Il Seaeye Sabertooth Double Hullstato della Saab

Clean Sea: ENI passa all'uso del drone per il monitoraggio di infrastrutture sottomarine

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Eni ha messo a punto il programma Clean Sea, che attraverso l'uso di un sistema AUV (Autonomous Underwater Vehicle) permette l'ispezione degli impianti off-shore. L'innovativo drone sottomarino per missioni di monitoraggio ambientale e la ricognizione di impianti offshore è stato realizzato e collaudato nell’ultimo anno.

Eni definisce questo sistema un veicolo autonomo sottomarino (AUV, da Autonomous Underwater Vehicle), ovvero in grado di muoversi autonomamente senza collegamenti fisici con la superficie, nel rispetto dell'ambiente e necessitando di minimo supporto logistico da parte degli operatori in superficie
Gli AUV aprono opportunità d’impiego in scenari dove finora l’impiego dei ROV (Remotely Operated Vehicles) si rivelava difficoltoso. Infatti le difficoltà dei ROV derivano dalla presenza del cavo di collegameto tra la piattaforma di superficie e il veicolo, necessario sia per l'alimentazione elettrica sia per la trasmissione dei dati. Infatti le condizioni del mare, come onde o ghiaccio in superficie, possono porre dei limiti molto forti all'ipiego dei ROV.

Il sistema controllato a distanza di Eni permette operazioni praticamente con ogni tempo, con autonomia massima di 40 miglia (74 km), profondità fino a 3000 metri e velocità relativa di 4 nodi (circa 9 km/h). La potenza è fornita da batterie a lunga autonomia mentre le informazioni provenienti dai sensori e dispositivi installati sono gestiti dal sistema di controllo dell’AUV e non dall’operatore. Il sommergibile a controllo remoto ha una massa di circa 1.500 kg e un sistema di propulsione costituito da sei eliche intubate, con possibilità di movimento a sei gradi di libertà.

Il sistema utilizzato da ENI Clean Sea è un Seaeye Sabertooth Double Hullstato fornito da Saab

Il sistema Clean Sea permette anche il rilievo morfologico del fondale marino prima di ogni attività di progettazione e installazione di impianti subacquei, per ridurre al minimo i rischi.

Il sistema può anche prelevare campioni d’acqua per le analisi di laboratorio; il suo “computer centrale” è in grado di modificare durante la missione l’attività impostata, sulla base dei dati acquisiti. Questo comportamento permette all’AUV di reagire a stimoli che arrivano dall’esterno attraverso i sensori, come il superamento di soglie di misura, il tempo trascorso, o i risultati di analisi dei dati acquisiti. Un’ampia campagna di test condotti in Svezia e Norvegia ha permesso al team di sviluppo di mettere a punto il sistema che è stato poi impiegato con successo nel Mar Caspio e nel Canale di Sicilia.
Clean Sea è stato insignito dell’Eni Award 2014 per l’innovazione tecnologica e del “Premio dei premi per l’innovazione 2014” assegnato dalla Fondazione per l’innovazione tecnologica (Cotec). La scheda tecnica del sistema è consultabile qui http://www.seaeye.com/

(Fonte: Dronitaly)


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