emergenza maltempo

Le emergenze maltempo chiedono una vera politica nazionale di prevenzione

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 Gli interventi di ordini professionali e associazioni si fanno sempre più pressanti. Il consumo incontrollato del suolo, la cementificazione, la mancanza di monitoraggio e di azioni preventive creano gravissimi disagi ed enormi danni ogni volta che il maltempo colpisce l'Italia.
Non è necessario aspettare l'autunno per subire l'inclemenza del tempo, perché questa estate instabile ha già portato situazioni di emergenza di notevole rilevanza.
Così è entrata in gioco con determinazione anche la CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori, che il 4 agosto ha pubblicato un comunicato di denuncia a posteriori dell'ultima emergenza maltempo, in cui si dichiara:
 
 
"Al Paese servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del territorio, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere in primis gli agricoltori. Ecco perché sollecitiamo la ripresa della discussione sull'uso e consumo di suolo, che è ferma da tempo alla Camera nonostante i numerosi disegni di legge presentati.
E' necessario arrivare al più presto a definire norme operative, che vedano un'azione in partenariato pubblico-privato. D'altra parte, il rischio idrogeologico in Italia coinvolge il 9,8 per cento della superficie nazionale e riguarda 6.633 comuni -evidenzia la CIA. Vuol dire che oggi quasi un cittadino su dieci si trova in aree esposte al pericolo di alluvioni e frane."

Le azioni di prevenzione si fanno con il supporto di sistemi di controllo e monitoraggio del territorio, di analisi delle pericolosità ambientali, di valutazione dei rischi. Tutti sistemi che hanno alla base l'informazione geografica, in grado di interoperare concretamente e di rendere disponibili a tutti informazioni utili alle valutazioni ed alla progettazione di interventi preventivi.
Speriamo di non dover ribadire tale necessità ogni volta che si presenterà un'emergenza maltempo, ma le condizioni attuali non sembrano prospettare una risoluzione concreta.

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