruire un GIS degno di questo nome.
Ovviamente la potenzialità di questo strumento è enorme, e come lo stesso Ing. Ferrante ha affermato, il solo limite al suo utilizzo è dato dalla fantasia di chi lo userà ma una cosa è certa: la cartografia catastale è la base dei Sistemi Informativi Territoriali per il governo del Territorio.
La nota dolente però riguarda il rilascio del Sistema, che per essere completato necessita dell’introduzione delle topologie legate a strade e acque, e pertanto fino a quando queste topologie non saranno implementate dai Comuni, il Sistema risulterà incompleto e instabile e pertanto non utilizzabile.
Il fatto però di aver capito e toccato con mano l’esistenza di un così potente strumento, ha fatto tornare il buonumore tra i presenti perché non si parla più di un qualcosa che ci sarà, perché già c’è.
Si tratta solamente di capire quando e come verrà reso pubblico e per far ciò speriamo che, sia la Politica sia i cittadini e sia i professionisti possano fare fronte comune per aiutare il Paese a diventare trasparente e di conseguenza attrattore di sempre maggiori interessi economici, finora scettici a investire in Italia proprio per la nebulosità che avvolge troppo spesso sia i dati economici sia quelli territoriali del nostro Paese.

La Redazione AGIT
Associazione Geometri Italiani Topografi Italiani

 

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