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Martedì, 27 Novembre 2012 09:23

Convegno AIC Associazione Italiana di Cartografia 2013, Call for Paper

Redazione mediaGEO

aic
Il Convegno annuale della Associazione Italiana di Cartografia (AIC) sul tema "Stati generali della cartografia" si svolgerà a Sassari dall'8 al 10 maggio 2013. Aperta la Call For Paper.

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Il Convegno dell’Associazione Italiana di Cartografia del 2013 vuole fare il punto sulla situazione attuale della diffusione della carta e dei suoi derivati, da quella storica e del passato più recente alle nuove applicazioni di carattere informatico, rese possibili grazie agli strumenti di informazione geografica, quali i GIS, ai sistemi di telerilevamento o di posizionamento satellitare, non trascurando il mondo dei mappamondi virtuali e, oggi, del “wiki” applicato anche alla rappresentazione dei dati geografici. Applicazioni, queste ultime, che è difficile fare rientrare nel mondo della cartografia, se con questa parola si continua a intendere ciò che tradizionalmente, dai primi segni rudimentali sulle pareti delle caverne o sulle tavolette di argilla tracciati da un uomo che sentiva in maniera sempre più stringente il desiderio di rapportarsi allo spazio che lo circondava o che dominava, fino a un decennio addietro, da quando quei segni su un foglio di carta magistralmente delineati in sostituzione di una realtà fisica estremamente complessa e composita, hanno lasciato il posto a una virtualizzazione divenuta sempre più aggressiva e, allo stesso tempo sofisticata e precisa. Un mondo estremamente variegato è quindi quello che si vuole prendere in considerazione, in quanto la rappresentazione del territorio comporta tanti e differenti aspetti, comunque riferiti a un unico oggetto di base, nonostante l’approccio sia distinto per tecniche, presupposti, paradigmi, finalità, strumenti e tecnologie, fermo restando che chiunque, oggi, a prescindere dalla sua preparazione culturale, può produrre e utilizzare cartografia. Di certo la diffusione di internet ha offerto la possibilità di estendere globalmente la conoscenza di molti dei presupposti legati all’informazione territoriale che però sono, e restano, fondamentalmente cartografici: la cosiddetta democratizzazione della cartografia, ha fatto si che tale strumento, tra le tante possibilità di raccontare, analizzare e progettare il territorio, sia oggi quello più conosciuto, apprezzato, diffuso e utilizzato universalmente, a prescindere dal livello di conoscenza dei suoi criteri di base. Si può ben dire che il nuovo paradigma della geografia, o meglio la new geography, intesa non nel senso della disciplina curriculare bensì come desiderio di conoscere e analizzare il territorio, oppure di ubicare fatti e fenomeni spaziali per comprendere relazioni e interazioni, sia connesso con la qualità e la precisione della localizzazione geografica e la possibilità di cogliere repentinamente l’informazione che tale posizione si porta appresso come attributo, spaziale, relazionale e descrittivo. Di certo si è entrati in una nuova fase di produzione cartografica, dell’era digitale, che va ad affiancarsi a quella tradizionale basata sul formato cartaceo ma anche a quella per allora già innovativa di tipo digitale la quale, diffusasi dopo gli anni novanta con un successo veramente straordinario, ha di fatto affievolito la precedente ed esiste il rischio di una competizione il cui vincitore appare perfettamente individuato. La cartografia digitale è infatti diffusa a tantissimi livelli ed è presente in maniera sempre più importante all’interno degli enti pubblici territoriali: l’utilizzo dei sistemi informativi geografici ne ha fatto un mezzo di facile produzione anche da parte di soggetti privati, non sempre cartografi esperti. Se per carta digitale intendiamo anche la struttura del dato geografico residente in un file che si presta a molteplici quanto complessi processamenti da parte di software e procedure sofisticate, possiamo allora dire che essa è divenuta oggetto di attenzione, in qualche modo, delle politiche più recenti sullo sviluppo economico nel nostro paese essendo alla base dei processi di recupero della crescita in quanto strumento che concorre alla sburocratizzazione della PA per quanto concerne il