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Lunedì, 17 Dicembre 2012 12:00

La Conferenza di Londra spinge per l’adozione di Galileo

Redazione mediaGEO

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Il Terzo Satellite GALILEO, componente della fase IOV (In-Orbit Validation) del programma e conosciuto anche come Flight Model 3 (FM3), ha iniziato la trasmissione dei primi segnali la scorsa settimana. Il satellite Flight Model 4 (FM4), lanciato assieme al primo lo scorso 12 Ottobre sempre in ambito IOV, si ritiene che inizierà a trasmettere molto presto, completando l’architettura satellitare necessaria per fornire una teorica capacità di posizionamento 3D facendo uso unicamente dei satelliti del GNSS europeo.

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In precedenza erano stati effettuati test di misura del posizionamento utilizzando i satelliti di GALILEO noti come GIOVE-A e GIOVE-B assieme ai primi due satelliti della fase IOV (lanciati nel 2011), ma i test che utilizzeranno 4 satelliti della fase IOV saranno i primi a dare risultati basati su molte delle caratteristiche tipiche della “Piena Capacità Operativa” del sistema (FOC – Full Operational Capability), proprio perchè le funzionalità dei satelliti IOV sono comparabili con quelle dei satelliti FOC, in costruzione presso l’ azienda tedesca OHB-System.

Va ricordato, però, che la realizzazione dei satelliti FOC sta presentando alcuni problemi, che porteranno probabilmente allo slittamento di alcuni mesi l’ inizio dei loro lanci, che al momento è previsto tra circa nove mesi. I problemi sembrano essenzialmente essere legati al bus di trasmissione dati , utilizzato per il collegamento e controllo dei vari sottosistemi e funzionalità dei satelliti, tra cui in particolare il controllo d’ assetto.

Nonostante queste difficoltà, il successo raggiunto dal programma con la generazione nello spazio dei segnali di navigazione completi – ricordiamo che FM3 trasmette sulle tre bande di Galileo, denominate E1, E5 ed E6- ha suscitato rinnovate iniziative in ambito commerciale da parte dei leader politici europei, incluso Antonio Tajani, vice-presidente della European Commission (EC) e del Direttorato della Comunità Europea responsabile dell’ industria e più in generale del settore dell’ imprenditoria. Nel corso del recente importante appuntamento tenutosi a Londra lo scorso 3-5 Dicembre -la conferenza “European Space Solutions Conference” (http://www.space-solutions.eu) Tajani ha dichiarato: “Il mio obiettivo politico è di rendere disponibili i primi servizi di GALILEO prima della fine del 2014. Voglio essere chiaro che non devieremo dalla roadmap stabilita”.

E’ opportuno ricordare in questo senso che una estensione fissata all’inizio di quest’anno del contratto con la ditta costruttrice dei satelliti, la citata OHB-System, delinea il programma di 3 lanci “doppio” (carico utile di due satelliti) mediante il vettore Soyuz entro il 2013, seguiti due ulteriori lanci Soyuz ed un lancio “quadruplo” (carico utile di quattro satelliti) con un vettore Ariane 5 modificato entro il 2014. Questo programma dovrebbe giungere a creare una costellazione di 18 satelliti IOV/FOC per la fine del 2014.

“Tuttavia – ha aggiunto Tajani – sebbene il dispiegamento della costellazione sia di grande importanza, di ancora maggiore importanza è il fatto di riuscire a creare benefici tangibili per i cittadini e gli operatori di business in Europa”. Alla luce di questa prospettiva è stato rivolto un invito ai costruttori ed all’industria europea di iniziare ad incorporare le capacità di GALILEO all’interno dei nuovi prodotti in via di realizzazione. “L’ industria si deve preparare fin d’ ora per lo sfruttamento di questi servizi.” – ha precisato Tajani, che durante la conferenza ha voluto organizzare allo scopo un meeting tra i rappresentanti dei Servizi GALILEO e quelli delle industrie costruttrici di chip.

tajani

                         Antonio Tajani, vice-presidente della European Commission (EC)

