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Venerdì, 11 Gennaio 2013 16:34

Un anno di monitoraggio della Costa Concordia

Redazione mediaGEO

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Compie un anno il coordinamento delle attività di monitoraggio delle deformazioni del relitto della Costa Concordia affidato dal Commissario Delegato al Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze, che è Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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In tale attività, svolta fin dai primi giorni dell'emergenza, il Dipartimento di Scienze della Terra si avvale della cooperazione di altri Centri di Competenza (CNR-IRPI) e altri enti di ricerca (EC-JRC-IPSC, Fondazione Prato Ricerche), che garantiscono il funzionamento di un sistema di monitoraggio strumentale attualmente costituito da due stazioni totali robotizzate, un interferometro radar ad apertura sintetica, uno scanner laser scanner tridimensionale, una telecamera ottica e una termica, un estensimetro ad ancoraggio sottomarino, tre stazioni sismiche a larga banda.

"L'insieme delle tecniche e delle reti di monitoraggio - spiega Nicola Casagli, impegnato insieme a Sandro Moretti, Riccardo Fanti e Filippo Catani - permette di misurare le deformazioni dell'intero scafo, in tempo reale e a larga banda, con precisione ed accuratezza dell'ordine del millimetro. Tutti i sistemi trasmettono i dati in tempo reale via radio o su rete internet, in modo da costituire un sistema di allertamento rapido a disposizione dell'Osservatorio Ambientale e delle altre strutture commissariali".

Il Dipartimento di Scienze della Terra ha garantito la sorveglianza continua 24 ore su 24, con emissione almeno quotidiana di bollettini di aggiornamento ad uso anche delle strutture di coordinamento delle operazioni di soccorso e recupero.

"Dopo un anno - prosegue Casagli - è possibile sintetizzare i risultati del monitoraggio che ha avuto inizio alcuni giorni dopo il naufragio e, da gennaio ad aprile 2012, ha mostrato deformazioni intermittenti dello scafo, fino a massimi cumulati di oltre 1,5 m nella zona di poppa, con eventi di accelerazione legati a particolari condizioni meteomarine, durante i quali la velocità di deformazione ha superato anche 1 centimetro all'ora. Da aprile fino alla fine di ottobre 2012 il relitto ha mostrato una sostanziale stabilità, anche in conseguenza del sensibile miglioramento delle condizioni meteorologiche, poi, a seguito della violenta mareggiata del 31 ottobre, ha subito nuove deformazioni - associabili ad uno schiacciamento dello scafo sugli scogli di appoggio - che si sono comunque esaurite il giorno dopo al termine dell'evento".

Dal mese di novembre ad oggi la Costa Concordia è ritornata in condizioni di sostanziale stabilità anche per effetto del completamento degli ancoraggi e degli altri interventi di stabilizzazione messi in opera dal consorzio incaricato delle operazioni di rimozione.

(Fonte: Dip. Scienza della Terra UniFI)

 


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