Schema rete di monitoraggio

Monitoraggio, sensori e reti di controllo per il territorio e la città intelligente

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Nell' ambito degli appuntamenti tematici promossi dal forum TECHNOLOGYforALL 2014 sulle Tecnologie per il Territorio e per le Città Intelligenti si è svolto a Roma nella mattina del 4 Giugno un incontro dal titolo: Monitoraggio, sensori e reti di controllo per  il territorio e la città intelligente.

L'incontro, moderato dal Direttore Responsabile di Rivistageomedia.it Gianluca Pititto, è stato seguito da un pubblico numeroso ed ha visto in successione cinque interventi di altrettanti esperti dedicati a vari aspetti dei temi promossi.

Ha aperto la sessione  Paola Rocco, Presidente della Commissione Sicurezza Informatica presso l' Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, con una relazione dal titolo "Videosorveglianza per una sicurezza conforme alla privacy". Il focus dell' intervento è stato sull'importanza del concetto di sicurezza digitale come pilastro del modello urbano di Smart City, con particolare riferimento alla "sicurezza fisica", ovvero alla videosorveglianza. La progettazione e l'impiego di sistemi di questo tipo richiede oggi un vasto ventaglio di conoscenze tecniche e sulla privacy, che debbono essere adottate affinché  i sistemi siano efficaci e conformi alle normative. Partendo quindi da una visione generale del concetto di Smart City e dei sistemi IT altamente specializzati che la caratterizzano, la dott.ssa Rocco ha descritto sinteticamente ma in maniera esaustiva le problematiche connesse all'implementazione dei postulati della sicurezza digitale e dei confini imposti per la tutela della privacy degli individui.

Il secondo intervento è stato a cura di Corrado Di Natale, docente di Elettronica all' Università di di Roma "Tor Vergata", che con un intervento dal titolo "Monitoraggio e sensori per il territorio e la città intelligente" ha offerto una interessante panoramica del mondo attuale dei sensori, soffermandosi sulle tante modalità – anche innovative- con cui queste tecnologie possono essere utilizzate per il controllo del territorio e come possono integrarsi nel modello di Smart City. Posto il concetto di "sensore" come estensione dei sensi umani naturali per aumentare le capacità dell' Uomo di osservare l'ambiente in cui vive, l'enfasi è stata posta anzitutto sullo stretto legame dello sviluppo della sensoristica con lo sviluppo dei sistemi elettronici miniaturizzati. Ma anche ricordando il momento di grande innovazione nella sensoristica che si è avuto agli inizi degli anni '70 con l'adozione dei sistemi micro-meccanici in silicio, che oggi permettono – ad esempio - di integrare accelerometri e giroscopi in microchip all'interno di dispositivi portatili come gli smartphone. Ne è derivata oggi la possibilità di rendere ciascun possessore di uno smartphone un "portatore" di sensori di varia natura e tipologia (molto diffusi anche quelli di natura ottica), che introdotti in questo modo sul territorio in maniera capillare vengono a formare reti di acquisizione dati innovative e di notevoli prospettive applicative.

Nel terzo intervento del workshop Antonio Novellino, della società di consulenza ETT SpA (sviluppo software, progettazione e realizzazione di sistemi integrati) ha focalizzato l'attenzione sul  processo di generazione  di informazioni, che vede la sensoristica solo come primo step di acquisizione dei dati ambientali su cui lavorare. A valle dell'acquisizione del dato ci deve essere logicamente  un sistema informativo adeguato, che elabori i dati (tipicamente provenienti da fonti diverse), li relazioni tra di loro ed estrapoli le informazioni utili per gli scopi che a monte si sono perseguiti. Questo è soprattutto vero all'interno del modello di "città intelligente", dove per definizione devono essere implementati meccanismi decisionali efficienti a vari livelli, possibili solo attraverso l'adozione diffusa di sistemi informativi che operino nella logica descritta. Da questo punto di vista Novellino ha descritto un esempio operativo di sistema informativo che la ETT SpA sta sviluppando nell'ambito di un progetto europeo e che ha come obiettivo l'integrazione e la fruizione di  una molteplicità di sorgenti di dati relativi alla gestione dell'ambiente marino: ad esempio, per un più affidabile sistema di previsione delle condizioni meteo-marine, che si riflettono sullo stato di sicurezza non solo dei navigli, ma anche delle aree di territorio costiero.

Il penultimo speech è stato a cura di  Giovanni Borga, ricercatore del Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in ambienti complessi dell' Università IUAV di Venezia ed autore del libro: "City sensing: metodi e tecnologie innovative per la città intelligente". Borga ha offerto un intervento dal titolo "City Sensing e City Model: conoscenza condivisa per comunità consapevoli e città intelligente". Particolare enfasi è stata posta sul valore del nuovo paradigma del monitoraggio diffuso, pervasivo, collaborativo e condiviso. Il modello innovativo di "city sensing" si affianca inevitabilmente a quello del "city model", nuovo modello di rappresentazione della città: digitale, tridimensionale, multi-risoluzione e real-time. I due modelli si conferiscono oggi reciprocamente senso ed efficacia, sostenendo l' interazione multi-attoriale ed i processi di governance del territorio.

Ultimo intervento del workshop è stato a cura di Elena Rapisardi, del network NatRisk dell'Università di Torino. In questo suo contributo  la dott.ssa Rapisardi ha voluto estendere i concetti esposti negli interventi precedenti, aggiungendo l'idea del cittadino da considerare non più semplicemente come un utente più o meno consapevole di essere anche un "sensore" digitale, ma l'idea del cittadino visto soprattutto come "creatore" di contenuti. L'intervento ha proposto una riflessione, fuori dai noti stereotipi sui fenomeni "social", per comprendere quali siano i criteri e le modalità operative per sostenere una migliore partecipazione dei cittadini ai processi di creazione del sapere, della ricerca e delle decisioni sulla cosa pubblica. 


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