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Venerdì, 01 Febbraio 2013 12:32

Successo del primo test degli apparati SAR di GALILEO

Redazione mediaGEO

galileo sar

I primi  test effettuati sui payloads di GALILEO progettati per applicazioni SAR (Search and Rescue - Ricerca e Soccorso) hanno dato risultati molto incoraggianti. L’accensione di questi apparati ha consentio un passo in avanti molto importante nella estensione del network spaziale denominato COSPAS-SARSAT, sistema satellitare che ha il compito di fornire assistenza  a veicoli aerei e marini che si trovino in emergenza. 

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Ricordiamo che l’uso operativo del sistema COSPAS-SARSAT  da parte delle agenzie SAR internazionali iniziò nel lontano Settembre del 1982, in occasione di un incidente aereo in Canada a seguito del quale vennero salvate tre persone. Da allora il sistema è stato utilmente utilizzato per migliaia di interventi di tipo SAR, contribuendo al salvataggio di oltre 24.000 persone.

La seconda coppia di unità di GALILEO,  costellazione satellitare europea per il posizionamento e la navigazione, è stata lanciata con un’ unica missione il 12 Ottobre 2012. Questi due satelliti sono i primi dell’ intero sistema ad ospitare a bordo dei ripetitori SAR. Il funzionamento di questi payloads  prevede per gli apparati la capacità di captare i segnali in banda UHF prodotti dai sistemi di emergenza che si trovano  a bordo di aerei e natanti (ma che possono anche essere trasportati da singoli individui), individuare la posizione della sorgente  e quindi trasmettere le informazioni alle autorità locali competenti per le operazioni di soccorso.

Una prima campagna di test di questo servizio di GALILEO è iniziata  non appena  i due satelliti hanno raggiunto la loro quota definitiva, a 23.222 km di altitudine. In particolare, l’accensione del ripetitore SAR  bordo del satellite n.3 di GALILEO è avvenuta il 17 Gennaio scorso.

“In questo stadio operativo il nostro principale obiettivo è quello di verificare che il ripetitore SAR non abbia subito danni durante le fasi del lancio” – ha spiegato Igor Stojkovic, ingegnere dell’ESA che lavora sulle applicazioni SAR di GALILEO. Ha poi aggiunto: “Le  attività che abbiamo svolto il primo giorno sono consistite nell’accensione del ripetitore e nella misurazione e verifica della correttezza dei suoi profili di temperatura e di potenza. Il secondo giorno abbiamo effettuato un test di invio di un segnale verso il ripetitore, utilizzando l’ antenna UHF del Redu ESA Center, in Belgio, seguito da un test di ricezione della “risposta”, captandola con le nostre antenne in banda-L: l’antenna impiegata a Redu è di 20m di diametro per cui è in grado di catturare con grande dettaglio la forma d’onda del segnale trasmesso da GALILEO, tagliando la gran parte del rumore di segnale presente e misurando precisamente la sua potenza ed i necessari parametri temporali. ”

Nel prossimo futuro seguiranno via via test più dettagliati del sistema con l’obiettivo di verificare le prestazioni del nuovo sistema SAR orbitante.

COSPAS-SARSAT , come detto, da oltre tre decenni svolge  le sue funzioni di sistema SAR satellitare. COSPAS è un acronimo russo che significa “Space System for the Search of Vessels in Distress”, mentre SARSAT sta per “Search and Rescue Satellite-Aided Tracking”.  Un certo numero di stazioni di terra – denominate Local User Terminals- ricevono i dati della segnalazione dell’emergenza attraverso i  segnali riversati dai satelliti del network, grazie ai quali vengono allertate le autorità locali. Fondata da Canada,Francia, Russia e Stati Uniti, COSPAS-SARSAT conta  attualmente sulla partecipazione di 43 tra nazioni ed organizzazioni.

 

cospas

           Rappresentazione grafica del sistema satellitare COSPAS-SARSAT [credits: COSPAS-SARSAT]

All’inizio l’operatività era basata su equipaggiamenti installati a bordo di satelliti in orbita bassa, il cui moto orbitale relativamente rapido permetteva la localizzazione Doppler della fonte del segnale di emergenza e dunque la sua localizzazione geografica. Gli svantaggi nell’ambito della loro campo visivo erano relativamente bassi. Successivamente si passò però all’adozione di equipaggiamenti radio su satelliti geostazionari, che presentano il vantaggio di osservare costantemente un terzo della superficie del globo (il singolo satellite), ma lo svantaggio di avere un moto relativo nullo e dunque incapaci di utilizzare l’effetto Doppler per localizzare la sorgente del segnale di emergenza.

I ripetitori SAR installati a bordo dei satelliti n.3  e  n.4  di GALILEO  sono i primi di una nuova classe di ripetitori SAR chiamati “MEOSAR” , che combinano una ampia visuale con la capacità di determinare rapidamente la posizione della sorgente. Inoltre, i satelliti di GALILEO  sono i primi ad essere in grado di inviare i messaggi di ritorno a terra impiegando i segnali di navigazione, assicurando in tal modo  elevata tempestività alle richieste di aiuto.

Un vantaggio aggiuntivo della tecnologia MEOSAR  è   che essa richiede  minore infrastrutture di terra: 3  o  4  stazioni terminali sono sufficienti a coprire l’intero territorio europeo.

Queste prime unità trasponder di tipo SAR sono state costruite dall’azienda spagnola Mier Comunicaciones, che ha lavorato in collaborazione con un’altra azienda spagnola, la Rymsa, che si è occupata della realizzazione dell’antenna rice-trasmittente.

L’equipaggiamento SAR del satellite GALILEO n.4 è ancora spento e verrà acceso nelle prossime settimane. Successivamente, nel periodo primaverile, verrà eseguito un dettagliato test end-to-end dei due ripetitori, utilizzando un sistema dedicato chiamato “Galileo Search and Rescue Validation Test Bench” basato nel  Centro di Controllo COSPAS-SARSAT a Tolosa, in Francia. Verrà simulata l’emissione di segnali multipli di emergenza e la capacità del sistema di individuarne la provenienza e riversare correttamente le informazioni a terra.

Ulteriori equipaggiamenti SAR seguiranno questi due primi esemplari in orbita  e verranno lanciati con i futuri satelliti GALILEO,  previsti per la fase cosiddetta di  “Final Operational Capability”.

[Fonte: ESA / COSPAS-SARSAT]


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