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Martedì, 09 Luglio 2013 13:24

ASI E PMI A CONFRONTO SUL FUTURO DEI PROGRAMMI TECNOLOGICI SPAZIALI

Gianluca Pititto

aipas

Nella mattinata di lunedì 8 Luglio ha avuto luogo a Roma, presso la nuova sede dell' Agenzia Spaziale Italiana (ASI) a Tor Vergata,  un importante workshop promosso dall' AIPAS, dal titolo: "Programmi Tecnologici: una opportunità per le PMI italiane". Ricordiamo che l' AIPAS (Associazione delle Imprese Per le Attività Spaziali) è stata istituita nel 1998 con l'obiettivo di promuovere e curare le esigenze delle aziende italiane di piccolo e medio taglio (PMI) che operano nel settore spaziale.

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L' appuntamento è ormai  un tradizionale evento organizzato ogni anno dall' AIPAS in occasione della sua assemblea nazionale, dedicato di volta in volta  a temi ritenuti strategici  per il  comparto delle imprese spaziali.
L' appuntamento del 2013 si è svolto nell' arco di una mattinata, con un' agenda fittissima di interventi, di fronte ad un nutrito pubblico di addetti ai lavori. Il Presidente dell' AIPAS, prof. Giovanni Sylos Labini, ha moderato il panel di interventi, che hanno visto il succedersi di Fabrizio Tuzi  (Direttore Generale dell' ASI), Mario Cosmo (Direttore Tecnico dell' ASI), Franco Ongaro (Direttore di ESA/ESTEC), Eike Kircher (Direttore di ESA/TRP) ed Udo Becker (Direttore di ESA/GSTP). A seguire una tavola rotonda di approfondimento dei temi trattati, che ha visto la partecipazione di rappresentanti anche di AIAD ed ASAS (le due altre associazioni industriali di categoria).


Il focus quest'anno è stato incentrato sulle Tecnologie , ma non sono mancati riferimenti ad argomenti di  attualità di politica industriale,  suggeriti da tre linee guida principali. Anzitutto il tema delle risorse economiche, ricordando come esattamente un anno fa alla vigilia della Conferenza Ministeriale dell' ESA fosse molto diffuso il timore che le risorse dell' ASI ne risultassero fortemente compresse, pericolo di fatto superato dalle decisioni poi prese in sede assembleare.


In secondo luogo il tema della competizione industriale sui grandi programmi, ovvero l' adozione di una maggiore apertura al meccanismo delle gare per l'assegnazione dei contratti  derivanti dai programmi nazionali.


Infine il terzo tema, a cui il workshop è stato principalmente dedicato, quello Tecnologie, visto che circa 1/6 delle nuove risorse sottoscritte dall' Italia alla Ministeriale dell' ESA è stato destinato proprio al tema delle Tecnologie.


Sul tema della competitività è stato sottolineato con una certa soddisfazione il fatto che nell' ultimo anno si sia assistito ad un ricorso più deciso da parte dell' ASI  al meccanismo delle gare, in ambiti in cui fino a poco tempo addietro si procedeva viceversa per assegnazione diretta degli appalti. Da questo punto di vista le associazioni industriali di settore hanno avviato con l' ASI un importante dibattito sul tema delle regole, fondamentale per una utile applicazione del meccanismo della competitività. In particolare, è' stato sottolineato da parte delle associazioni di categoria lo sforzo che l' ASI ha avviato su questo fronte, anche in collaborazione con Thales Alenia Space Italia  (in qualità di Prime Contractor sul programma Cosmo Second Generation), attraverso l'adozione di un corpus di regole coincidente con le best-practices di ESA. Tuttavia, le associazioni di categoria nutrono ancora qualche timore sul fatto che le gare possano essere condizionate da possibili carenza di imparzialità. In questo senso è stata preannunciata dalle associazioni, decisamente unite su questo fronte, una forte attenzione nelle prossime settimane alla emanazione degli inviti a partecipare ai cosiddetti "Sotto-Sistemi Complessi" e ad una equilibrata adozione delle procedure di gara, requisito necessario anche per garantire una volontà di partecipazione da parte delle aziende potenzialmente  interessate.


Venendo più propriamente al tema delle Tecnologie, è stato fatto osservare che le PMI avevano a suo tempo richiesto all' ASI, alla vigilia della Ministeriale ESA, un forte impegno finalizzato alla costruzione di un solido programma nazionale sulle Tecnologie, ritenendo che su questo fronte in Italia  sussistano una serie di problemi, sia per quanto concerne lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche, sia per quanto concerne lo sviluppo e l'adozione dei servizi. Una indagine effettuata qualche anno fa dall' AIPAS  (in collaborazione con l'associazione europea delle PMI spaziali, SME4Space - www.sme4space.org) ha evidenziato l'esistenza di alcune difficoltà da parte delle PMI (le cosiddette "no-prime") ad introdurre attività di sviluppo tecnologico all' interno dei grandi programmi. Appare necessario trovare un sistema per allineare lo sviluppo delle tecnologie all'opportuno livello di TRL, per poi assicurare che quelle tecnologie vengano successivamente implementate  all'interno dei programmi. Questo approccio assicurerebbe inoltre alle PMI "no-prime" di crescere su prodotti che vengano poi effettivamente utilizzati nelle missioni.


Sempre sulle Tecnologie c'è un dibattito molto importante in corso sul tema della "in-orbit-demostration", ovvero facilitare la possibilità che sviluppi che avvengono all'interno dei programmi nazionali possano poi essere effettivamente dimostrati in orbita.


Infine, tenuto conto che sono state anche attivate risorse addizionali a quelle ESA, sia dell' Unione Europea che dei singoli governi, sulla generazione di servizi avanzati basati su tecnologie spaziali, si rende sempre più necessaria l'adozione di sistemi efficaci che permettano a questi servizi di passare da una fase di ricerca e sviluppo ad una effettiva fase applicativa. Il raggiungimento di questo obiettivo passa necessariamente per l'attuazione di meccanismi virtuosi di  coordinamento con le pubbliche amministrazioni e con i governi locali.


In questo senso è stato espresso l'auspicio che in un momento, come quello che si sta vivendo, di sostanziale riorganizzazione dell' ASI venga ancora convintamente adottato dall ' Agenzia il coinvolgimento ad alto livello dell' ufficio delle PMI, considerandolo punto di riferimento non rinunciabile per la definizione delle "best practices" di politica industriale, in continuità con  i segnali positivi che in questo senso l' Agenzia ha  messo in essere  negli ultimi anni.

(Fonte: Redazionale)

 

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