Tajani ha tenuto a precisare che almeno il servizio destinato ad usi civili, l’ Open Service, dovrebbe essere dichiarato operativo per la fine del 2014, sia pur basato su una costellazione parziale di 18 satelliti. Durante la conferenza stampa seguita al suo intervento i giornalisti presenti hanno chiesto a Tajani quanto potrà incidere su questo programma il ritardo sui lanci sopra accennato. Tajani ha risposto modificando leggermente l’aspettativa iniziale, affermando che il primo servizio operativo potrebbe basarsi su un numero di satelliti oscillante tra 12 e 18. In una intervista che Carlo des Dorides, Direttore Esecutivo della European GNSS Agency (conosciuta con il nome del suo predecessore, la GSA), ha rilasciato alla testata giornalistica Inside GNSS egli ha espresso il convincimento che i primi servizi potrebbero essere disponibili alla fine del 2014, basati su una costellazione di 14 satelliti, inclusi i 4 di tipo IOV.

Il programma GALILEO ha vissuto fortune alterne nei tempi più recenti. Le intense negoziazioni tri-laterali (tra Comunità Europea, Consiglio Europeo e Parlamento Europeo) sul budget di sette anni a partire dal 2014 hanno stabilito originariamente una allocazione di 7 miliardi di euro a supporto di GALILEO ed EGNOS, che però sono stati già ridotti a nel frattempo a 6,3.

Parallelamente, il programma Global Monitoring for Environment and Security (GMES) sarà ricondotto all’ interno del suo core-budget di 3,2 miliardi di euro, dopochè una proposta della Commissione Europea alle nazioni dell’ Unione Europea di finanziare il programma direttamente ha suscitato una forte protesta da parte degli stati membri.

Al recente Consiglio della European Space Agency (ESA), che si è tenuto in Italia, a Napoli, lo European GNSS Evolution Program (EGEP) guidato da Günter Hein ha ottenuto 118 milioni di euro per i prossimi tre anni, un decisivo miglioramento rispetto ai 100 milioni che erano stati allocati per i precedenti cinque anni. Tra le sue attività più importanti previste per i prossimi anni ci sono quelle in ambito di ricerca e sviluppo finalizzate a supportare progetto, realizzazione e test della prossima generazione di satelliti GALILEO ed EGNOS, nonché delle loro infrastrutture di terra. Tra le novità degne di nota c’è da ricordare senz’altro la decisione del Regno Unito di rafforzare il proprio sostegno globale dei programmi ESA del 25 per cento, con un investimento di 18 milioni di sterline per il prossimo ciclo EGEP.

Ricordiamo infine che recentemente è stato firmato un “delegation agreement” tra ESA e Commissione Europea che definisce l’ Agenzia come il “System Architect” per il programma GNSS europeo, una formula che tende a proteggere da influenze politiche la progettazione tecnica del sistema (al di fuori –ovviamente- degli stati ESA sostenitori del programma).

Ospitata dalla Agenzia Spaziale Britannica come una “iniziativa” della Commissione Europea ed organizzata da GSA, European Satellite Navigation Competition e GMES Master, la “European Space Solutions Conference” ha registrato oltre 1300 partecipanti, in gran parte provenienti dall’ estero. L’ evento è stato pensato come un momento di incontro dell’ industria e del settore pubblico con gli sviluppatori ed utilizzatori delle applicazioni basate sullo spazio.

La conferenza ha offerto seminari di mezza giornata ciascuno relativi ad 11 aree di applicazione, tra cui trasporti, agricoltura, assicurazioni e servizi finanziari, salute pubblica. Tra gli interventi di spicco si sono registrati quelli di Tajani, des Dorides, David Willetts (Ministro della Università e Ricerca e Scientifica inglese), Richard Branson (presidente della Virgin Group, che utilizza tecnologie satellitari) ed Ed Parsons (consulente tecnologico geospaziale per Google).

[Fonte: Gibbons Media & Research LLC/ Inside GNSS ]


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