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Punto esatto di ritrovamento del lander marziano

Recupero di Beagle 2 su Marte

Beagle 2 è stato un lander britannico che costituiva parte di una missione del 2003 dell'Agenzia Spaziale Europea per l'esplorazione di Marte.
Sarebbe dovuto atterrare sul pianeta e trasmettere informazioni sulla Terra, ma se n'era persa ogni traccia fino al 16 gennaio 2015, data in cui l'Agenzia Spaziale Europea ha comunicato il ritrovamento del lander inattivo. 

Per capire l’entusiasmo per il ritrovamento di Beagle2, un ritrovamento che addirittura indicherebbe che la sequenza di atterraggio (rientro nell’atmosfera, paracadute, airbags) andò sostanzialmente bene, bisogna risalire alla storia di questo progetto. Una storia per certi aspetti controversa perché contro-corrente, come solo certe storie inglesi di successo potrebbero essere.

In sintesi, e molto approssimativamente, il prof. Colin Pillinger, uno scienziato che si guadagnò una certa fama analizzando i primi campioni lunari portati in Europa (o almeno in UK) grazie a gas-cromatografi sviluppati sotto la sua gestione, lanciò l’idea di un progetto di un “lander” economico per cercare tracce di vita su Marte. L’occasione era Mars Express, il primo tentativo europeo di mettere un satellite in orbita intorno a Marte. C’era una discreta possibilità di un carico secondario e Pillinger decise che la Gran Bretagna doveva essere rappresentata in questa storica impresa anche perché era convinto di poter realizzare un micro-laboratorio altamente integrato in un contenitore molto piccolo.

Dopo la lotta per vincere la possibilità di essere a bordo, iniziò quella per i fondi in una Gran Bretagna molto passiva sul fronte spaziale. Avendo l’appoggio della Open University, dell’Università di Leicester, di Astrium UK, e di altre istituzioni, e lavorando strenuamente per anni per sostenere la sua idea, sposò l’approccio diretto chiedendo sostanzialmente al pubblico di sostenere economicamente il progetto. La chiave di volta fu quella di convincere una famosa rock band di finanziare una buona parte del progetto in cambio di una cosa molto semplice: il primo segnale trasmesso da Marte sarebbe stato un motivo famoso della rock band. Un prezzo irrisorio da pagare in cambio di scienza di prima qualità e unica al mondo.

L’ESA fu oltraggiata da questo modo di finanziare una missione (anche perché i fondi venivano rimediati secondo necessità) e ovviamente diede battaglia all’idea mentre la risposta popolare fu entusiasmante, trascinando anche, poi, istituzioni ed industria. Pillinger divenne esperto nella raccolta di fondi ed in modi innovativi per propagandare il suo progetto, una cosa questa che non accade mai nelle missioni scientifiche. Suo malgrado divenne una sorta di stella dei media e agiva in continuazione per divulgare la missione e raccogliere sostenitori.

 

Alcuni dati sul lander:

 

Sistema                                               Peso                       

 

Esperimenti scientifici:

GAP ed elettronica                             5,740 kg

PAW                                                 2,750 kg

BEEST                                              0,250 kg

ESS                                                  0,156 kg

Totale                                               8,896 kg

 

Lander:

Struttura                                           11,972 kg

Pannelli solari                                    3,210 kg

ARM                                                  2,110 kg

Apparato radio                                   0,650 kg

Batteria                                             2,650 kg

Computer                                          3,020 kg

Altro (cavi ecc.)                                 0,692 kg

Totale                                               24,284 kg

Totale lander all'arrivo                       33,180 kg

 

Sistemi per il rientro:

 

Scudo termico ed aeroshell                            17,810 kg

Paracadute                                                   3,260 kg

Airbag e gassogeno                                       14,590 kg

Totale                                                          35,660 kg

 

Totale lander alla partenza 68,840 kg

 