governo e la gestione delle pratiche o degli atti che riguardano il territorio. Il convegno e il suo titolo, volutamente “aperto” è dunque destinato a tracciare un quadro di vasto profilo da cui emerga chiaramente lo stato del tradizionale e del nuovo, ma soprattutto a capire come il nuovo può interagire, e anche, valorizzare tutto ciò che il tradizionale contempla, creando così nuovo valore aggiunto per quelle espressioni che troppo velocemente sono forse state messe da parte. L’interesse è anche rivolto a captare chi non si occupa ancora di cartografia, a prescindere dal formato ma che, per altre vie inizia a rendersi conto della sua importanza. Il riferimento va ai cosiddetti open data, che le pubbliche amministrazioni rendono sempre più disponibili per ampliare il processo di partecipazione del cittadino alle decisioni pubbliche. Gli addetti ai lavori, e non solo, si stanno rendendo conto che questi dati sono sempre più caratterizzati da componenti spaziali e pertanto abbisognano delle tecniche e delle conoscenze della geografia e della cartografia per la loro corretta visualizzazione e analisi. Un convegno che vuole coinvolgere in questo dibattito non solo i soggetti tradizionalmente produttori di cartografia (e oggi di dati spaziali correlati e interoperabili), dagli Organi ufficiali dello Stato, alle Regioni, Provincie ed Enti locali, ma anche i semplici cittadini o gli altri e tanti “produttori” di dati, al fine di delineare un quadro di riferimento da mettere alla base di conoscenze ragionate e aprire prospettive strutturate per il futuro, riferimento di tutti e per tutti. Non a caso il Convegno approda, dopo quasi venti anni, di nuovo in Sardegna. Nell’ultimo periodo, infatti, l’Isola si è ben distinta rispetto alle altre Regioni per il modo in cui ha riorganizzato la sua conoscenza geo-cartografica, il che gli ha consentito di primeggiare nell’adozione del Piano paesaggistico regionale, strumento, com’è noto, di base nelle prospettive di sviluppo del territorio fondate su politiche che tengano nella giusta considerazione i valori della cultura e dell’ambiente con le esigenze di sviluppo delle popolazioni.
Ovviamente il convegno terrà conto di tutti i contributi di carattere cartografico che gli studiosi, i cultori di tale disciplina, gli appassionati, i neofiti dell’informazione geografica digitale e così via vorranno proporre: dalla carta storica a quella tematica, da quella tradizionale a quella digitale, dalle costruzioni del territorio per la sua conoscenza e analisi a quelle rivolte alla progettazione e gestione, dal dato aperto al database multiprecisione, dalle nuove tecnologie alle produzioni e implementazioni condivise, da quelle create e partecipate dal “basso” a quelle generate “dall’alto”, dagli strumenti alle tecniche, alle tecnologie, ai nuovi prodotti, dagli approcci tradizionali a quelli innovativi, dagli usi per il marketing a quella interattiva non trascurando la formazione cartografica come base e strumento di analisi e interpretazione di dati spaziali.
Saranno invitati speciali gli Organi cartografici dello Stato, dall’IGM e IIM all’Agenzia del Territorio, all’ISPRA e al CIGA, le Regioni e in particolare quella sarda, le Province, i Comuni, l’Università.

Faranno da cornice al convegno alcuni eventi culturali organizzati in collaborazione con le Istituzioni, Archivi e Biblioteche, ecc.

Gli interessati al convegno dovranno fare pervenire entro il 28 febbraio all’indirizzo mail della segreteria dell’AIC, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., una proposta di titolo con un breve riassunto dell’intervento (20-30 righe) e l’abstract con un massimo di 3 parole chiave, in modo che il Comitato Scientifico possa esprimersi e procedere alla sistematizzazione organica delle varie sessioni nelle quali sarà articolata la manifestazione.
Il Convegno si svolgerà a Sassari e sarà organizzato in collaborazione con la locale Università (referente prof. G. Scanu) e con l’Ateneo cagliaritano (referente prof. Felice di Gregorio). Si rammenta infine che durante le giornate dei lavori si terrà l’assemblea annuale dei Soci.
Le notizie sullo stato dell’organizzazione e logistiche, saranno pubblicate in aggiornamento continuo sul sito ufficiale dell’AIC

Giuseppe Scanu (Presidente AIC)


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