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Giovedì, 16 Maggio 2013 15:03

Report dal Convegno AIC, il punto sul futuro della cartografia

Alfonso Quaglione

AIC
Si è svolto a Sassari dall'8 al 10 maggio 2013 il Convegno annuale dell’Associazione Italiana di Cartografia (AIC), che per il 49° appuntamento annuale ha scelto il titolo "Stati generali della cartografia", per evidenziare l’intenzione programmatica della necessità di fare un punto sulla situazione attuale della cartografia in particolare e dell’informazione geografica in generale, attraverso uno sguardo che, coinvolgendo il più possibile esperti, studiosi, attori e fruitori, riuscisse a toccare temi e problemi e suggerisse risposte e percorsi di ricerca.

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Come di consueto, il convegno si è aperto con i saluti e gli auguri delle autorità locali, tra le quali il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, prof. A. Mastino, che ha ospitato la giornata di apertura nella pregevole cornice dell’Aula Magna dell’Università, a cui sono seguiti gli interventi dei presidenti dei sodalizi geografici patrocinanti, ASITA, AGeI, AIIG, SGI, SSG, CISGE.
Il presidente prof. Scanu ha dato l’avvio ai lavori, introducendo i temi delle due giornate seguenti, che il programma prometteva dense di appuntamenti e di interventi. Nelle sessioni della giornata introduttiva il focus è stato posto sulla cartografia ufficiale, dando voce in primis agli organi cartografici dello Stato dall’IGM e IIM all’Agenzia del Territorio, all’ISPRA e al CIGA, le Regioni e in particolare quella sarda e agli Enti Locali, le Province, i Comuni, l’Università, i quali hanno aderito vivacemente alla manifestazione presentando ciascuno iniziative in corso e scenari di sviluppo futuri, a seguito di piani di riordino della Pubblica Amministrazione e dell’integrazione dell’Agenzia del Territorio nell’Agenzia delle Entrate. Uno spazio particolare è stato dato alla Regione Sardegna e alle strategie qui adottate nella nuova pianificazione urbanistica e paesaggistica. La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata a una tavola rotonda, alla quale sono stati chiamati esponenti del mondo delle professioni, per discutere, in quanto utilizzatori della cartografia, su quali siano le più stringenti esigenze, le pratiche diffuse e le innovazioni necessarie in termini tecnici e normativi e fornire sollecitazioni eventuali. La tavola è stata fortemente voluta proprio per creare un momento d’incontro tra organi ufficiali, accademie e utilizzatori finali, che tradizionalmente faticano a trovare occasioni di dialogo e scambio.
La giornata di giovedì è stata suddivisa in quattro sessioni, due nella mattinata e  due nel pomeriggio. La scaletta è stata fitta di interventi e rispettata salvo un paio di assenze giustificate. Il prof. Di Gregorio (Università di Cagliari) ha moderato la sessione dedicata alle sperimentazioni cartografiche, che ha coinvolto esponenti del mondo accademico, istituzionale e professionale, i quali hanno presentato casi di studio differenti, dal telerilevamento, applicato al riconoscimento di strutture tettoniche attive o alla geochimica ambientale, all’utilizzo di crowdsourcing per la tutela del paesaggio o per cartografare le elezioni politiche. Particolare attenzione è stata riservata al problema dell’accuratezza del dato cartografico, sia per quanto riguarda la generalizzazione dei dati, la cartografia del sottosuolo, la pianificazione del rischio geomorfologico e geologico idraulico, l’omologazione di mappe catastali informatizzate, così come in merito alla fruibilità dei dati stessi.
La dott.ssa Dai Prà (Università di Trento) e il prof. Doneddu (Università di Sassari) hanno moderato gli interventi inerenti le applicazioni di cartografia storica, dando particolare rilievo all’imprescindibilità della fonte cartografica storica nell’era digitale, sia come strumento d’analisi e conoscenza del territorio, sia nella risoluzione di delicate dispute confinarie, così come per il riconoscimento e il censimento di beni culturali e la progettazione di itinerari culturali.
La sessione sui temi della cartografia, immigrazione, formazione, intercultura, coordinata dalla prof.ssa Cassi (Università di Firenze) ha costituito un momento particolare all’interno del convegno, poiché nell’occasione è stato presentato il volume “Fenomeni migratori e processi di interazione culturale in Toscana”, recante i risultati del PRIN 2008, del quale la prof.ssa è stata coordinatrice locale e coordinato in ambito nazionale dal prof. Carlo Brusa (Università del Piemonte Orientale). Nell’esame di un complesso fenomeno sociale ed economico, quale quello dell’immigrazione, lo strumento cartografico ha permesso di mappare, anche nei riguardi della componente imprenditoriale straniera in Toscana, territorializzazioni e flussi altrimenti poco leggibili attraverso il mero dato statistico.
“Cartografia al plurale”, è il tema dell’ultima sessione della giornata, coordinata dalla prof.ssa Lidia Scarpelli (Università di Roma “La Sapienza”). Il plurale si spiega con la difficoltà di esaurire in un unico aggettivo la varietà di campi nei quali la carta diviene utile strumento d’analisi: nel rappresentare dinamiche demografiche e socio-economiche, nelle problematiche connesse con il consumo di suolo, ma anche attraverso geodatabase, indispensabili nel gestire, correlare e rendere fruibili dati eterogenei, come nel caso della carta della Natura della Sardegna o dei terroir dei vini italiani e GIS.
Nella prima parte della mattinata seguente si è tenuta la sessione dedicata alle prospettive cartografiche, coordinata dalla prof.ssa Azzari (Università di Firenze). Gli interventi hanno toccato temi assai diversificati, dalle problematiche sollevate dalla newgeography, a quelle connesse con la costruzione di ontologie per la georeferenziazione di  testi classici, a quelle relative a indagini cartografiche per l’individuazione di manufatti sul territorio. Sono inoltre stati presentati interessanti esempi di impiego di tecniche GIS per l’elaborazione di indici bioclimatici.
L’ultima sessione, coordinata dalla prof.ssa Riitano (Università di Salerno), si è focalizzata sul binomio cartografia e paesaggio. Il numero degli interventi ha mostrato il vivo interesse diffuso su questo tema, che ha risvolti problematici e approcci sperimentali differenti. Sono stati suggeriti strumenti di misura per la valutazione dell’impatto visuale, modelli e metriche di paesaggio, set di indicatori per la rappresentazione delle dinamiche evolutive del paesaggio, strumenti per la lettura del paesaggio sottomarino e impiego del telerilevamento nell’indagine delle trasformazioni del paesaggio agrario. Accanto agli esempi di analisi e rappresentazione cartografica sono stati suggeriti modelli finalizzati alla valorizzazione integrata dei paesaggi culturali.
I lavori si sono conclusi nella tarda mattinata di venerdì con i saluti del Presidente, che non ha mancato di sottolineare quanto la partecipazione sia stata ricca di presenze e vivace di stimoli, e per quanto riguarda gli ambiti d’applicazione e i modelli, che per gli strumenti, le tecnologie e i risultati proposti.

Paola Zamperlin


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