Impermeabilizzazione del suolo in Italia (2009)

L'audizione di ISPRA sul consumo di suolo alla Camera dei Deputati

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Si è tenuta il 27 febbraio 2014 l'audizione di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) presso la Commissione Agricoltura, congiuntamente con la Commissione Ambiente della Camera sul consumo di suolo.
Premesso l'obiettivo dell'azzeramento del consumo di suolo definito a livello europeo e la necessità quindi di porre in essere buone pratiche per ridurre gli effetti negativi del consumo di suolo ed in particolare dell'impermeabilizzazione, comunemente chiamata cementificazione, la Commissione Europea ha pubblicato nel 2012 le linee guida per raggiungere questo obiettivo.

Il relatore dell'audizione, Stefano Laporta, Direttore Generali di ISPRA, ha evidenziato che le informazioni attualmente disponibili in Italia relative alla copertura e all'uso del suolo mantengono una notevole disomogeneità e gravi lacune informative a livello locale e su alcune regioni. Queste fonti sono state create per diversi obiettivi e finalità e, quindi, per rispondere a domande informative specifiche che necessariamente risultano, il più delle volte, non compatibili tra di loro. Tale situazione può essere ricondotta, storicamente, anche all'inadeguatezza di un sistema di riferimento nazionale legato a iniziative come il Corine Land Cover, poco scalabili a livello locale.
Molte le fonti citate e analizzate oltre il Corine nel documento: Copernicus/GMES, Refresh, Popolus, Iuti, Basi Istat, Lucas, dataset regionali.
I limiti di queste basi hanno portato, nel 2005, allo sviluppo della rete di monitoraggio del consumo di suolo, ad opera di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA/APPA), che permette, oggi, di ricostruire l'andamento del consumo di suolo in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi, mediante una metodologia di campionamento stratificato, che unisce la fotointerpretazione di ortofoto e carte topografiche storiche con dati telerilevati ad alta risoluzione.
Il relatore ricorda che tale rete di monitoraggio rappresenta il riferimento ufficiale a livello nazionale per le
informazioni statistiche derivanti dal monitoraggio del consumo di suolo in quanto presente, all'interno
del Programma Statistico Nazionale 2014-2016.
In base alle elaborazioni di ISPRA dello scorso anno, il consumo di suolo ha intaccato quasi il 7% dell'intero territorio nazionale, con una crescita di ben 4 punti percentuali dagli anni '50.
Nel documento presentato seguono poi le osservazioni specifiche sulla proposta di legge sul consumo di suolo in esame, che rafforzano anche il ruolo primario del sistema di monitoraggio basato su un sistema informativo territoriale, dati geografici e telerilevati e tante funzioni di analisi spaziale e statistica.
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