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Giovedì, 12 Settembre 2013 03:00

Al Living Planet Symposium 2013 lo stato dell'arte della Earth Observation

Gianluca Pititto

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Sono proseguiti a ritmo serrato nelle giornate di martedì e mercoledì i lavori dello  European Space Agency Living Planet Symposium 2013, che si sta svolgendo ad Edimburgo (UK)dal 9 al 13 Settembre. Lo scopo del grande evento è quello di presentare i risultati raggiunti dalle missioni ESA  di Earth Observation (EO), istituendo un forum di ricercatori dedicato alla presentazione e discussione delle attività scientifiche condotte ed in corso.

Aeronike

Nella giornata inaugurale di lunedì  hanno avuto partiolare seguito le sessioni dedicate agli studi ed applicazioni  sui sistemi di riferimento basati sui dati della missione GOCE, quelle dedicate alle analisi  dei dati del sensore  MERIS di ENVISAT ed all'estrazione delle informazioni basate sulla colorazione degli oceani, quelle dedicate al rilevamento dei fenomeni di deforestazione e degradazione ambientale, alla missione di rilevamento iperspettrale EnMAP, alle tematiche del rischio geologico, agli studi sulla Stratosfera ed infine al Programma Copernicus (che come sappiamo è la nuova denominazione del programma europeo di osservazione e studio dell'ambiente, il Global Monitoring for Environment and Security Program - GMES).

La giornata di martedì ha visto ancora i dati della missione GOCE in primo piano, questa volta utilizzati in studi di Oceanografia (tra l'altro con l' impiego di interessanti tecniche di miglioramento del dato ottenuto attraverso l'incrocio dei dati di GOCE con quelli acquisiti dal sensore ASAR di ENVISAT) e di Geodesia (in particolare sulla interpretazione dei gradienti gravitazionali forniti da GOCE). Sono stati poi presentati  interessanti studi delle onde ed i venti oceanici eseguiti attraverso i rilevamenti altimetrici di ENVISAT, utilmente utilizzati anche per studi sulle aree costiere.

In ambito oceanografico non poteva mancare uno spazio importante dedicato alla topografia oceanica e dunque  alla futura missione Jason-CS, pianificata per il 2017 e che seguirà le precedenti Jason-2 e Jason-3, che  hanno permesso con dati altimetrici di alta precisione di misurare la superficie del mare con un errore dell'ordine di qualche centimetro, consentendo studi molto importanti sulle dinamiche della circolazione marina. Diverse altre sessioni sono state dedicate allo studio della colorazione oceanica sulla base dei dati acquisiti dal sensore MERIS  di ENVISAT, dati che hanno consentito di estrarre molte informazioni sulla
presenza di sedimenti, di fitoplankton e più in generale sulla qualità delle acque.

Altro fronte di interventi nella giornata di martedì è stato dedicato ai temi della forestazione e del
monitoraggio delle biomasse: sono stati presentati interessanti studi di comparazione tra modelli di superficie  e dati ricavati dalle osservazioni satellitari e da sopralluoghi in situ. Ampio spazio è stato dedicato alla futura missione ESA 'Biomass Mission', che avrà lo scopo di misurare la biomassa presente sulle arre forestali e misurare i suoi mutamenti annuali durante la vita della missione. Naturalmente non sono mancati studi accurati sul tema del monitoraggio e dell'evoluzione degli incendi forestali, e più in generale sul tema delle variazioni di temperatura delle superficie terrestre e dunque del clima,con la presentazione della CCI (Climate Change Iniziative) dell' ESA, una nuova architettura per ilmonitoraggio climatico dallo spazio.

Sul fronte del rischio geologico anche nella seconda giornata del simposio si sono registrati numerosi interventi, in particolare sulle dinamiche tettoniche, su quelle dei vulcani e sui fenomeni di subsidenza. L' intensa giornata di lavori ha visto nella sua ultima porzione la presentazioni di altri studi dedicati  alla Stratosfera (in particolare allo strato di Ozono, alla presenza di vapor acqueo negli strati stratosferici più alti e più in generale alla qualità dell' aria) ed ai futuri servizi del Programma Copernico.

La giornata di mercoledì ha puntato il suo focus sul tema dello studio dei ghiacci polari ed in particolare ha fatto il punto sui tre anni di vita della missione CryoSat, dedicata al monitoraggio della regione artica. Anche in questo caso ampio spazio è stato dedicato ai dati ottenuti con tecniche altimetriche, impiegate fin dai tempi dei satellit ERS, per poi essere adottata da ENVISAT  e da CryoSat. Come è stato ampiamente evidenziato, i tre anni di continuative misurazioni da parte di CryoSat (da Ottobre 2010 ad Agosto 2013) dello spessore
dei ghiacci antartici  hanno evidenziato la fragilità di questo sistema, dimostrato dalla misurazione del   continuo progressivo assottigliamento dello spessore dei ghiacci. Il simposio ha dedicato lunedì una sessione  speciale in ricordo di  due scienziati a cui si devono molti dei risultati ottenuti dai dati di Cryosat, il prof. Seymour Laxon della University College di Londra e la dott.ssa Katharine Giles, entrambi scomparsi di recente prematuramente.

 thin ice

        Variazioni dello spessore della calotta artica- dati Cryosat (credits: A. Ridout–UCL / ESA)

 

Accanto a numerosi altri studi di Glaciologia ed Oceanografia, in particolare eseguiti mediante l'impiego di dati ottenuti con tecnologia SAR (synhetic Aperture Radar) satellitare, di particolare interesse è stata in  questo ambito una sessione dedicata alla detezione e monitoraggio delle fuoriuscite in mare di idrocarburi,sempre con tecnologie SAR.


E' stata poi la volta di uno spazio dedicato al quarto satellite della serie Earth Explorer dell'ESA, ADM-Aeolus, il primo satellite mai realizzato per l'osservazione diretta dei venti atmosferici e che dovrebbe  andare in orbita a fine 2013.Il satellite farà uso di innovative (in questo campo) tecnologie laser. Una delle ultime sesssioni della giornata è stata dedicata all'iniziativa ESA denominata TIGER, dedicata  alla scoperta e  monitoraggio di risorse idriche in Africa.

Tra le numerosissime sessioni che hanno caratterizzato la terza giornata del simposio segnaliamo infine  importanti contributi dedicati allo studio dei gas serra, alla loro identificazione e monitoraggio. Ed ancora  un'ampia finestra dedicata allo stato ed alle prospettive, soprattutto in termini di servizi, delle missioni ESA denominate Sentinel-1 e Sentinel-2 nell'ambito del Programma Copernico.

Il simposio di Edimburgo proseguirà nelle giornate di giovedì e venerdì, offrendo ancora un vasto panorama di incontri ad alto livello scientifico sui tanti temi della Earth Observation, supportati dalle tante missioni satellitari dell' ESA: passate, presenti e future.

[Fonte: Redazionale]

 

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