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Martedì, 12 Marzo 2013 09:43

Una stazione sottomarina dell'INGV per il monitoraggio sismico in Sicilia

Redazione mediaGEO

sn-1 1
La stazione sottomarina geofisica e oceanografica SN1, dopo una fase di sperimentazione, dal 2005 al 2008, e successivi lavori di aggiornamento della strumentazione e del software, nel giugno 2012 è stata nuovamente collocata sul fondo del mare, ad oltre 2000 metri di profondità, a circa 30 km dalla costa catanese.

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La zona è particolarmente interessante per la vicinanza al vulcano Etna e per la presenza di strutture sismogenetiche che in passato hanno originato terremoti tra i più forti accaduti in Italia (11.01.1693 Mw7.4 Sicilia Orientale, 20.12.1908 Mw7.1 Calabria meridionale-Messina, 10.12.1542 Mw6.8 Siracusano, http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/), alcuni dei quali seguiti da maremoti.

Nell'immagine di apertura l’osservatorio SN1 e il veicolo MODUS prima della deposizione e del collegamento all’interfaccia con il cavo sottomarino.

SN1 è parte dell’osservatorio sottomarino multidisciplinare NEMO-SN1, il primo osservatorio in Europa collegato a terra con cavo sottomarino, che l’INGV gestisce in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

foto bn-stazione su fondo

La stazione SN1 dopo la deposizione a fondo mare.

A sua volta NEMO-SN1 è uno dei nodi della rete europea di osservatori sottomarini EMSO-European Multidisciplinary Seafloor Observatory in fase di costruzione nei mari europei dall’Artico, all’Oceano Atlantico, al Mar Mediterraneo e Mar Nero. Le misure acquisite dall’osservatorio NEMO-SN1 vengono trasmessi in tempo reale attraverso il cavo ad una stazione di acquisizione situata presso il laboratorio dell’INFN del porto di Catania. Da qui vengono trasferiti ad un database consultabile via web che contiene anche dati di altri osservatori che l’INGV ha installato in altri siti del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico.

SN1 ospita, tra i vari sensori, un sismometro a larga banda, un accelerometro, due idrofoni geofisici e sensori per la misura di pressione della colonna d’acqua. Come avviene per le stazione sismologiche della Rete Sismica Nazionale Centralizzata gestita dall’INGV, le registrazioni del sismometro di SN1 arrivano  in tempo reale alla Sala di Monitoraggio Sismico di Roma dove vengono utilizzate per le localizzazioni ipocentrali. Nelle figure che seguono è riportato un evento sismico registrato dalla stazione SN1: un terremoto, ML3.0, avvenuto sull’Etna il 6 ottobre 2012 alle ore 12:03 italiane.

mappa catania06-10-2012
Localizzazione del terremoto ML3.0, avvenuto sull’Etna il 6 ottobre 2012 alle ore 12:03 italiane. I quadrati rossi sono le stazioni che hanno registrato l’evento. Tra queste c’è anche la stazione SN1 a largo di Catania.

segnalicatania06-10-2012
Segnali sismici registrati dalle stazioni più vicine all’evento. Tra questi, il quinto dall’alto, è il segnale registrato dalla stazione SN1.

segnalisn1 catania06-10-2012
Segnale sismico registrato dalla stazione SN1.

Due esperimenti sono in corso presso l’osservatorio NEMO-SN1 nell’ambito del progetto SMO-Submarine Multidisciplinary Observatory: un esperimento di bioacustica, che ha lo scopo di rilevare, classificare e censire i cetacei che, grazie a tecniche acustiche, sono stati recentemente riconosciuti in numerosi esemplari nella zona dello stretto di Messina, e un esperimento di rilevamento di segnali idroacustici associabili, secondo un recente studio, all’occorrenza di forti terremoti in aree marine.

L’osservatorio NEMO-SN1 è frutto della collaborazione di importanti Istituti di Ricerca e Università: INFN – Laboratori Nazionali del Sud, INGV, Università di Roma ‘La Sapienza’ , Università di Roma Tre, CIBRA- Università di Pavia,  University College of London, CNR-ISMAR, Istituto Nazionale di Astro-Fisica (IFSI e IRA), Università di Messina.

Laura Beranzoli, Giorgio Mangano, Paolo Favali, Stephen Monna, Giuseppe D’Anna, Salvatore Mazza, Stefano Pintore, Caterina Montuori, Tiziana Sgroi, Francesco Frugoni, Maria Grazia De Caro, Giuditta Marinaro, Gabriele Giovanetti, Davide Embriaco.

(Fonte: INGV Terremoti)


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