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Le immagini di Rosetta ancora sotto embargo propongono un ripensamento dei diritti di proprietà delle immagini spaziali

L’ESA, attraverso i commenti del suo direttore Jan-Jaques Dordain, manifesta la necessità di cambiare la concezione della distribuzione delle immagini spaziali e deve andare verso un nuovo modo per la distribuzione delle immagini e altri dati acquisiti dalle sue missioni scientifiche per la divulgazione nel pubblico dominio.

Il bello è che lui stesso ha espresso la sua frustrazione per non poter vedere le foto rilasciate dal sistema della fotocamera principale della sonda Rosetta di Esa, inviata sulla Cometa 67P.

Queste immagini sono soggette a un embargo di sei mesi per permettere al team della missione di fare scoperte evitando gli scoop scientifici.

Ma questa politica ha sconvolto le migliaia di membri ordinari del pubblico che seguono Rosetta su una base quotidiana, perché non vengono mostrate le migliori immagini che sono state acquisite.

Quasi tutte le immagini viste fino ad oggi sono venute da telecamere di navigazione della sonda. I prodotti delle fotocamere scientifiche di gran lunga superiori, sono stati rilasciati molto limitatamente a causa del periodo di embargo per la tutela del diritto di proprietà intellettuale.

"Anche io ho cercato di ottenere più dati", ha detto Dordain da Parigi. "Potrei essere il DG ma sono anche un fan di Rosetta e Philae. E 'un problema,.. non nego che sia un problema ma è un problema molto difficile, anche," ha detto alla BBC News.

"Capisco la frustrazione del pubblico e dei media, ma, d'altra parte, capisco la posizione dei principali investigator che hanno inventato la missione."

Esa stessa ha poco controllo sul rilascio di immagini dalle sue missioni scientifiche. Ciò è in parte dovuto al modo in cui queste imprese sono organizzate e finanziate. L'agenzia procura la piattaforma satellitare, il razzo di lancio e gestisce giorno per giorno le operazioni, ma gli strumenti che raccolgono i dati sono forniti - e finanziati - attraverso gli stati membri nazionali. Dare agli scienziati su particolari strumenti un periodo di proprietà è diventata una pratica standard. Questo fornisce ai ricercatori un vantaggio, permettendogli di essere i primi ad annunciare grandi scoperte e di pubblicare i dettagli sulle riviste top. Il credito e le citazioni che seguono aumentano, nell’attuale sistema, la loro capacità di proporre programmi futuri e vincere ulteriori finanziamenti. Questo processo è diventato fondamentale per il loro modo di lavorare.

"Se esistono queste missioni scientifiche, è in gran parte a causa dei principali investigator che vengono con queste meravigliose idee e forniscono questi strumenti. E tutta la loro vita è basata sulla scoperta per primi. Quindi, non si può certo biasimarli per questo," ha continuato Dordain.

D’altronde il caso di Rosetta è esemplare, il pubblico è stato affascinato anche attraverso campagne d’informazione forti e il pubblico naturalmente ora vuole vedere di più, specialmente se pensa a quanto paga per tali ricerche.

Dordain ha confermato che le attuali disposizioni dovevano essere rispettate, ma ha aggiunto che le politiche nel loro complesso devono essere riviste.

Il problema è diventato di alto profilo sia perchè l'emergere di software di elaborazione delle immagini molto accessibile, combinato con l'ascesa dei social media, ha messo nuovi strumenti nelle mani di appassionati che vogliono usare le immagini e condividerle, sia perché le vecchie pratiche hanno cominciato a sfregare contro modelli più recenti di fare scienza quale ad esempio la politica dei dati che sono alla base dei satelliti di Osservazione della Terra.  L’ESA sta costruendo il programma Copernicus per la Commissione europea e il primo sensore spaziale, la piattaforma radar SAR chiamata Sentinel-1a, è divenuto operativo alla fine dell'anno scorso e tutte le sue immagini vengono date via in accesso libero, senza accesso prioritario.

Il diverso punto di vista che pone fine alle restrizioni è il potenziamento delle scoperte in grado di creare nuove imprese in Europa, per sfruttare i dati per creare nuovo mercato, business e occupazione.

Si pensi che in soli pochi mesi Sentinel-1a ha già distribuito più di 150.000 immagini.

In questo senso il contributo di Rosetta sicuramente si rifletterà positivamente sull'Osservazione della Terra.
 
 


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