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Giovedì, 30 Maggio 2013 11:35

Open Data? Si, grazie

Redazione GEOmedia

open data

Non c'è nessun dubbio che siamo entrati nell'era degli "Open Data".
Modifico volutamente l'incipit del recente discorso intitolato "The Big Data revolution" di Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’attuazione dell’Agenda Digitale (Digital Agenda for Europe) per sottolineare la grande attenzione che anche la Commissione Europea rivolge ai dati open. Riflettendo sul grande valore intrinseco dei Big Data, nel suo intervento Kroes analizza le opportunità di crescita e sviluppo per l'Europa, derivanti dallo sfruttamento di queste fonti informative, delinea i percorsi intrapresi dalla Commissione per perseguire tali obiettivi e pone l'accento anche sulla grande opportunità che i dati open offrono all'innovazione in diversi settori della società.

VidaLaser
Aeronike

Con riferimento a questo post possiamo parlare di Big Data anche in ambito geospaziale e con le tecnologie del portfolio Intergraph che supportano la gestione e l'analisi di queste tipologie di dati.
Oggi sono molteplici le fonti di dati geospaziali liberi e accessibili a tutti via web: da quelle più comuni di tipo consumer (Google Maps, MS Bing Maps, ecc.), alle fonti di tipo collaborativo (OpenStreetMapWikiMapia, ecc.), fino ai dati di tipo "istituzionale" diffusi a tutti i livelli dalla pubblica amministrazione (locale, regionale, centrale ed europea). Guardando al contesto italiano, un nuovo impulso alla disponibilità di dati liberi e con caratteristiche "open" arriva dalla recente assunzione a livello normativo del principio "open by default": dal 19 marzo 2013 tutti i dati e documenti che le pubbliche amministrazioni pubblicano con qualsiasi modalità, senza l'espressa adozione di una licenza d'uso, si intendono rilasciati come dati aperti (open data by default).
I dati stanno, quindi, diventando sempre più "open". Tuttavia, il loro vero valore non risiede unicamente nella loro disponibilità bensì nella possibilità di poterli elaborare ed utilizzare per derivare nuove applicazioni e servizi per i cittadini e gli utenti in generale, in una logica anche di trasparenza e open government.

Ma quali sono gli strumenti che mi consentono di utilizzare questo tipo di dati?

Le soluzioni server del portfolio Intergraph sono strumenti allo stato dell'arte per la creazione di infrastrutture di dati territoriali e per la loro pubblicazione  (ERDAS APOLLO e GeoMedia SDI) ma anche per l'analisi e l'editing delle banche dati su web (GeoMedia WebMap e GeoMedia Smart Client). L'interoperabilità è garantita dal pieno supporto degli standard OGC, caratteristica comune di tutte queste soluzioni. La pubblica amministrazione ha, quindi,  la possibilità di crearsi una propria infrastruttura di dati, di tenerla aggiornata nel tempo, di pubblicarla su web attraverso un portale cartografico con modalità "open" e di offrire strumenti di analisi ed editing agli utenti attraverso un semplice browser web.

Tra tutte queste possibilità, la vera potenzialità nell'ottica dello sfruttamento degli open data risiede nella capacità di elaborare i dati con servizi di processamento messi a disposizione degli utenti on-line. 

In particolare, ERDAS APOLLO consente la pubblicazione di modelli di analisi spaziale personalizzati come servizi WPS (Web Processing Service). Sfruttando l'efficace integrazione tra ERDAS IMAGINE e ERDAS APOLLO, è possibile oggi creare il modello personalizzato nello Spatial Modeler di IMAGINE e pubblicarlo direttamente sul catalogo di APOLLO mediante un comando diretto.
 
Server-sidegeoprocessing
 
 
L'utente che accede al portale può:
  • interrogare il catalogo per verificare la disponibilità di dati sull'area di suo interesse;
  • verificare i servizi WPS messi a disposizione sul catalogo stesso;
  • lanciare il servizio WPS di suo interesse (processamento completamente lato server);
  • vederne il risultato in mappa;
  • se ne ha i diritti, può anche scaricare il risultato (oltre anche ai dati di input).
Tutto questo è possibile, senza che l'utente abbia particolari competenze da analista o fotointerprete, senza che abbia licenze di software desktop GIS per lanciare le sue elaborazioni, ma sfruttando semplicemente un browser web come interfaccia e i dati e i servizi WPS messi a disposizione sul catalogo. In questo modo la pubblica amministrazione diventa non solo un fornitore di dati ma anche di servizi basati specificatamente sui dati da essa pubblicati.

Un'applicazione concreta: accedendo alle banche dati multitemporali di immagini disponibili sulla stessa area, è possibile sfruttare un servizio WPS per effettuare un'analisi di change detection che individui automaticamente i cambiamenti intervenuti sul territorio (ad es. relativi all'edificato o alla vegetazione). 
 
 
 

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