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ESA: Alluvione Sardegna, le elaborazioni CIDOT sui dati di COSMO-SkyMed

L’emergenza non comunica ai cittadini con le mappe

Nei giorni immediatamente successivi all'alluvione in Sardegna ho cercato invano una mappa delle aree interessate. Sul Web ho trovato tante foto dei luoghi del disastro ma nessuna immagine del territorio o cartografia con in evidenza le aree alluvionate. Sui siti istituzionali non è comparso nulla. Ho consultato ripetutamente il sito della Regione Sardegna, la sezione della Protezione Civile regionale, il Geoportale, il sito della Protezione Civile Nazionale, il sito dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Sembra incredibile che le mappe delle aree alluvionate non compaiano da nessuna parte, eppure abbiamo un'intera costellazione di satelliti (COSMO-SkyMed) gestita dall'ASI che osservano il territorio in continuo riuscendo anche, grazie alla tecnologia radar, a penetrare le coperture nuvolose. Tra l'altro la tecnologia SAR (radar ad apertura sintetica) è molto usata per lo studio di situazioni di rischio naturale.
Nonostante tutta questa tecnologia, il cittadino non riceve informazioni adeguate e in tempo utile, cioè quando l'attenzione è concentrata sul problema. Non essendoci mappe disponibili, anche i media, ai quali è affidata la diffusione delle notizie, si devono limitare a presentare carte con puntini a cui sono collegati dati statistici e fotografie. Molto spesso sono mappe popolate da volontari che taggano le loro foto ed i loro video dei luoghi del disastro (ad esempio:La Repubblica; Google).
Pensate che la prima mappa delle aree alluvionate in Sardegna compare sul web circa una settimana dopo l'evento per iniziativa di una società privata. La Planetek di Bari elabora i dati SAR di un satellite canadese acquisiti in data 20 novembre 2013 (l'alluvione è avvenuta il 18 novembre) e pubblica con licenza open la copertura vettoriale delle aree allagate. GEOforUS ne ha dato notizia il 26 novembre.
L'ASI pubblica la mappatura eseguita con COSMO SkyMed il 6 dicembre 2013, ben 18 giorni dopo l'evento. Comunque la notizia pubblicata porta in allegato un'immagine elaborata e non cita licenze d'uso ed eventuali dati disponibili per ulteriori usi ed elaborazioni anche da parte della pubblica amministrazione.
A questa inefficienza si somma l'assenza della comunità scientifica (istituti di ricerca universitari e non).
Nessun istituto, che io sappia, ha pensato di sovrapporre le coperture alluvionate, rese disponibili come dato aperto da Planetek, con altri dati disponibili in open per estrarre nuove informazioni utili a comprendere l'evento e a renderle disponibili al cittadino. Sovrapporre l'area alluvionata con le sezioni di censimento (disponibili in open dal sito dell'Istat con tutti gli indicatori statistici del caso) ci avrebbe consentito di comprendere la quantità e la tipologia di popolazione colpita. Sovrapponendo le stesse aree con l'edificato (layer del database topografico della Sardegna disponibile in open dal geoportale regionale), avrebbe consentito di capire quanti edifici sono stati coinvolti. Esperti del settore avrebbero potuto sovrapporre le aree alluvionate con il Modello Digitale di Elevazione o con i dati del Piano di Assetto Idrogeologico (sempre disponibili in open sul geoportale della Regione). Magari qualcuno l'avrà fatto ma non ne ha dato notizia. Così l'opinione pubblica, e forse non solo quella, continua ad essere non informata.
A volte mi viene il sospetto che chi può informare preferisca non farlo nel timore che dai dati pubblicati emergano magagne, errori e inadempienze. Anche se forse è molto più probabile che le informazioni non arrivano al cittadino perché le istituzioni sono piene di procedure burocratiche che cozzano contro ogni logica di comunicazione tempestiva, ed anche perché la spending review ed i tagli sui fondi hanno reso inefficaci e inefficienti i nostri istituti di ricerca. Anche per questi motivi tante costose tecnologie innovative non sono usate al meglio e quindi vengono relegate in ruoli marginali, con grande disappunto dell'opinione pubblica che sa con quali soldi sono state finanziate.
Pensate che effetto avrebbe avuto la notizia: "La costellazione di satelliti italiani sta monitorando il territorio, consentendo azioni preventive di protezione della popolazione". Oppure: "Analizzata dal satellite l'alluvione: ad un giorno di distanza dall'evento la superficie interessata è di x chilometri quadrati corrispondente all'intera provincia di y". O ancora "Il CNR a due giorni di distanza dall'evento segnala gli edifici civili e pubblici ed i beni culturali a rischio".
Eppure non ci vorrebbe molto. Basterebbe volerlo! 

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