Il Beagle 2 aveva un braccio robotico conosciuto come PAW (Payload Adjustable Workbench, banco di lavoro a carico variabile), progettato per estendersi dopo l'atterraggio. Del PAW faceva parte l'ARM (Anthropomorphic Robotic Manipulator, manipolatore robotico antropomorfo), nel quale alloggiavano un paio di macchine fotografiche stereoscopiche, un microscopio con una risoluzione di 6 μm, uno spettrometro Mössbauer, uno spettrometro per raggi X, una sonda perforatrice per raccogliere campioni di roccia, una lampada e l'ESS (Environmental Surface Suite, insieme ambientale di superficie), che comprendeva un manometro, un termometro ed un apparecchio per misurare la velocità e la direzione del vento

Il cosiddetto Rock Corer/Grinder poteva raccogliere un carotaggio da qualsiasi roccia che fosse alla portata del braccio robotico. I campioni di roccia sarebbero stati passati dal PAW in uno spettrometro di massa ed in un gascromatografo nel corpo del lander - il GAP (Gas Analysis Package, modulo di analisi a gas), per misurare le quantità relative dei differenti isotopi del carbonio. Poiché il carbonio è ritenuto la base della vita, queste indicazioni avrebbero potuto rivelare se i campioni contenevano resti di organismi viventi.

In più il Beagle 2 era equipaggiato con una piccola “talpa” meccanica chiamata PLUTO (Planetary Undersurface Tool, attrezzo per il sottosuolo planetario) che si sarebbe spiegato con il braccio robotico. PLUTO aveva un meccanismo a salto progettato per essere in grado di muoversi da un capo all'altro della superficie con un andamento di circa 1 cm ogni 5 secondi e di traforare il suolo e raccogliere un campione di sottosuolo in una cavità nella sua punta. La talpa era attaccata al lander da un cavo di alimentazione che poteva essere usato come un verricello per portare il campione sul lander.

 

 

Missione Mars Express:

 

Cattura2

 
 

Il Mars Express fu lanciato dal Cosmodromo di Baikonur alle 17:45 UTC (19:45 CEST) del 2 giugno 2003. Il numero di catalogazione del lancio era 2003-022C.[7] Ciò significa che era il terzo componente del 22º lancio dell'anno 2003. Il Beagle 2 era un lander marziano in origine montato sul Mars Express. Fu sganciato dalla sonda con un dispositivo pirotecnico che ha rilasciato lentamente una molla carica che ha spinto il lander lontano dal Mars Express[8] con una traiettoria balistica il 19 dicembre 2003[9] alle 8:31 UTC e continuò a sorvolare Marte per sei giorni prima di entrare nell'atmosfera del pianeta con una velocità superiore ai 20.000 km/h alla mattina del 25 dicembre. Era protetto dall'altissimo calore del rientro da uno scudo termico rivestito di NORCOAT, un materiale ablativo prodotto da EADS. È stato stimato che la compressione causata dall'atmosfera marziana e la radiazione prodotta dai gas molto caldi abbiano prodotto un picco di calore di 100 W/cm², paragonabile al calore sperimentato dal Mars Pathfinder.

Dopo la decelerazione nell'atmosfera marziana avrebbero dovuto aprirsi i paracadute ed a circa 1 km dalla superficie grossi airbag avrebbero dovuto gonfiarsi attorno al lander e proteggerlo nell'impatto con la superficie. L'atterraggio era previsto per le 2:45 UTC (3:45 CET) il 25 dicembre 2003 nell'Isidis Planitia. Dopo l'atterraggio gli airbag avrebbero dovuto sgonfiarsi e la parte superiore del lander aprirsi. Quindi si sarebbero dovuti spiegare i quattro pannelli solari per cominciare subito la ricarica delle batterie.[10] Il Beagle 2 avrebbe dovuto poi mandare un segnale alla Mars Express dopo l'atterraggio ed un altro la mattina seguente per confermare di essere sopravvissuto alla discesa ed alla prima notte marziana. Avrebbe dovuto poi scattare un'immagine panoramica del sito di atterraggio con una macchina fotografica stereoscopica ed uno specchio; dopodiché il braccio robotico sarebbe stato rilasciato. Il braccio avrebbe dovuto scavare dei campioni di terreno che sarebbero poi stati depositati in diversi strumenti perché fossero studiati e la “talpa” avrebbe dovuto essere spiegata, strisciare lungo la superficie fino ad una distanza di circa 3 m dal lander e scavare sotto le rocce per raccogliere campioni di suolo per le analisi.

 

Fonte: (Redazionale)

 
 
 
 

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